23 giu 2012 - 01:18

Il carosello di lunedì sera dopo la qualificazione dell’Italia non è andato tutto liscio. Due auto bloccano volutamente un autopostale, e un tifoso sale sul bus a suonare il clacson mentre l’autista è sceso per cercare di convincere i due automobilisti a spostarsi.


Sgradevole episodio lunedì sera a Bellinzona. Erano parecchie le persone che, una volta concluse le due partite che hanno permesso la qualificazione di Italia e Spagna, si sono riversate per le strade del centro di Bellinzona a festeggiare. Un carosello di festa e clacson. Della polizia nessuna traccia. Soltanto verso le 23.15 si vede passare una pattuglia della polizia comunale su Viale Stazione, dove erano concentrati i festeggiamenti.

La situazione più spiacevole è però accorsa poco prima di mezzanotte, all’altezza del Bar Viale. Un gruppo di almeno una cinquantina di persone stava ancora festeggiando sulla curva fra Viale Stazione e Via Pellandini. In particolare due autovetture (una targata Ticino, l’altra targata Grigioni) hanno a lungo ostruito la strada, impedendo il passaggio dell’autopostale diretto a Locarno.

L’autista del bus per cercare di passare ad un certo punto ha suonato un paio di volte il clacson (e non per festeggiare la vittoria dell’Italia…), ma i due automobilisti sono rimasti impassibili. Dopo un po’ l’autista spazientito scende dal bus, per andare a tentare di convincere i due a voler spostare le loro auto.

Ma qui iniziano i problemi. Mentre l’autista è sceso dal bus, un tifoso della nazionale italiana con una parrucca tricolore è salito sull’autopostale, mettendosi a suonare il clacson. A questo punto l’autista non ci ha più visto, ritornando precipitosamente sul bus e intimando energeticamente il tifoso a voler scendere immediatamente dal mezzo. A questo punto ne nasce una parapiglia fra l’autista e alcuni tifosi saliti anch’essi sul bus per dare man forte al tifoso con la parrucca.

Un clima particolarmente surriscaldato, tanto che – quando ormai la baruffa si era conclusa e l’autopostale era riuscito a proseguire il suo tragitto – i nostri due collaboratori che avevano assistito e fotografato la scena sono stati raggiunti da un drappello di altri tifosi, che con tono minaccioso volevano vagliare e sequestrare le foto, adducendo fra l’altro che questa sarebbe la prassi pur essendosi svolti i fatti su suolo pubblico. In teoria – ribadiamo, su suolo pubblico – dovrebbe ancora esistere la libertà di stampa… .

Il giorno seguente abbiamo provato a contattare la direzione degli autopostali, ma purtroppo non ha voluto rilasciarci alcuna dichiarazione.

Gli interrogativi

La domanda che però sorge è: ma dov’era la polizia?

La risposta è semplice, non c’era. Questo malgrado sia stata la polizia stessa a ragguagliare i tifosi, prima dell’inizio degli europei, che i festeggiamenti sarebbero stati tollerati soltanto con moderazione. E soprattutto che non sarebbero state tollerate le infrazioni del codice stradale. In questo caso, ad oltre un’ora e mezza dalla conclusione della partita, due automobilisti hanno ostruito il passaggio di un mezzo di trasporto pubblico.

Il fatto che l’autista abbia dovuto “farsi strada” da solo è a nostro avviso inammissibile. Non dovrebbe essere compito dei conducenti degli autopostali far rispettare le leggi sulla circolazione. È un compito dei poliziotti, formati e pagati per far questo.

Episodi simili accadono regolarmente durante il carnevale oppure durante gli scorsi mondiali, ma la polizia non sembra curarsene più di tanto. Anche qui un nuovo interrogativo, cosa fa Syndicom, il sindacato di Angelo Zanetti che tutela fra gli altri i postini, per cercare di fare in modo di garantire ai dipendenti di svolgere il loro lavoro?

Ma non solo l’assenza della polizia è riprovevole. Anche l’atteggiamento dei tifosi è assolutamente da condannare. È così difficile capire che non si può, solo perché si è esuberanti per la vittoria della nazionale, “impossessarsi” di un bus, e che in questo caso l’autista, legittimamente abbia anche qualcosa da rimproverarti?

Chiaramente i tifosi della nazionale, con i timori del “biscotto”, avevano accumulato una certa tensione. La vittoria e la qualificazione della propria squadra non legittima tuttavia festeggiamenti oltre un certo limite. Osiamo affermare che c’è molta più tolleranza per i caroselli dei tifosi che nei confronti di eventi culturali-ricreativi nel centro cittadino. E questo ci sembra assai discutibile. Che senso ha svuotare Piazza del Sole, in cui la manifestazione deve perentoriamente chiudere entro le 23, se poi il casino (abbastanza abbondante) sta per le vie della città, con il Viale Stazione come fulcro? Solo perché alcuni cittadini del centro, che abitano nelle zone pedonalizzate, fanno la voce grossa, allora si fanno assurde ordinanze e si impongono stringenti limiti alle manifestazioni, mentre per i caroselli che si spostano in un’altra zona vige il puro e semplice “laissez faire”?

Nessuno può dire che non ci sia stata molta tolleranza per i festeggiamenti della nazionale italiana, ma l’esuberanza e l’euforia di alcuni è diventata padronanza totale della strada, impedendo pure ai trasporti pubblici di poter svolgere il loro compito. Forse la presenza di qualche poliziotto che spieghi ai più “surriscaldati” la differenza fra euforia e onnipotenza non sarebbe guastata.

La speranza è ora che il sindaco della Città, Mario Branda, che è anche capo dicastero polizia, e in generale il Municipio, faccia in modo che la polizia faccia semplicemente il suo compito.

Vedremo per le prossime partite.