Secondo alcune fonti non confermate Mubarak sarebbe morto già da diverse ore. La morte dell’ex presidente potrebbe far scivolare l’Egitto nel caos.

Atmosfera tesa in Egitto, con la morte dell’ex presidente Hosni Mubarak facilmente la situazione potrebbe precipitare. In serata si è appreso delle crisi cardiache dell’84enne che ha governato l’Egitto per oltre trent’anni, del suo successivo trasferimento all’ospedale militare di Maadi (dove fu trasportato il corpo di Sadat – presidente egiziano fino al 1981 – dopo l’attentato che gli costò la vita). All’ospedale militare i medici non hanno potuto far altro che constatare la morte clinica.
Questo almeno quanto riferito dalle agenzie stampa. In realtà circolano voci secondo cui Mubarak sarebbe in realtà morto già da diverse ore, mentre familiari e fonti militari smentiscono la notizia ribadendo che l’ex raìs sarebbe tenuto in vita artificialmente.
Preoccupante il fatto che alla frontiera del Sinai si sono ammassati carri armati israeliani, in violazione degli accordi di Camp David, che potrebbero scatenare una grave crisi. Crisi che potrebbe giustificare una mano pesante da parte dei militari nei confronti degli oltre 100 mila manifestanti attualmente in piazza Tahrir. Sembra inoltre che un mandato di cattura sarebbe stato emanato nei confronti di Khairat El-Shater, uno dei più alti leader dei Fratelli musulmani, per malversazioni finanziarie. Per il momento però non ci sono conferme.
Appare tuttavia chiaro che i militari intendono usare la mano pesante con la scusa dell’emergenza nazionale. Non è infatti da escludere la sospensione di qualsiasi diritto civile e l’instaurazione della legge marziale per far fronte alla “guerra” nel Sinai.
