25 giu 2012 - 06:07

Interrogazione a gamba tesa da parte di Morisoli contro Bertoli, accusato di prendere decisioni maldestre, senza nemmeno consultare tutti gli interlocutori del mondo della scuola


Manuele Bertoli ha un “piglio dirigista, degno di qualsiasi multinazionale”. Non sono parole di un “no global” qualsiasi, ma di un manager, un dirigente di banca, un neoliberista, Sergio Morisoli. Parole scritte in un’interrogazione, dove il deputato di AreaLiberale non va per il sottile. A far infuriare Morisoli è la recente decisione del dipartimento educazione cultura e sport, diretto dal socialista Manuele Bertoli, di togliere mezz’ora di inglese in terza media per aumentare le ore di classe.

Una decisione che arriva “dopo il maldestro tentativo di statalizzare anche la pausa di mezzogiorno” a Cadenazzo e a Cevio. A dir poco la gestione di Bertoli sta creando non pochi pruriti a Morisoli, che afferma che il Consigliere di Stato socialista “si dimentica di nuovo che la scuola pubblica (statale e privata) non è la sua”.

L’interrogazione poi verte sul metodo e sulle motivazioni con cui si è giunti a questa decisione, per poi allargare il discorso in generale sulle scuole medie. A quarant’anni dall’entrata in vigore della Legge sulla scuola media, Morisoli chiede se il governo non pensa “sia finalmente giunto il tempo di riaprire correttamente questo capitolo e che per farlo non possa lasciare questa delicata decisione solo alla volontà del capo del DECS e ai suoi tentativi sghembi”.