Interrogazione
Ci permettiamo di riprendere alcuni passaggi di un articolo apparso sul Mattino della Domenica del 8 luglio 2012 a firma Omar Balli, citiamo testualmente:
Mi preme anche fare rilevare che manca quasi completamente il coordinamento tra gli Uffici cantonali preposti al collocamento di queste persone e le rispettive autorità comunali. Gli asilanti vengono collocati nelle pensioni senza che i Comuni vengano preventivamente informati. Capita, non di rado, che nello stesso edificio vengano a trovarsi richiedenti d’asilo e casi sociali “problematici” con tutte le conseguenze del caso. Le forze di Polizia e i Comuni sanno poco o nulla, su chi viene collocato e dove; si tratta di soggetti già conosciuti come problematici? E chi lo sa! In pratica …. gli Uffici cantonali preposti “piazzano” e i Comuni, dopo qualche giorno se non qualche ora, se “la smazzano”. E no Signori, troppo comodo così. Un minimo di coordinamento e informazione ci deve essere! Inoltre a mio modo di vedere i soggetti “problematici” (che sono conosciuti) non vanno certo collocati in centro Città ma in luoghi discosti.
Non riesco francamente a capire perché non si possano utilizzare a questo scopo infrastrutture militari (mi viene fatto in continuazione l’esempio del Motto Bartola). Quanti di noi hanno svolto il servizio militare, alloggiando in tali strutture. Perché noi si e loro no? Inoltre potrebbero anche svolgere delle attività di utilità pubblica, penso in particolare alla pulizia e ripristino di sentieri, sotto la supervisione dei nostri militari o dei militi della Protezione civile. Nelle varie pensioni andrebbero di principio collocate le Famiglie. Inoltre è cosa nota che la stragrande maggioranza dei richiedenti d’asilo sono “rifugiati economici” (e talvolta anche peggio) che non potranno restare nel nostro Paese.
Non bisogna dare false illusione a queste persone, cercando di integrarle in una realtà che poi dovranno lasciare. L’ultimo aspetto che vorrei “toccare” è quello dei costi.
La Confederazione ci impone un certo numero di rifugiati. Sarebbe oltremodo interessante sapere le spese che dobbiamo assumerci per queste persone e quanto ci corrisponde Berna. Ho la netta impressione che ci saranno delle soprese, naturalmente negative. Inoltre mi è stato più volte segnalato di richiedenti d’asilo che comprano scarpe e vestiti costosi e, di fronte alle perplessità, dei venditori rispondono tranquillamente “non si preoccupi, paga Bellinzona, può telefonare …..”. Spero vivamente che si tratti solo di leggende metropolitane.
Richiamato quanto precede, chiediamo al Lodevole Consiglio di Stato:
- Quanto è indicativamente il costo medio giornaliero per richiedente d’asilo?
- A quanto ammontano indicativamente, per l’anno 2011 e primi 6 mesi del 2012, le spese indirette legate ai richiedenti d’asilo (vedasi ad esempio spese legate agli interventi di Polizia e al lavoro dei funzionari del DSS preposti)?
- A quanto ammontano i contributi della Confederazione e quali spese vengono assunte da Berna?
- A quanto ammontano indicativamente i costi relativi agli interventi delle varie Polizie comunali e cantonali per l’anno 2011 e primi 6 mesi del 2012, per problematiche connesse ai richiedenti d’asilo? Quanti interventi sono stati effettuati? Quanti arresti? Quanti fermi? Quante e quali infrazioni sono state riscontrate?
- Il contributo di Berna è giudicato adeguato? In caso negativo, cosa intende fare o cosa sta facendo il Consiglio di Stato per migliorare la situazione?
- Con che modalità avviene il collocamento degli asilanti nelle pensioni? Con quale criterio vengono scelte le pensioni? Nello specifico, gli Uffici preposti del DSS avvertono, prima dell’effettivo collocamento, i Comuni interessati? Vengono forniti i nominativi delle persone collocate? Si verifica se le stesse sono già conosciute alle forze dell’ordine per aver commesso reati sul territorio svizzero?
In caso di riposte negative, si richiede di motivarle nel dettaglio.
Non pensa il Consiglio di Stato che il collocamento di richiedenti l’asilo nelle pensioni dovrebbe essere riservato e concesso unicamente ai nuclei famigliari ? - Corrisponde al vero che sono stati collocati degli asilanti in pensioni che già ospitavano casi sociali “ problematici”? Ci sono stati contrasti tra le due tipologie di “ospiti” con conseguenti interventi della Polizia? Come viene giustificata tale leggerezza nel collocamento?
- Quali controlli vengono effettuati dai funzionari preposti del DSS nelle varie pensioni che ospitano richiedenti d’asilo? Quanti controlli sono stati effettuati per l’anno 2011 e primi 6 mesi del 2012, dove e quali sono state le risultanze?
- Quanto viene corrisposto giornalmente per ospite ai gerenti delle pensioni? Ci sono cifre differenti a seconda della tipologia o ubicazione delle pensioni?
- Quali sono attualmente le pensioni che ospitano richiedenti d’asilo (fornire nominativi e località) e quanti posti letti hanno a disposizione?
- Ci sono state nel 2011 e nei primi 6 mesi del 2012 “denunce” e segnalazioni, da parte delle autorità comunali e/o Polizie comunali e cantonale, relative alle situazioni constatate nelle pensioni che ospitano gli asilanti (penso in particolare irregolarità sotto il profilo dell’igiene ma anche mancanze relative alla presenza dei gerenti)? Fornire il dettaglio delle segnalazioni e soprattutto l’esito delle stesse (cosa è stato intrapreso).
- Ci ricordiamo che a suo tempo i corsi di ripetizione del nostro esercito venivano svolti in baracche militari e i militi dormivano sulla paglia. Inoltre alle ore 21.00 veniva fatto l’appello e chi era in ritardo veniva messo agli arresti. Il Consiglio di Stato non pensa possibile l’utilizzo di strutture militari in zone discoste (ad es. il Motto Bartola) per ospitare i richiedenti l’asilo?
- È ipotizzabile che gli asilanti svolgano attività di pubblica utilità, ad esempio pulizia e ripristino sentieri, sotto la supervisione dei nostri militari o militi della protezione civile imponendo il rientro alle ore 21.00 ?
- Come viene regolamentato l’acquisto di vestiario da parte dei richiedenti d’asilo? Vengono posti dei limiti di spesa? Se si quali? Sono stati riscontrati abusi o spese rilevanti? In caso di risposta affermativa, quali sanzioni sono state applicate e quali misure sono state intraprese affinchè il “problema” non si ripresenti. Non sarebbe preferibile che il vestiario venisse fornito dallo Stato, appoggiandosi a Enti come la Caritas che vendono vestiti a prezzi modici?
- Se non andiamo errati, a suo tempo, l’allora Deputato, Sergio Arigoni aveva proposto di estendere anche ai singoli cittadini la possibilità di ospitare dei richiedenti d’asilo. La richiesta è stata valutata? Con che esito? Quante persone hanno annunciato la loro disponibilità?
In attesa di un vostro sollecito riscontro, vogliate gradire i nostri più distinti saluti.
Per il gruppo Lega dei Ticinesi
Silvano Bergonzoli
Michele Barra e Daniele Caverzasio
