19 lug 2012 - 09:41

Il Bucaniere Supremo vince ancora con le sue smorfie alla Totò, Evans sprofonda e dice addio ai sogni di bis, Frank Schleck tradisce tutti con il doping


Nel giorno nero di Franck Schleck, accusato di doping, e di Evans che affonda per sempre, ecco la roboante impresa di Thomas Voeckler. Roboante perché, come da definizione, è composta da paroloni, oltre a mimiche facciali e mosse strampalate. È un vero e proprio teatro di strada quello che propone il Bucaniere: discorsi tra sé, grimaces alla francese, occhiate a ritroso, perfino uno spintone a un tifoso bordostradista. Nei momenti più fulgidi fa perfino finta di ammazzarsi di fatica, alzando e abbassando le spalle in modo scomposto, ma è solo per fare l’eroico.

Sul Tourmalet, in fuga nel solito gruppetto di sei o sette, Voeckler non sta nella pelle, scivola all’ultimo posto, si alza sui pedali, avanza roteando il capo, torna indietro, va a destra, va a sinistra: per i compagni di fuga dev’essere mostruoso avere tra le palle uno così. Ma è proprio la tattica del Bucaniere Supremo: mentre gli altri sono distratti e infastiditi come vacche dalle mosche, ecco la fregatura, sottoforma di scatto bruciante (condito da smorfie e linguacce, ça va sans dire). Lo segue solo Brize Feillu, francese come lui. I Pirenei crollano d’entusiasmo per il Bucaniere Supremo e lui si cala nella parte, centuplicando gesti, facce, commenti e sbalzi di ritmo. Uno normale si ammazza a correre così, Voeckler evidentemente no. Dietro ai due, è partita la caccia, con altri due bei tipi come Chris Sörensen e l’irriducibile Vinokourov (la tenta tutti i giorni, il vecchio cosacco). Quando il pericolo si fa vicino e il Peyresourde chiama, Voeckler pianta lo stanco Feillu e va nel mare aperto. Fossimo dentro uno stadio di calcio il boato scuoterebbe le fondamenta, ma i tifosi del ciclismo sono impressioni in corso d’opera e fanno ala al Bucaniere come scie di una nave, con un sostegno che è più un canto continuo. Ovviamente, Voeckler non cederà un metro, anche se Sörensen, sgangherato pure lui, giungerà secondo con una meritevole prova di ostinazione.

Intanto che il Bucaniere Supremo fa l’amore con la Francia, gli Stoici da Generale fanno fuori Cadel Evans, il nostro ticinese, che chiuderà a quasi 12 minuti da Voeckler ma soprattutto a quasi cinque dal terzetto Wiggins, Froome, Nibali, ormai pronti per il podio di Parigi.

Gli ultimi mille metri di Voeckler sono quelli del sesso puro, con la Francia intera inginocchiata ai piedi dei Pirenei e del suo conquistatore. Il Bucaniere Supremo attraversa questo chilometro d’amore allargando le braccia come il Papa e facendo facce come Totò. “Quando ero ragazzo vedevo queste cose alla tivu, ora le faccio io”, dice ghignando. Sembra di intravedere una benda sull’occhio e un accenno di bandana, ma forse è solo un altro dei trucchi del Bucaniere Supremo. Che oggi, nella seconda tappa pirenaica, farà cicloturismo per gustarsi la gloria senza faticare. O almeno questo è ciò che pensiamo noi…

giorgen