12 set 2012 - 00:50

Interpellanza

Il 9 di marzo 2010 si concludeva a Lugano un processo per vendita e l’acquisto di cocaina in quel di Biasca e dintorni. I giovani accusati per questi reati facevano i pagamenti in Colombia tramite il sistema dell`invio di denaro per agenzia specializzata. Cosera l’agenzia in questione?
Un negozio di specialità etniche di Bellinzona. Mi riproposi che alla prima occasione avrei sollevato la problematica su questi sistemi di spedizione di andata e ritorno di questo contante.
Su un servizio il CdT annunciava l’intenzione di PostFinance di sospendere il rapporto con 60 agenzie di questo tipo per il rischio troppo elevato di violazione delle norme anti riciclaggio che queste spedizioni di denaro possono comportare. PostFinance parla di rischi contenuti. Memoria corta.
Post Finance da un’inchiesta partita nel 2006 nel Canton Soletta era già sotto inchiesta per eventuale riciclaggio di ben 4,6 milioni di franchi. Finita con la condanna di PostFinance e una multa.
Ridimensionata a fr.250000.- dei due milioni e 600mila richiesti dall’accusa.
Il problema fondamentale sta come si dice nella sentenza nella mancanza da parte della Posta di un regolamento al riguardo, e da ricondurre a una lacuna organizzativa.
Più di un anno dopo, Le Matin Dimanche da la notizia che sessanta agenzie per voce del responsabile Posta Marc Andrey vengono chiuse per rischi elevati di riciclaggio!
Non si deve dimenticare che anche le FFS con la collaborazione di Western union praticano l’attività di spedizione di denaro all’estero anche di ritorno.
Ho voluto fare con discrezione dei controlli personalmente: certe agenzie fotocopiano i documenti.
Personali per altri era abbastanza nome cognome e firma.
Vi sono anche altri pericoli con questo sistema di spedizione: chi non ricorda i finanziamenti obbligatori per l’etnia Tamil (5% dei salari per sostenere la guerra di questa minoranza) nello Sri Lanca.
Non dobbiamo dimenticare il terrorismo, l’acquisto di armi, di stupefacenti e il riciclaggio pilotato.
La Posta parla di un controllo della FINMA a mio modo di vedere dopo i problemi fiscali e bancari.
Con gli Stati Uniti in cui ha dimostrato i suoi limiti io della FIDMA, non mi fido.
Le mie contro indicazioni sono di carattere pratico e informatico.
Di principio si deve analizzare e domandarsi in questa situazione com’è posizionato il nostro cantone tanto per la sicurezza quanto per la situazione organizzativa di controllo.
Non da dimenticare che il nostro cantone è la terza piazza finanziaria Svizzera e le eventuali ambiguità e convivenze, magari dovute controlli e organizzazione deficitarie, ci potrebbero costare care.

Per concludere formulo i seguenti quesiti al Consiglio di Stato:

  1. Chi decide sul nostro territorio queste attività di spedizione all’estero di denaro?
  2. La legge sul riciclaggio è di competenza anche cantonale, quali sono le misure adottate e gli eventuali risultati?
  3. Non sarebbe il caso, vista la posizione di confine, e i rischi riconosciuti di criminalità organizzata invitare Berna a cedere il compito di spedizione in contante alle banche di Stato con un controllo costante degli indici di movimento almeno settimanali sulla confederazione?
  4. Vi sono già stati casi penali in quest’attività nel cantone?
  5. Non per essere venali, io sono contrario ha questi sistemi di spedizione di denaro, ma fiscalmente qual’è il riscontro finanziario per il cantone?

In attesa della vostra presa di posizione in Parlamento saluto e ringrazio fin d’ora.

Giancarlo Seitz