18 set 2012 - 07:21

Riprende la stagione della Coopaso, senza limiti a 65 decibel. Ma le insidie per il “popolo della notte” rimangono.


Ritornano dopo la pausa estiva i concerti organizzati dalla Coopaso. L’appuntamento è per venerdì sera alla Birreria Bavarese (vedi dettagli). Il ritorno alle ormai consuete attività è però denso di interrogativi.

Il primo interrogativo riguarda proprio il futuro della Coopaso, che recentemente ha de facto buttato la spugna in quello che è il suo progetto di riaprire il Pasinetti, lo storico locale di Gorduno che per quasi un trentennio ha offerto musica dal vivo. Troppo elevati i costi da affrontare, troppo poco ampia la base di persone disposte a metterci qualcosa. E il cento franchi sottoscritto da oltre 300 persone è decisamente troppo poco.

Il secondo interrogativo riguarda invece la vita culturale della città, la “nightlife” per usare un termine un po’ pomposo. La recente decisione del Consiglio di Stato, che ha decretato l’illegalità della famigerata ordinanza che istituiva i 65 decibel per la musica all’interno dei locali pubblici, ha fatto segnare un punto a favore del “popolo della notte”. Ma in buona sostanza non sembra aver cambiato gli orientamenti di fondo delle autorità, che punteranno ad un non meglio precisato compromesso.

Che l’orientamento della città non è cambiato lo si è capito già settimana scorsa. Innanzitutto con la decisione di limitare drasticamente il numero di serate di festa durante il periodo natalizio. E qui ci stanno due incisi: giusto mettere a concorso l’organizzazione dell’evento. Sbagliato però ridurre il numero di serate, perché era proprio da quell’evento che il famoso avvocato capofila di coloro che reclamano per i rumori eccessivi. Allora se mediazione ci deve essere, si dovrebbe partire dallo statu quo, non già facendo concessioni agli abitanti del centro che reclamano.

Il secondo segnale invece è arrivato dal concerto di Davide Van de Sfroos di sabato sera. Che si è concluso alle 23. E le proteste del “popolo della notte” immancabilmente sono finite su Facebook. “Ringrazio tutti i grata di Bellinzona”, commentava un giovane. E un altro ironizzava, “il municipio è molto attento alla salute dei suoi marmocch… ehm concittadini. Vai a letto presto che è più salutare! Senza parole…”.