2 ott 2012 - 09:57

A guardare i comunisti è sempre un divertimento: ci sono i comunisti rampanti, ci sono i traditori e ci sono quelli che finiscono in galera.


Vauro se ne va dal quotidiano italiano “Il Manifesto”, per approdare alla creatura di Antonio Padellaro e Marco Travaglio “Il Fatto Quotidiano”. Le vignette di Vauro, come gli articoli di Valentino Parlato, Rossana Rossanda e (prima della sua morte) Luigi Pintor erano i tratti distintivi del quotidiano comunista. Il valore aggiunto del quotidiano già di via Tomacelli era proprio quello di poter disporre di queste firme. Con l’abbandono di Vauro Senesi il giornale diretto da Norma Rangeri subisce un colpo forse (definitivamente) mortale.
Interessante anche la scelta di quale testata Vauro Senesi ha scelto per pubblicare le sue vignette. “Il Fatto Quotidiano” da qualche mese è da più parti criticato per essere quasi “l’organ house” di Beppe Grillo, e proprio per questa ragione prima dell’estate ha subito “una scissione” a sinistra, con la nascita di “Pubblico giornale” diretto da Luca Telese, una delle firme fondatrici de “Il Fatto” e con un passato a “Il Giornale” di Paolo Berlusconi e prima ancora a “Il Manifesto” e redattore della rivista di Lucio Magri.
Forse per Vauro sarebbe stato più coerente con il suo passato politico e di vignettista approdare al nuovo quotidiano di Telese. Invece il vignettista ha scelto il giornale del “grillino” Travaglio, forse perché è il prodotto editoriale che va meglio economicamente nel difficile mercato della stampa italiano, facendo utili lusinghieri che Corriere e Repubblica si scordano in questo momento. Evidentemente il comunista Senesi dopo la “fallimentare” esperienza de “Il Manifesto” voleva un datore di lavoro con la cassa ricolma di ricavi.

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Quello che era il numero due del Partito democratico (Pd), essendo stato coordinatore della segreteria di Bersani, è stato rimandato a giudizio per concussione, corruzione e falso in bilancio. Stiamo parlando di Filippo Penati, dalemiano di ferro, già sindaco della “Stalingrado d’Italia”, Sesto San Giovanni ed ex Presidente della Provincia di Milano. Certo tutti sono innoncenti fino a prova contraria. E un rinvio a giudizio non è sinonimo di una condanna. Ma in sé la notizia è importante, perché coinvolge un uomo cresciuto, politicamente, nel partito di Berlinguer, che della questione morale ne fece un paradigma politico.
Ora immaginiamo un lieve imbarazzo da parte dell’assessore milanese ai trasporti Maran, giovane pupillo di Penati. Certo Pisapia è un garantista e c’è da dubitare che metta Maran alla porta. Ma forse i propri assessori non bisognerebbe sceglirli dal padrinato di Penati. La mela non cade mai lontano dall’albero.

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In Italia il nuovo che avanza è Matteo Renzi, il candidato “liquido”. A Lugano, invece si dà un gran da fare il giovane comunista Edoardo Cappelletti, che prima si mette in prima fila a denunciare il presunto intervento sproporzionato della polizia al Parco Ciani nei confronti di una persona di colore e di alcuni passanti. Ora lancia in resta si mette a difendere il locale pubblico Oops che rischia lo sfratto e dunque la chiusura. Cappelletti è in predicato per essere in primavera uno dei sette candidati al Municipio di Lugano sulla lista PS. Nessuna chance di essere eletto, ma a 18 anni è già un semi-miracolo essere candidati all’esecutivo della città più importante del Ticino.
I comunisti nell’ultima tornata elettorale per le comunali sono riusciti ovunque avessero un candidato ad essere presenti sulle liste socialiste per gli esecutivi. Così è stato a Locarno, Bellinzona, Giubiasco, solo per citare i comuni più importanti. Probabilmente lo schema dell’alleanza fra socialisti e comunisti verrà confermato anche a Lugano.
Ma al di là delle alleanze, non sembra che fra comunisti e socialisti vi sia molta contaminazione. Il tema dell’Oops non sembra interessare particolarmente il PS. Come non è dato a sapere quale sia la posizione dei socialisti sulla chiusura anticipata delle discoteche alle 03.00.
Il PS di Lugano non vuole avere nessun attrattività nei confronti degli under 40?