26 ott 2012 - 18:58

Michele De Lauretis va in pensione, e il suo stipendio fa gola a molti. E se fosse sostituito da Andrea Leoni? Intanto a Locarno è sempre un problema di nomine.


Michele De Lauretis, attuale collaboratore personale di Manuele Bertoli (assieme a Daniele Fontana), già collaboratore personale di Patrizia Pesenti (e su “L’Altra notizia”, quotidiano di Flavio Maspoli nato a metà anni ’90 per la sua personale campagna elettorale per il Consiglio di Stato, in cui scriveva anche un giovane Marco Bazzi, a più riprese furono pubblicati articoli che davano De Lauretis come sicuro collaboratore personale del PLR Giorgio Pellanda, che però non verrà eletto) non finirà la legislatura al servizio del socialista capo del DECS, Manuele Bertoli. Infatti fra poco tempo dovrebbe andare in pensione. Nel PS Ticino si è già aperta la corsa per aggiudicarsi il posto (molto ben retribuito) di segretario personale di Bertoli. Ogni Consigliere di Stato dispone di un budget di 500 mila franchi all’anno per il proprio staff personale. C’è chi come Laura Sadis e Norman Gobbi hanno una marea di collaboratori, chi invece come Marco Borradori ha una sola e valida segretaria personale. Sta di fatto che il budget è sempre, per ogni ministro, di mezzo milione di franchi all’anno.
Il ministro socialista Bertoli finora ha sempre avuto due collaboratori personali. Se si fa 500 mila diviso due, viene fuori 250 mila franchi all’anno di stipendio per collaboratore personale… . Niente male. Grosso modo 20 mila franchi al mese (con la tredicesima un po’ meno).
Chiaro che molti ambiscono a fare i collaboratori di Bertoli, da alcuni giornalisti RSI, a quelli de La Regione (testata da cui provengono sia De Lauretis, sia Fontana).
In pole position per sostituire Michele De Lauretis, ci sarebbero Marco Cagnotti, attuale direttore del mensile socialista “Confronti”, che sotto la sua direzione ha portato alla ribalta il mensile per le famose dieci domande a Boris Bignasca, e Francoise Gehring, già giornalista de “La Regione”, direttrice del settimanale “sindacalsocialista” Area (dopo che era stato diretto da Daniele Fontana), poi giornalista al Giornale del Popolo, candidata nel 2011 al Consiglio nazionale per il PS Ticino, e quest’estate collaboratrice di Tio per il FilmFestival di Locarno, dove trasformava abilmente le conferenze stampa e gli incontri con il pubblico di attori e cineasti in “pseudointerviste”, che poi venivano pubblicate sul portale di Breganzona.
Sembra che per Bertoli la scelta sarà ardua, entrambi i profili gli piacciono molto. Da non sottovalutare che da qui ai prossimi mesi qualche outsider spunterà per questo incarico. Ma forse la miglior scelta per il Consigliere di Stato socialista sarebbe quella di guardare oltre ai profili socialisti, cercando in quei giovani giornalisti, che sanno molto bene destreggiarsi nella politica, con molte conoscenze e relazioni anche al di fuori della sinistra. Un nome su tutti potrebbe essere quello di Andrea Leoni, che sicuramente è molto legato a Bazzi, ma che il buon stipendio potrebbe indurlo ad accettare di entrare nella cabina di regia di Bertoli. Quest’ultimo scrive già articoli in esclusiva per il portale di Bazzi e Leoni, dunque sicuramente ne apprezza il lavoro della redazione, e Leoni porterebbe un “brio” alla comunicazione del ministro socialista, che secondo molti è necessario, togliendo quel “grigiore” nell’immagine del capo del DECS.

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Oliver Broggini, già collaboratore del Corriere del Ticino, approda al vertice della comunicazione istituzionale del Comune di Locarno. Carla Speziali (PLR) e Alain Scherrer (PLR) sembrerebbe però che sostenessero l’assunzione del giornalista (di area PPD) Pusterla. Mentre quattro municipali, un leghista (Silvano Bergonzoli), un socialista (Ronnie Moretti), un liberalradicale (Davide Giovannacci) e pure un PPD (Giuseppe Cotti), hanno optato per un profilo più giovane e frizzante come quello di Oliver Broggini, che, come scrive il Corriere, ha avuto un padre attivo nel PLR del Locarnese.
Dunque ben due liberali volevano dare la comunicazione cittadina ad un giornalista di area PPD, mentre un PPD ha sostenuto un giovane giornalista che proviene da una famiglia PLR.
Almeno una volta sembrerebbe che gli schieramenti partitici siano contati meno del profilo professionale e della capacità di sapersi muovere nelle nuove logiche dei new media.