11 nov 2012 - 07:59

Secondo Il Caffè l’ormai ex re delle discoteche ha un passato come agente speciale in Perù


Tantissime voci su Hector Moron Bravo, detto Tito, finito dietro le sbarre a metà ottobre con un lunghissimo elenco di capi di imputazione, fra cui anche sequestro di persona, coazione, lesioni gravi o semplici, omissione di soccorso e favoreggiamento. Una carriera incredibile, da profugo peruviano che faceva lavoretti a “re delle discoteche” di Lugano, come l’hanno soprannominato. Madai, Tito’s, Palace, Privilege, Pacha, e infine il Nyx, la discoteca del Casinò.

Il personaggio è chiacchierato, ancor più dopo il suo arresto. Ma nulla è certo. Ora però si aggiunge un altro elemento, rivelato dall’edizione odierna de Il Caffè, secondo il quale Tito avrebbe un passato di agente speciale, impegnato in Perù in operazioni antiguerriglia, contro il movimento rivoluzionario di Sendero Luminoso.

Un passato che meglio ci fa capire un personaggio che di certo non andava per il sottile con chi si metteva di traverso sulla sua strada. Pare infatti che alcuni pestaggi avvenuti nel retro dei suoi locali siano avvenuti a seguito di tentativi di estorsione.

Emergono inoltre ulteriori dettagli sulla sua situazione finanziaria. Sulla testa di Tito pendono infatti precetti esecutivi per centinaia di migliaia di franchi, pubblici e privati. In totale 41 esecuzioni, la prima delle quali risale addirittura al 2008, da parte della Banca cantonale di Lucerna.