8 ago 2013 - 12:28

Primo incontro ieri alla Magnolia dedicato al nuovo film di Andrea Segre, “Indebito”, realizzato in stretta collaborazione con Vinicio Capossela. La conversazione, moderata da Marco Zucchi e Carlo Chatrian ha preceduto la proiezione del film al Fevi.

Vinicio Capossela e Andrea Segre © TicinoLibero 2013

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La riflessione sul titolo del film apre il colloquio. “Indebito” evoca il colossale debito greco che piega il Paese e allo stesso tempo racconta di un altro debito: quello con il passato, con i fondatori del Rebetiko (la musica popolare greca), che hanno saputo inventare una maniera per combattere o almeno dimenticare le sofferenze. Si tratta di un genere musicale a tematica sociale, vasto di influenze e forme, e proprio di una memoria popolare, capace d’insegnare «come tutte le storie si ripetono», e confortare gli animi di chi sa fermarsi ad ascoltarla. Vinicio Capossela e Andrea Segre hanno saputo farlo, e ci raccontano alcuni aneddoti di questo viaggio che è nato con lo scopo di affiancare la parola delle persone a quella dei rebetes, i musicisti. Vinicio Capossela racconta delle taverne e dei bar greci che hanno frequentato per ascoltare i vari stili di Rebetiko e parlare con la gente. È in questi luoghi, lontani dalla competizione della società, e dopo la mezzanotte, che nasce la ha voglia di conversare e raccontarsi. Vinicio, riflette ad alta voce, «se ci tolgono tutto, se ci trovassimo spogliati dei nostri beni, che tipo di evoluzione subirebbero i nostri valori?» La storia racconta che la musica popolare è un bene che custodisce preziosamente l’identità degli uomini e la trasmette… .

«I primi minuti del film sono avvolti nel silenzio, un silenzio che aspetta di essere abitato», racconta Carlo Chatrian al numeroso pubblico che ancora non ha visto il film. Si tratta di un silenzio accompagnato dalle immagini di paesaggi in rovina. Segre tiene a raccontare che le baracche che compongono questo paesaggio costituiscono il set dell’ultimo film girato da Angelópoulos. Il maestro del cinema greco, scomparso nel 2012, aveva fatto costruire delle baracche per raccontare la vita degli emigranti che attraversano la Grecia. Segre, inconsapevole, le ha filmate, colpito da un’atmosfera che evoca la crisi e un senso di vuoto. Come se Angelópoulos gli avesse domandato di “riempirle” e Segre avesse deciso di colmarle di speranza rebetika !

Si ripete la parola “viaggio”: “Indebito” è un film-viaggio che oltrepassa le frontiere, alla ricerca di aspetti comuni e di incontri che uniscono. Un viaggio che dopo questo incontro alla Magnolia, saremo in grado di fare con scioltezza, “scivolando”, come dice Capossela in una delle sue canzoni!

Alri