30 set 2009 - 22:26

In un tribunale delle Bahamas, il processo contro un’ ex senatrice ed un paramedico che avevano ricattato l’attore dopo la morte, lo scorso gennaio, del figlio sedicenne. Jett, il maggiore dei due figli di John Travolta e di sua moglie Kelly Preston era afflitto da autismo e da crisi epilettiche; l’attore e la moglie avevano […]

In un tribunale delle Bahamas, il processo contro un’ ex senatrice ed un paramedico che avevano ricattato l’attore dopo la morte, lo scorso gennaio, del figlio sedicenne.

Jett, il maggiore dei due figli di John Travolta e di sua moglie Kelly Preston era afflitto da autismo e da crisi epilettiche; l’attore e la moglie avevano sempre smentito il suo stato di salute. Conoscenti ed amici della coppia raccontano che probabilmente nel curarlo seguivano terapie mediche alternative ai sedativi, visto che questi sono proibiti dalla chiesa di Scientology, alla quale i due appartengono da oltre 30 anni.

Senza i sedativi, Jett era più esposto alle crisi epilettiche, come quella che lo aveva colto mentre si trovava da solo nel bagno dell’albergo Old Bahama Bay, dove la famiglia era in vacanza. Una crisi violenta, che lo aveva fatto cadere battendo la testa sul bordo della vasca da bagno. Era morto in ospedale poco dopo per un trauma cranico.

Appena erano giunti in ospedale, Travolta aveva firmato una liberatoria nel quale scagionava gli infermieri e l’ospedale dall’eventuale responsabilità per la sorte del ragazzo. Il documento era rimasto nelle mani dell’autista dell’ambulanza, Tarino Lightburne, che pensando di poterne ricavare qualcosa aveva ingaggiato l’avvocato ed ex-senatrice Pleasant Bridgwater, la quale aveva cercato di vendere la liberatoria al miglior offerente.

Ad essere interessati erano la rivista Time e Larry King, anchorman della Cnn, che però chiedevano anche una foto di Jett morente. La Bridgewater aveva poi contattato i legali di Travolta, offrendo loro la prima opzione di acquisto, per evitare – aveva spiegato – che i media fossero entrati in possesso del foglio.

Le linee telefoniche dell’avvocato e del suo cliente, il paramedico Lightburne, erano nel frattempo state messe sotto controllo e di fronte ad una telecamera nascosta che li stava riprendendo i due si erano messi d’accordo sul prezzo di vendita della liberatoria: 15 milioni di dollari. I falsi acquirenti, i legali dell’attore, li avevano attirati in un tranello e i due erano stati fermati.

In tribunale, Travolta ha ammesso per la prima volta la malattia di cui soffriva suo figlio.

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