28 gen 2010 - 11:07

Lugano, sabato pomeriggio: una folta schiera di persone si riunisce per ricordare una vittima della violenza. Riazzino – discoteca Vanilla, poche ore dopo: Mike Tyson, controverso personaggio, grande campione sul ring ma pessimo esempio di vita, viene ricevuto quale ospite d’onore. Riazzino – uscita discoteca Vanilla, 12 ore dopo la manifestazione di Lugano: grave episodio [...]

Lugano, sabato pomeriggio: una folta schiera di persone si riunisce per ricordare una vittima della violenza.

Riazzino – discoteca Vanilla, poche ore dopo: Mike Tyson, controverso personaggio, grande campione sul ring ma pessimo esempio di vita, viene ricevuto quale ospite d’onore.

Riazzino – uscita discoteca Vanilla, 12 ore dopo la manifestazione di Lugano: grave episodio di violenza con accoltellamento.

Questa è la triste cronaca di un apparentemente tranquillo sabato di gennaio. Mi sforzo nel trovare un filo logico ma proprio non ci riesco.
Come è possibile che lo stesso giorno in cui ci si mobilita contro la violenza, in una discoteca – locale per tradizione frequentato dai giovani – si riceva e si riverisca con tanto di tappeto rosso un personaggio che ha fatto della violenza uno stile di vita, e non solo sul ring? Una contraddizione talmente flagrante che si commenta da sola.

Da giovane quale sono mi capita spesso di uscire a divertirmi la notte e mi è pure capitato di farlo nel noto locale di Riazzino, ma non è questo il punto, perché c’è ancora una gran parte di società sana capace di divertirsi correttamente pur facendo le ore piccole.

Ciò che mi urta è il dover ammettere che per taluni il modello da seguire, l’interessante, il “personaggio” è colui che trasgredisce maggiormente, che picchia più forte e che non rispetta le regole.
Un degrado confermato da chi ha avuto la “brillante” idea di onorare e venerare un personaggio come Tyson (che ha pure scontato una condanna per stupro)… solo perché la sua presenza avrebbe garantito un buon incasso.

Sono i Mike Tyson o i Corona di turno i modelli che si vogliono propinare e presentare a chi cerca figure di riferimento e modelli da seguire? Che i responsabili di queste scelte si facciano un esame di coscienza!

Michele Bertini
Consigliere Comunale PLR Lugano

1 commento su “Mike Tyson, il Vanilla, la violenza e i giovani – Michele Bertini”

  • de la Vega
    28 gennaio, 2010, 11:57

    la società privata, gli adulti, hanno il diritto di fare ciò che meglio credono nel rispetto di tutta la popolazione e dei più deboli.

    Soprattutto in difesa dei più deboli lo Stato potrebbe mettere in atto una misura straordinaria temporale, ripeto straordinaria e temporale, per mezzo della quale vi siano delle conseguenze pesantissime per coloro che si macchiano di fatti violenti verso persone e/o cose.

    A partire dal 1° febbraio e fino al 31.12.2010 in Ticino chi trasgredisce determinati canoni di comportamento pubblico, mettendo in pericolo la vita e la salute del prossimo, va in galera. Punto e a capo.

    Chissà che 11 mesi di calma riescano a portare certe teste calde a più miti consigli?

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