Si era appreso nei giorni scorsi l’intenzione del municipale locarnese Silvano Bergonzoni (Svegliati Locarno) di lanciare un referendum contro la decisione del Consiglio comunale di acquistare, per 1.3 milioni il baluardo difensivo del Rivellino di Leonardo da Vinci, sito al Castello Visconteo, così come le aree adiacenti. Tre sono le domande con cui Bergonzoli motiva [...]
Si era appreso nei giorni scorsi l’intenzione del municipale locarnese Silvano Bergonzoni (Svegliati Locarno) di lanciare un referendum contro la decisione del Consiglio comunale di acquistare, per 1.3 milioni il baluardo difensivo del Rivellino di Leonardo da Vinci, sito al Castello Visconteo, così come le aree adiacenti.
Tre sono le domande con cui Bergonzoli motiva la sua decisione:
1. Perché comperare un mucchio di sassi quando non si hanno i soldi per tagliare le erbacce?
2. Perché non impiegare quei soldi per gli anziani bisognosi?
3. Perché non usare quei soldi per una maggiore sicurezza in città?
“Il Rivellino è un monumento protetto sia in mani pubbliche che private – spiega Bergonzoli – e gli attuali proprietari stanno già facendo mostre di rilevanza internazionale e quindi propaganda per Locarno.
Questo è solo il primo passo. In seguito bisognerà espropriare altri palazzi e questa nuova spesa non sarà di 1,3 milioni di franchi, ma ci vorranno molti altri milioni! Per la cultura Locarno spende già quasi 700mila franchi l’anno, con continui sorpassi del preventivo. In caso di acquisto del Rivellino questa spesa è destinata a esplodere.”
A Bergonzoli fa fronte la vice-sindaco di Locarno e responsabile del dicastero della Cultura Tiziana Zaninelli, la quale ritiene che l’acquisto del baluardo sia quanto vi è di meglio, una scelta “approvata da una grande maggioranza del Consiglio comunale.”
“Acquistare questo bastione permetterebbe alla Città di ricostituire l’antico perimetro del Castello con un tassello di primaria importanza – spiega Zaninelli – Al di là dell’attribuzione del Rivellino a Leonardo da Vinci, si tratta di un monumento la cui importanza è stata riconosciuta dai maggiori studiosi: ma così isolato non ha il valore che dovrebbe avere. Acquisisce un valore completo solo se ricollegato al Castello: anche perché esiste proprio in funzione del Castello che doveva proteggere.
Ben vengano le esposizioni che vengono allestite: si può anche pensare a un contratto di prestazione, realizzando una collaborazione fra pubblico e privati che permetta a questi ultimi di continuare ad animare il Rivellino con eventi di arte contemporanea, mentre l’ente pubblico si occuperebbe dell’aspetto storico-archeologico e della conservazione. Non vedo conflitti d’interesse.”

