22 feb 2010 - 17:24

Dopo che il Tages Anzeiger ha pubblicato un articolo dove rileva la divisione all’interno del PLR riguardo alla questione del segreto bancario e dopo le dichiarazioni domenicali di Eveline Widmer Schlumpf in merito alla distinzione tra frode ed evasione fiscale, nel partito il nervosismo si fa palpabile. Scrive oggi il quotidiano romando Le Temps come […]

Dopo che il Tages Anzeiger ha pubblicato un articolo dove rileva la divisione all’interno del PLR riguardo alla questione del segreto bancario e dopo le dichiarazioni domenicali di Eveline Widmer Schlumpf in merito alla distinzione tra frode ed evasione fiscale, nel partito il nervosismo si fa palpabile.

Scrive oggi il quotidiano romando Le Temps come Fulvio Pelli, presidente del PLR svizzero non si voglia far trovare per un’intervista. Per lui parla il responsabile della sezione zurighese del partito, il quale assicura che in tutta la Svizzera il PLR ha una sola linea di pensiero e che non esiste alcuna divergenza. E’ impensabile pensare che tali divergenze possano esistere in quello che viene considerato “il partito delle banche”. Pelli stesso non concepisce che il partito possa aprire una falla nel muro che si erge a difesa del principio del segreto bancario. Anche se, a dire il vero, nell’ambito bancario le voci sono discordanti.

Voci si sono levate, ad esempio, per proporre che le banche non accettino più fondi se questi non sono accompagnati da una conferma che a livello fiscale è tutto in regola. Proposte che lasciano allibiti i vertici del PLR, così come incomprensibili appaiono le interpellanze fatte da alcuni liberali-radicali riguardo al mantenimento della distinzione tra frode ed evasione fiscale in Svizzera.
Senza parlare poi di quei responsabili delle finanze a livello cantonale, sempre di appartenenza PLR, che sono favorevoli all’abolizione della distinzione tra frode ed evasione fiscale anche nel nostro paese.

“La Svizzera vuole essere l’unico paese in Europa a fare la distinzione tra frode ed evasione fiscale?” si chiede ad esempio il magistrato ginevrino Pierre Maudet. Maudet è fra quelli che ritengono che avanzare simili domande non significa alzare bandiera bianca ed arrendersi, ma che piuttosto è una maniera pragmatica di affrontare una questione che non può più essere ignorata.
Il PLR, ritengono alcuni membri del partito, deve essere capace di discutere di ogni cosa e di accettare senza tanti drammi che tale “sottile distinzione” potrebbe presto scomparire anche in Svizzera.

Sicuramente la materia merita riflessione. Nel marzo del 2008 il Consigliere federale Hans Rudolf Merz dichiarava con piglio sicuro all’indirizzo dei paesi esteri che il segreto bancario svizzero non si sarebbe mai toccato. Ora, vedendo come si è evoluta la situazione si può ben pensare che le cose cambiano e che dunque non si può mai sapere.

Ecco perché a detta di molti il presidente Pelli, dall’alto del bastione da dove sta cercando di richiamare all’ordine le truppe, dovrebbe riflettere a mente fredda e in maniera soggettiva.