27 gen 2009 - 16:11

di Nadir Sutter, vicepresidente Società Svizzera Protezione Beni Culturali e primo firmatario dell’istanza inoltrata al Consiglio di Stato del Cantone Ticino

Torno adesso dalla seduta del Consiglio Comunale tenutosi a Melide questa sera, lunedì 26 gennaio 2009. Mi chiedo, cosa vuol dire identità?; che significato ha, sulla copertina del libro “Melide” la foto di Villa Galli-Soldati “La Romantica”. Mi chiedo, per quale motivo più di mille persone, tra le quali molte delle personalità più in vista e qualificate; storici, storici dell’arte, architetti, restauratori, uomini e donne di cultura, hanno sottoscritto una lettera indirizzata al Consiglio di Stato richiedente la salvaguardia di un edificio che qualcuno ha definito della stessa importanza paesaggistica di Villa Ciani a Lugano.

Perché mille e più persone hanno ritenuto importante, per la loro identità di ticinesi, la salvaguardia di uno dei punti paesaggistici più importanti del Cantone. Perché, per quale motivo, a titolo volontario sei esperti hanno voluto sottolineare l’importanza storica e architettonica di Villa Galli-Soldati (con ogni probabilità l’unica testimonianza esistente in Ticino dell’architetto Leopoldo Galli, architetto privato del re d’Italia) e motivare ognuno dal proprio punto di vista e specialità, le ragioni che giustificano la protezione di questo paesaggio?

Aveva ragione il sindaco Albisetti dicendo, nella sua introduzione alla presentazione della convenzione che, di fatto, costituisce il punto decisivo affinché il permesso di demolizione diventi effettivo, “Solo dopo l’emissione di Falò ci si è accorti dell’esistenza della Romantica”. Aveva ragione, qualcuno se ne è accorto e ha ritenuto fosse degna di rispetto, di considerazione. Altri non se ne sono ancora accorti, e sarà il segno che lasceranno, a vario titolo, su questa punta, su questa piccola porzione di territorio. Mi chiedo ancora, cosa vuol dire “identità”. È forse solo la fotografia sulla copertina di un libro?

Nadir Sutter, vicepresidente Società Svizzera Protezione Beni Culturali e primo firmatario dell’istanza inoltrata al Consiglio di Stato del Cantone Ticino

PS: Anche Koro, il nonno di Paikea*, pur avendola sotto gli occhi tutti i giorni, non aveva voluto accorgersi delle sue qualità. Quando se ne è reso conto era, purtroppo, troppo tardi.
*vedi “La ragazza delle balene” (“Wahle Rider” é il titolo del libro di Witi Ihiamera dal quale è stato tratto il pluripremiato film)