Al Cern di Ginevra nuovo arresto nella ricerca della “particella di Dio” . A dicembre 2011 e per almeno 12 mesi l’acceleratore di particelle Lhc, il Large Hadron Collider, dovrà essere fermato. Una serie di problemi ad alcuni componenti rende necessaria una revisione delle complesse e sofisticate apparecchiature. Dopo esser già passato da diversi malfunzionamenti, [...]
Al Cern di Ginevra nuovo arresto nella ricerca della “particella di Dio” . A dicembre 2011 e per almeno 12 mesi l’acceleratore di particelle Lhc, il Large Hadron Collider, dovrà essere fermato. Una serie di problemi ad alcuni componenti rende necessaria una revisione delle complesse e sofisticate apparecchiature.
Dopo esser già passato da diversi malfunzionamenti, l’Lhc era stato riavviato dieci giorni fa, con l’obiettivo dichiarato di andare alla scoperta della cosiddetta “particella di Dio”, il fattore che permette l’esistenza della materia.
Nell’intenzione degli scienziati, con la sua potentissima energia (14 Tev, la più alta mai raggiunta da una macchina costruita dall’uomo) l’acceleratore di particelle potrebbe riprodurre le condizioni che esistevano nei primi istanti di vita dell’universo, subito dopo il Big Bang.
Il tutto invece viene nuovamente rimandato. Gli scienziati del Cern danno la colpa alla carenza di mezzi e di fondi. Se vi fossero a disposizione maggiori risorse questi problemi non esisterebbero.
Il fermo di un anno dell’acceleratore servirà soprattutto per prepararlo alla fase finale degli esperimenti.
“In questa fase – ha detto il fisico Guido Tonelli, responsabile mondiale di uno dei quattro esperimenti dell’acceleratore – saranno riparate tutte le connessioni che si sono rivelate difettose, in modo da non avere più dubbi in vista dei futuri 20 anni di attività della macchina.”
(Fonte: La Stampa)

