11 mar 2010 - 10:43

Martedì 9 marzo 2010 a Rivera si é svolta la riunione mensile dell’UDC Ticino e fra i temi in discussione vi era la presentazione delle liste in vista delle elezioni cantonali 2011. Strategia politica per alcuni, mancanza del coraggio di osare per altri alla fine ha prevalso l’idea di rimanere all’opposizione senza presentare nessun candidato [...]

Martedì 9 marzo 2010 a Rivera si é svolta la riunione mensile dell’UDC Ticino e fra i temi in discussione vi era la presentazione delle liste in vista delle elezioni cantonali 2011.

Strategia politica per alcuni, mancanza del coraggio di osare per altri alla fine ha prevalso l’idea di rimanere all’opposizione senza presentare nessun candidato per il Consiglio di Stato. Le motivazioni addotte dallo stesso partito, guidato dal Presidente Pierre Rusconi si possono riassumere con le prime righe del comunicato stampa ufficiale che afferma:” L’UDC cantonale è decisamente per le linee politiche chiare – i partiti di governo al governo, i partiti d’opposizione all’opposizione – senza quelle posizioni ambigue che sempre più caratterizzano il sistema proporzionale nel quale certi partiti in Parlamento sconfessano regolarmente l’operato dei loro rappresentanti nell’esecutivo”.

Motivazioni certamente valide ma forse in questo modo risulta arduao se non impossibile, modificare la rotta della barca cantonale, rimanendo costantemente lontani dal timone.

L’ UDC punta nuovamente sul maggioritario.

“Tenendo conto dei recenti avvenimenti – si legge nel comunicato – in casa PLRT che hanno chiaramente dimostrato quanto sia forzata e meramente finalizzata alla conquista del massimo potere la convivenza nello stesso partito di anime o persone ideologicamente agli antipodi, l’UDC ritiene tornato di estrema attualità il discorso di un’adozione del sistema maggioritario quale unico modo per rendere chiaro all’elettorato per che linea stia votando e, nel contempo, garantirgli che le persone da esso elette agiranno in conformità alle sue aspettative. Con questo obiettivo, il gruppo UDC in Gran Consiglio inoltrerà un ennesimo – ma alla luce della situazione attuale, particolarmente giustificato – atto parlamentare volto ad adottare il sistema maggioritario anche nel nostro Cantone”.

Alla riunione del Comitato cantonale era presente pure Edo Pellegrini, presidente della sezione ticinese dell’Unione democratica federale (UDF) – partito d’ispirazione biblico cristiana che nelle elezioni cantonali 2007 aveva raccolto lo 0,3 % sulla lista per il Consiglio di Stato e lo 0,35% sulla lista per il Gran Consiglio. A livello federale l’ unico consigliere nazionale UDF fa parte del gruppo parlamentare federale UDC. La proposta di unire in un’unica lista UDC/UDF, viste le molteplici affinità, è stata accettata all’unanimità dai presenti.
Le prossime elezioni cantonali dell’aprile 2011 vedranno perciò una lista per il solo Gran Consiglio intestata UDC/UDF, sulla quale figureranno candidati di ambedue i partiti.

7 commenti su “Elezioni cantonali 2011: l’ UDC non osa e presenta liste solo per il GC”

  • 11 marzo, 2010, 10:52

    “Non osa”?!?!

    A me sembra che la scelta sia chiara: assolutamente non entrare nel merito delle dinamiche dei partiti al governo, che predicano bene e razzolano male da tempo immemorabile! All’UDC l’unico interesse é l’opposizione nuca e cruda ad un sistema politico che sta mandando al macero questo cantone… senza porre i propri piedi in un negozio di scarpe! Altro che “non osare”… io la trovo una scelta che dimostra coerenza con le politiche del partito!

  • bike
    11 marzo, 2010, 11:02

    Salvo quella di convogliare i voti per il CDStato sulla lista della Lega?

  • 11 marzo, 2010, 13:40

    Quelli son dettagli che si vedranno a tempo debito…

  • 11 marzo, 2010, 17:33

    peccato!va bene l opposizione dura e pura che da anni porta avanti l UDC ticinese,ma visti i mezzidisastri dei partiti storici era forse il momento di osare di piu`.

  • LaVoce
    11 marzo, 2010, 23:27

    di fatto è un sostegna alla lega senza dirlo esplicitamente…dopo i ripetuti litigi pubblici, non potevano più fare la pace senza perdere la faccia completamente…

    interessante come comportamento per chi predica la chiarezza !!

  • bike
    12 marzo, 2010, 00:21

    Onestamente l’UDC da sola non ha i numeri per tentare di entrare in governo. Lasciando liberi i suoi elettori di votare per la Lega, questa è nella possibilità di eleggere due rappresentanti (Quadri e Gobbi per esempio).
    I litigi pubblici appartengono all’era del PaoloClemente, mentre che con Rusconi ci sono state se proverbiali scaramucce fra innamorati.
    Svegliati LaVoce, altrimenti rimani zitella.

  • battagliero
    12 marzo, 2010, 08:53

    ” non osa” è un pò esagerato e provocatorio.
    In realtà la strategia è chiara: cercare di essere più coerenti possibile per determinare un distacco sempre più marcato dalla “solita politica” dei “soliti partiti” che fanno fare ai loro “uomini” all’esecutivo quello che più torna comodo e poi recitano il teatrino di non essere d’accordo.
    Io ho sempre sperato in una destra unita che possa togliere seggi alla sinistra, se poi il risultato dovesse rivelarsi molto positivo, auspico che il passo successivo sia cambiare anche le facce in esecutivo.

    Anche riguardo al sistema maggioritario non posso che plaudire alla proposta, difatti l’attuale proporzionale ha dimostrato la sua debolezza maggiore nella frammentazione, così che le maggioranze sono spesso assai risicate e si vedono giochi di alleanze assurde.

    Per il resto non vedo nell’attuale formazione della destra ideologie agli antipodi, al massimo qualche alleanza da “controllare” strettamente.

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