“Se la Svizzera non collabora per risolvere la crisi con la Libia, lo Spazio Schengen è a rischio implosione – dichiara Cecilia Malmström, Commissaria dell’Unione europea per la Sicurezza e gli Affari interni in visita a Berna. Dopo che il colonnello libico Gheddafi ha dato tempo fino a domenica ai vertici dell’Unione europea per presentargli [...]
“Se la Svizzera non collabora per risolvere la crisi con la Libia, lo Spazio Schengen è a rischio implosione – dichiara Cecilia Malmström, Commissaria dell’Unione europea per la Sicurezza e gli Affari interni in visita a Berna.
Dopo che il colonnello libico Gheddafi ha dato tempo fino a domenica ai vertici dell’Unione europea per presentargli scuse ufficiali (per non essere intervenuti nei confronti della Svizzera dopo il divieto a 188 cittadini libici di accesso nello Spazio Schengen), Bruxelles ha mandato una sua rappresentante a Berna per discutere con il Consiglio federale.
Cecilia Malmström, Commissaria dell’Unione europea per la Sicurezza e gli Affari interni, ha incontrato mercoledì mattina i Consiglieri federali per cercare di trovare una soluzione alla disputa che oppone la Libia alla Svizzera e, di riflesso, all’intera Unione europea.
Malmström ha chiesto al governo svizzero di fare prova di buona volontà e di agire al più presto e nel miglior modo possibile per risolvere la crisi. Secondo la Commissaria europea, se non verrà trovata una soluzione in tempi brevi è a rischio il sistema su cui si regge lo Spazio Schengen.
“Chiediamo a entrambe le parti di fare uno sforzo – ha detto la Commissaria Ue – alla Svizzera e anche alla Libia. Bruxelles condanna la decisione libica di vietare l’accesso nel paese ai cittadini dello Spazio Schengen, in quanto si tratta di una decisione unilaterale ed esagerata. Ma è importante che la Svizzera si adoperi perchè questa spiacevole situazione venga risolta.”
Di fronte al rifiuto del governo svizzero di sospendere la lista nera dei visti Schengen, la Malmström ha chiesto a Berna di rivedere la lista e di concedere perlomeno l’accesso allo Spazio Schengen ai membri più influenti del governo libico, a Gheddafi e ai suoi famigliari. Inoltre ha chiesto al Consiglio federale di presentare alla Libia le scuse per aver disposto questo divieto.
Informazioni queste che il portavoce della Commissaria Ue ha rifiutato di commentare.


5 commenti su “Di fronte all’ultimatum libico, Bruxelles fa pressione sulla Svizzera”
Ma la UE ha un ministro degli esteri? Uno dei punti dolenti della Unione Europea è che si è “consumata” solo l’unione monetaria (malamente come dimostrano le PIGS + Italia).
Forse l’attacco alla Svizzera è dato dall’imbarazzo di Bruxelles nel non sapere chi deve scusarsi con Gheddafi.
E tutti a calar le braghe!
L’importante è che il divieto di visto faccia molto, ma molto male al porco libico e alla di lui famiglia.
A proposito di unione monetaria. La Grecia ha falsificato i bilanci per entrare in Europa. L’Italia, sembra che non stia meglio della Grecia.
Intanto rimaniamo alla finestra a vedere come va a finire con la Libia, ma soprattutto osservare in quanto tempo la vicina Penisola affonderà.
Cecilia Malmström è un’altra arrivista di quelli che io chiamo i “ricchi progressisti” . 41 anni, di Gothenburg, milita politicamente nell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (Alde) Se cambiamo l’ultima sillaba – e – con una – i- si ottiene il nome di un noto supermercato a basso costo.
Ministro svedese per gli affari europei ha raggiunto la posizione di commissario affari interni (guarda caso durante la presidenza svedese), vendendo la solita zuppa di lotta all’immigrazione clandestina, diritti civili, libertà giustizia etc.. etc.., una brodaglia che nella fattoria degli animali dell’ue riempie molte pance .
Profonda ammiratrice di un’altra ex eurodeputata, l’ “intellettuale” francese Louise Weiss (a cui è stata dedicata una torre dall’aspetto sinistro nell’edificio che ospita il parlamento ue)ha citato una sua famosa frase:
“le istituzioni europee hanno prodotto barbabietole, burro, formaggio, vino, vitello e perfino maiale. Ma non hanno prodotto gli europei».
Sui maiali concordiamo. Li hanno anche messi al potere, Orwellianamente.
La Malmström ha anche affermato :”Non è mio compito, in qualità di politico, convincere le persone a sentirsi più europee”.
Concordiamo e apprezziamo.
Ma con una posizione un pò incoerente rispetto a questa affermazione, ha fatto una lunga chiacchierata telefonica con Eveline (Schlumpf) per convincerla che, siccome un sacco di paesi della sua parrocchia hanno un sacco di porci interessi con il beduino libico la Svizzera deve calare le braghe. E ritengo che si sia rivolta alla persona giusta. Infatti Cecilia ha spiegato a Evelina che, se la Svizzera dovesse perseverare nella difesa dei suoi diritti,e ledere così gli interessi del suo datore di lavoro, lei non potrebbe più presentarsi coi i tailleur firmati a Bruxelles,e i suoi 2 figli non potrebbero frequentare, come lei, quel covo di anarchici dell’università la Sorbona di Parigi.
Forza, signori Svizzeri..cercate di capire !!!.
Se volete sapere che faccia ha: http://www.youtube.com/watch?v=KClzI3zMPCY.
Ora (prevedibile) il pazzoide libico alza il tiro e vorrebbe (pretende) che il governo elvetico eliminasse il divieto ai minareti, votato di recente dai cittadini elvetici.
Infatti , dopo che il CdStato ginevrino sembrava disposto a calare le mutande (dopo aver calato le braghe) ci si è accordi che il trans libico in realtà vuole il…… culo della Svizzera.
Vergognoso per contro è il comportamento dell’Italia (Frattini), Francia (Kouchner, presto silutato da Sarkò), di Malta, dell’UE e per finire della “nostra” MCalmy-Rey.
Io non ho questa gran paura che avete voi…chi non parla sta con noi, ricordatevelo. Non solo, ma non credo che l’UE metterà a rischio Schengen e l’UE stessa; preferirà isolare momentaneamente la posizione italiana.
Che l’Italia risolva la sua questione bilaterale con i predatori del deserto da sola, senza coinvolgere gli altri Stati ah ah ah ah