25 mag 2010 - 12:51

Un cittadino elvetico di origine turca, sposato da 26 anni in Svizzera, sarà costretto a riconsegnare il passaporto rossocrociato dopo che le autorità sono venute a conoscenza di una sua seconda famiglia in Turchia. Lo ha confermato il Tribunale amministrativo federale (TAF), respingendo il suo ricorso. Giunto in Svizzera nel 1982, il turco aveva sposato […]

Un cittadino elvetico di origine turca, sposato da 26 anni in Svizzera, sarà costretto a riconsegnare il passaporto rossocrociato dopo che le autorità sono venute a conoscenza di una sua seconda famiglia in Turchia. Lo ha confermato il Tribunale amministrativo federale (TAF), respingendo il suo ricorso.

Giunto in Svizzera nel 1982, il turco aveva sposato una bernese di 20 anni più anziana, dopo la nascita di una figlia. In seguito si era però regolarmente recato in Turchia, dove erano nate due altre figlie, nel 1996 e 1997, da una relazione con un’amica di gioventù.

Nel 2003, grazie al matrimonio con la bernese, era diventato cittadino svizzero. Poco dopo però, la famiglia in Turchia, che l’uomo manteneva finanziariamente, si era allargata con la nascita di una terza bambina.

La moglie svizzera, a conoscenza della relazione portata avanti dal marito, aveva deciso di non reagire per rispetto nei confronti della figlia comune. Le autorità bernesi, tuttavia, a quasi cinque anni dall’ottenimento della naturalizzazione, hanno informato della situazione l’Ufficio federale della migrazione (UFM).

Nell’ottobre del 2008, l’UFM ha deciso di annullare la naturalizzazione. Il TAF conferma ora questa decisione e considera che l’uomo, oggi separato dalla moglie svizzera, abbia in effetti condotto una doppia vita. Ricorda inoltre che la naturalizzazione attraverso il matrimonio presuppone una relazione vissuta nella monogamia, dove non c’è posto per un’unione parallela.