11 giu 2010 - 18:46

Questo week end in un cantone vicino al nostro, il canton Grigioni, si vota per rinnovare i poteri cantonali. Suspense per il risultato dei Verdi liberali, quello socialista, ma soprattutto per la contesa UDC e PBD, la nuova formazione nata dopo l’elezione in Consiglio Federale di Eveline Widmer-Schlumpf. Il Consigliere di Stato socialista Claudio Lardi, unico italofono in Governo, lascia dopo 12 anni. Ticinolibero ha pensato di intervistarlo in attesa dei risultati di domenica. Nonostante i molti impegni Lardi è stato disponibile a questo scambio di battute con il nostro portale, con la promessa di fargli un’intervista più completa nei prossimi mesi. Ringraziamo ancora Lardi per la disponibilità.

Onorevole Claudio Lardi, lei lascia il Consiglio di Stato retico dopo 12 anni. Qual è il bilancio della sua attività nell’esecutivo grigionese?
Per per fare un bilancio complessivo aspetto ancora qualche mese; difatti sarò in carica ancora fino alla fine del 2010. Già fin d’ora posso dichiarare di essere molto soddisfatto delle mete che, con le mie collaboratrici e i miei collaboratori, sono state raggiunte.

A quale dossier è stato più legato?
La scuola, con tutte possibilità che offre, mi ha da subito affascinato e continua ad affascinarmi.

Claudio Lardi, lei nel 1998 rappresentava il ritorno nell’esecutivo, dopo molti anni, di un esponente del Grigioni italiano, e contemporaneamente il ritorno di un socialista in governo. Con la sua uscita non pensa che sia il Grigioni italiano, sia il PS, rischiano di non avere più nessuno nella “stanza dei bottoni” di Coira?
Penso che sia importante che tutte le fasce della popolazione siano rappresentate. Dunque mi spiacerebbe molto (e penso sarebbe deleterio per la politica grigionese) se i socialisti perdessero il seggio. E naturalmente sarebbe bene che un altro italofono – fra quattro anni? – tornasse nella compagine governativa.

Il PS grigionese, nonostante non sia il principale partito nel vostro Cantone, nell’ultimo decennio ha fatto emergere due italofoni, lei e Silva Semadeni (che è stata consigliere nazionale). Come spiega il fatto che, nonostante gli italofoni siano una minoranza nei Grigioni, nel PS grigionese riescano a conquistare cariche di primo piano?
Sia la compagna Silva che io siamo stati temprati dalla realtà di Poschiavo, dove a suo tempo chi era socialista passava da sconfitta in sconfitta.

Lei si è occupato anche della CORSI, la cooperativa che gestisce la RSI (che a torto spesso in Ticino viene vista come ticinese). Crede che ci sia spazio in futuro per l’attuale RSI o che in ogni caso a qualcosa bisognerà rinunciare?
Modificare, migliorare, focalizzare (non voler giocare con chi ha più mezzi a disposizione) non significa rinunciare a spazi, ma bensì riempirli meglio. Forza RSI!

Lei è stato capo del dipartimento dell’educazione, e in questa funzione ha assistito al dibattito su “Harmos”, che in Ticino (soprattutto a sinistra) suscitava qualche preoccupazione. Non crede che la sempre maggiore mobilità delle persone obblighi anche la Svizzera ad avere un sistema scolastico più uniformato? Il vero nodo politico è quello della “selezione scolastica”? In Svizzera tedesca si è più orientati verso modelli più selettivi rispetto alla Svizzera latina, è pensabile un modello di scuole medie “unificato”, analogamente a quanto avviene in Ticino?
Io sono per un modello che premia chi si impegna. Lotto per le pari opportunità, ma contro la banalizzazione della selezione: questa ha luogo comunque e se si preparano i giovani per l’entrata nel mondo lavorativo, la selezione che si basa sulle capacità e l’impegno è più giusta e leale che far finta che la selezione non esista.

Claudio Lardi, fra pochi giorni nei Grigioni si vota, e lei tornerà ad essere un cittadino “normale”. Quali saranno le sue prossime sfide politiche e professionali?
Risponderò a fine anno.

Ci può fare un pronostico sulle elezioni grigionesi, quale sarà secondo lei la prossima squadra del Consiglio di Stato?
Le previsioni, quando riguardano il futuro sono sempre difficili… . Scherzi a parte: sulla mia scheda figurano la collega e i due colleghi che ricandidano, naturalmente il mio amico Martin Jäger, compagno di tante battaglie e politico purosangue, e un rappresentante del PPD.
Insomma prevedo (spero?) che la ripartizione partitica non cambi. Il popolo sovrano decide il 13 giugno. Sono curioso e ansioso quasi più di quando candidavo io. Strano ma vero.