18 giu 2010 - 17:29

A soffrire, in particolare, sono le piccole imprese elvetiche situate nelle vicinanze della frontiera. Alcune categorie professionali attive nell’edilizia sono sempre più esposte alla concorrenza dei lavoratori Ue. Lo ha dichiarato stamane a Berna il direttore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bigler, secondo cui “finti” lavoratori indipendenti stanno mettendo a repentaglio l’esistenza […]

A soffrire, in particolare, sono le piccole imprese elvetiche situate nelle vicinanze della frontiera.

Alcune categorie professionali attive nell’edilizia sono sempre più esposte alla concorrenza dei lavoratori Ue. Lo ha dichiarato stamane a Berna il direttore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) Hans-Ulrich Bigler, secondo cui “finti” lavoratori indipendenti stanno mettendo a repentaglio l’esistenza di molte PMI elvetiche. Il rischio di dumping sociale e salariale è concreto.

Stando a Bigler, se nei primi anni dall’introduzione della libera circolazione la situazione per pittori, gessatori, piastrellisti e falegnami ha conosciuto un’evoluzione positiva, la situazione è completamente cambiata con l’arrivo della crisi. A soffrire, in particolare, sono le piccole imprese elvetiche situate nelle vicinanze della frontiera, che oltre a non ricevere più incarichi nel paese vicino, vedono affluire in massa società Ue e lavoratori stranieri.

In particolare, sotto accusa sarebbero i cosiddetti “finti” lavoratori indipendenti stranieri che non sono sottoposti al contratto collettivo di lavoro (CCL) e quindi non devono rispettare i salari minimi. Bigler ha ammesso tuttavia che è difficile provare l’esistenza di infrazioni agli accordi bilaterali.