La revisione della legge sulla disoccupazione (LADI), su cui saremo chiamati a votare a fine settembre, tocca in primis i giovani. Ai giovani la parola: vi proponiamo l’opinione di Camilla Mina, dei Giovani MPS (Movimento per il Socialismo).
Lo abbiamo a più riprese scritto sui nostri volantini distribuiti nelle varie scuole del cantone e vari politici della destra ce lo hanno confermato: uno dei “pregi” della revisione della Ladi in votazione in questi giorni è la possibilità di risparmiare soldi a spese di alcune categorie, tra cui i giovani.
Questi sono da sempre i più sensibili agli effetti delle congiunture economiche. Ancora pochi giorni fa è apparsa sui giornali la sorprendente verità: i giovani sono i più colpiti dalla disoccupazione! E il periodo che necessitano, in media, per trovare un impiego è di sei mesi. Guarda caso, proprio il periodo di attesa proposto dalla nuova legge per raggiungere il diritto alle indennità.
La proposta tende dunque, né più né meno, ad abolire il diritto alle indennità per i giovani che, nel migliore dei casi, rimarrebbero così sulle spalle delle loro famiglie.
Si tratta della pianificazione del mantenimento nella più cupa precarietà di una categoria che sta subendo vari attacchi negli ultimi tempi, basti pensare all’infelice iniziativa che prevede l’introduzione di centri detentivi per giovani in Ticino.
Questa revisione, attaccando direttamente i giovani, li pone in una situazione di ulteriore isolamento sociale. Invece di essere al centro della società e di essere visti come il futuro, i giovani sono posti ai margini e visti come dei costi quando non accettano la totale sottomissione ai dettami del mercato.
Precarizzare ulteriormente le condizioni dei giovani, significa renderli ancora più malleabili per un mercato del lavoro sempre più esigente, che vuole personale formato, flessibile e disposto ad accettare qualunque condizione pur di lavorare. Altro che giovani fannulloni!
Questo introduce un ulteriore elemento di concorrenza tra salariati sul mercato del lavoro. Giovani meno garantiti e disposti ad accettare qualunque tipo di condizione lavorativa non fanno altro che abbassare ulteriormente gli standard generali. I salariati adulti, per far fronte a questa concorrenza, dovranno progressivamente accettare condizioni sempre peggiori.
Un altro aspetto, che ha evidenziato Fulvio Pelli in una recente dichiarazione a Teleticino, è quello dello “scoraggiamento di un certo turismo sociale”, ovvero di quegli stranieri che verrebbero in Svizzera solo per approfittare della sua rete di assicurazioni sociali.
Forse al signor Pelli non lo ha detto nessuno che uno straniero, per aver diritto alle indennità di disoccupazione, deve aver lavorato in precedenza? Riteniamo che una tale sparata serva unicamente a far passare un’altra idea diffusa con l’obbiettivo di rendere questa riforma accettabile: suggerire che essa colpisca una massa di stranieri che sistematicamente abuserebbero dell’assicurazione disoccupazione. Categoria, quest’ultima, emarginata nel dibattito politico, assieme ai giovani, e che non gode di grandi simpatie visti gli effetti della crisi.
Per queste ragioni, perché attacca i giovani e le fasce più deboli dei salariati, siamo decisi e convinti che bisogna votare NO alla revisione della Ladi. All’inizio dell’anno scolastico, saremo presenti nelle scuole medie superiori, all’Università e nelle scuole professionali con il nostro materiale, per sensibilizzare i giovani sull’attacco di cui sono oggetto.
Camilla Mina, membro Giovani MPS
