6 set 2010 - 01:46

Discorso tenuto da Marco Borradori in occasione dei festeggiamenti dei 30 anni dall’apertura della galleria autostradale del Gottardo.


Ho accolto con piacere l’invito a condividere con voi questo momento di festa e di riflessione, promosso per sottolineare i 30 anni dall’apertura della galleria autostradale del San Gottardo, e sono lieto di porgervi il saluto del Consiglio di Stato, unitamente al mio personale.

Nel 1882, il traforo ferroviario collegava il Ticino al resto della Svizzera, permettendo di rinsaldare i rapporti con lo Stato federale. Un secolo più tardi, nel 1980, la massa rocciosa è stata nuovamente perforata per consentire il passaggio dei veicoli. Oggi, sta progredendo la nuova linea ferroviaria costituita da AlpTransit, un’opera importantissima per la vivibilità del nostro Cantone.

Come vedete, il valico del San Gottardo è sempre sulla breccia. E a trent’anni dall’inaugurazione, la galleria autostradale da voi costruita è tornata a catalizzare l’attenzione, rilanciando a tutto campo il dibattito sulla mobilità. Da quando le prime automobili dirette verso nord cominciarono a transitare dalla Leventina, le premesse sono però nettamente cambiate. Se all’epoca il vostro duro lavoro, spesso svolto in condizioni disagevoli, ha permesso di concretizzare il collegamento che il Ticino unito e convinto rivendicava sin dagli Anni ‘50, oggi siamo confrontati con una situazione diversa e con opinioni divergenti.

La pressione del traffico è aumentata in modo costante e vertiginoso, rivelando in tutta la sua ampiezza il rovescio della medaglia: colonne e disagi vari hanno imposto, soprattutto negli ultimi anni, una nuova riflessione sulla gestione della mobilità. Nel 1981 il traffico giornaliero medio (TGM) era di 7.902 veicoli/giorno, mentre nel 2009 il TGM è stato di 16.835 veicoli/giorno.

Dopo il grave incidente dell’ottobre 2001, è stato introdotto il contagocce a Giornico e Airolo, per garantire la distanza di sicurezza tra i veicoli pesanti. Da una parte, questo sistema ha contribuito ad aumentare notevolmente la sicurezza; ma dall’altra, ha causato la formazione di lunghe file di camion all’entrata della galleria e sul tratto autostradale tra Biasca e Giornico, con non pochi inconvenienti alla circolazione.

Per ovviare a questi problemi, stanno progredendo altri progetti. Di recente, ad Airolo è stato installato il primo portale termico – che fa parte del progetto pilota avviato dall’USTRA nel 2007 per aumentare la sicurezza nel tunnel –, che permetterà di intercettare e bloccare i veicoli con temperature anomale. Il dispositivo fa scattare il semaforo rosso e lancia l’allarme alla polizia e ai pompieri del Centro d’intervento del San Gottardo. Presto, il sistema sarà attivato anche al portale nord.

Tra i progetti in cantiere, è in fase di evasione dei ricorsi quello dell’Area Multiservizi di Giornico, che interessa il sedime della ex Monteforno. I lavori preliminari potrebbero essere avviati nel 2012, quelli principali nel 2013-2014, e la messa in esercizio potrebbe avvenire nel 2015. L’Area di Giornico – con quella di Erstfeld – fa parte dei tredici centri di competenza che la Confederazione intende realizzare sulla rete stradale nazionale per gestire efficacemente il traffico pesante attraverso le Alpi.

La suddivisione dei compiti, poi, è un altro aspetto importante che vi ha toccato, da quando la proprietà delle autostrade è passata all’USTRA, che ha ripartito la responsabilità su 5 Filiali, dotate di Unità territoriali che operano sulla base di un mandato di prestazioni. In Ticino, facciamo capo alla Filiale 5, con sede a Bellinzona, e all’Unità territoriale 4, con sede a Camorino. Mentre la galleria autostradale del San Gottardo e la strada del Passo, da Airolo a Göschenen, è passata alla Filiale 3, con sede a Zofingen, e all’Unità territoriale 11, con sede a Flüelen. Motivo di soddisfazione in questo passaggio di proprietà, per certi versi doloroso, è stato quello di aver finora contribuito al mantenimento di tutti i posti di lavoro, benché per alcuni collaboratori ciò abbia significato il trasferimento a un’unità territoriale non ticinese.

Proprio in questi giorni, il Consiglio di Stato sta però seguendo con particolare attenzione un ulteriore sviluppo. Durante l’incontro del Consiglio di Stato con la Deputazione ticinese alle Camere federali, che si è svolto mercoledì scorso a Bellinzona, il presidente del Governo Luigi Pedrazzini si è fatto portavoce delle nostre e vostre preoccupazioni. Sappiamo, infatti, che è appena scattata la prima fase della riorganizzazione della gestione del traffico in galleria, che prevede il trasferimento delle competenze dalla Centrale di Airolo a quella di Göschenen. Un primo passo in previsione della decentralizzazione a Flüelen, in programma nel 2012.

La competenza di queste decisioni – per legge – spetta all’Ustra, ma il Ticino ha ritenuto di dovere far sentire forte e chiara la sua voce. Abbiamo chiesto di mantenere attiva, tecnologicamente equipaggiata e dotata di personale adeguatamente formato anche la Centrale di Airolo. E questo per due motivi: in ballo ci sono i posti di lavoro che intendiamo salvaguardare e la sicurezza nel tunnel che vogliamo continuare a garantire come finora ai massimi livelli. Il Consiglio di Stato contesta, dunque, la decisione dell’Ustra che tende a smantellare Airolo, e chiede di mantenere ai due portali i due centri completamente equipaggiati.

Oggi, come ben sapete, la galleria autostradale del San Gottardo è al centro di discussioni ad ampio raggio: l’USTRA sta, infatti, programmando per il 2018-2020 degli importanti lavori di manutenzione che implicano lunghi tempi di chiusura al traffico. Con le conseguenti gravissime implicazioni per l’economia e il turismo ticinese, le cui conseguenze negative vanno contenute il più possibile. Entro l’autunno, l’USTRA presenterà quattro scenari sostenibili. La decisione del Consiglio federale è attesa alla fine dell’anno. La possibilità di far capo ai treni navetta oppure quella di tenere aperta la strada del Passo tutto l’anno sono misure interessanti, ma dubito che possano essere sufficienti. Servono provvedimenti incisivi e per questo il Consiglio di Stato ha chiesto di essere tenuto costantemente informato, e di poter partecipare alla ricerca di una soluzione che non ci tagli fuori da un asse di transito per noi assolutamente vitale.

Finora, grazie al vostro spirito di squadra, all’affiatamento e soprattutto alla disponibilità ad accettare turni irregolari e scomodi, il Ticino non è rimasto isolato dal resto della Svizzera ogni volta che si verificava un incidente, un problema tecnico, oppure quando bisognava semplicemente rimboccarsi le maniche per svolgere i normali lavori di manutenzione senza intralciare troppo il traffico.

Se l’importanza strategica della galleria autostradale scavata nel cuore delle Alpi è ormai più che acquisita, oggi merita di essere ribadito e valorizzato il ruolo che operai, tecnici, maestranze e tutti gli addetti ai lavori hanno svolto con impegno e professionalità. Tutti voi avete contribuito in modo determinante a costruire e man mano rafforzare le fondamenta su cui poggia questo cruciale, ma al tempo stesso fragile, collegamento.

Come vedete, la sfida cui è confrontato oggi il nostro Cantone è paragonabile a quella che si era presentata, negli anni ‘50-‘60, per l’ottenimento di un collegamento percorribile tutto l’anno tra il Ticino e il resto della Svizzera. Raccoglierla è un nostro dovere. A tutti voi che avete già assolto i vostri compiti, senza risparmiarvi e con dedizione, contribuendo alla realizzazione della galleria all’epoca più lunga del mondo, desidero ancora esprimere la mia personale riconoscenza, unitamente a quella del Consiglio di Stato, e augurare una bella giornata di festa!

Marco Borradori