6 set 2010 - 08:30

Fra i numerosi temi all’ordine del giorno del Consiglio comunale di Lugano, lunedì ve ne sarà uno di portata strategica per lo sviluppo dell’intera area del Luganese nei prossimi decenni: l’adesione al costituendo Ente regionale per lo sviluppo del Luganese. Dopo i benestare pervenuti dai comuni della cintura si saprà se Lugano, polo regionale la cui importanza è indiscussa, è deciso a fungere da primo attore in un ente che concretizza gli obiettivi contenuti nelle norme federali e cantonali sulla nuova politica regionale.
Più del numero e del nome delle persone componenti il comitato esecutivo, ad essere determinanti sono i suoi scopi. Dovrà divenire il motore dello sviluppo socioeconomico della regione e garantire il coordinamento pianificatorio e finanziario in materia di infrastrutture e di servizi. Concetti basilari quelli della messa in rete delle risorse e della realizzazione di sinergie fra i vari attori territoriali, tanto conclamati ma mai praticati fino in fondo. Ancora oggi i principali ostacoli sono rappresentati dalla frammentazione politica del nostro territorio e dall’atavica incapacità di vedere al di là del proprio orticello.
Si lancia un nuovo modo di affrontare le tematiche sovralocali, come quelle della mobilità, della promozione economica e della gestione del territorio, con l’obiettivo di assicurare un reale valore aggiunto e di potenziare la competitività di tutta una regione. Nuovi equilibri fra città e periferia, fra poli di sviluppo e centri di competenza, fra aree naturali e di svago. Il tutto improntato ai principi dello sviluppo sostenibile con la consapevolezza che le risorse e i beni debbono essere utilizzati con parsimonia e lungimiranza, rispettando l’ambiente e il territorio e tenendo conto dei limiti strutturali di tutti gli attori in gioco. Tramite la costituzione di vere e proprie agenzie operative si potrà poi lavorare su progetti concreti nel contesto di una visione territoriale unica.
Occorrerà essere coscienti che Lugano rappresenta un polo regionale e cantonale attorno al quale costruire nuove realtà di sviluppo. Le politiche istituite dal nuovo Ente dovranno consentire di rendere ogni singola regione complementare e non concorrenziale alle altre. L’obiettivo ultimo è una crescita armonica del territorio, della popolazione, dell’economia e delle risorse finanziarie del Luganese. Attorno al polo di Lugano è necessario saper costruire altrettante regioni compatte il cui sviluppo porti maggiore benessere e qualità di vita ai cittadini.
Le regioni periferiche dovranno inserirsi in tali dinamiche e sviluppare la propria competitività attraverso la valorizzazione del territorio, delle proprie attività, delle risorse in loco e dei prodotti tipici. Un giusto equilibrio fra le varie componenti locali al fine di generare sinergie e compenetrazioni reciproche, utili a tutti gli attori in gioco, e di eliminare le disparità esistenti. Non si tratta di realizzare il Luganese del futuro con regioni a velocità variabili, ma di unificare al meglio gli sforzi in maniera che tutti gli enti coinvolti possano trarre reciproci vantaggi dalla complementarietà con lo scopo finale di generare prosperità e ricchezza per l’intera regione.

Roberto Badaracco
Capogruppo PLR nel Consiglio comunale di Lugano