5 ott 2010 - 15:00

Sul cantiere in questione opera da diversi giorni una ditta proveniente dalla provincia di Sondrio che sta attualmente eseguendo la posa di vari manufatti in metallo (parapetti, corrimani e recinzioni) e che verosimilmente ha realizzato anche la struttura portante.

Il primo colpo di piccone fu del Sindaco e del Consigliere di Stato Borradori

Dopo il famoso sgarbo presso l’ inceneritore di Giubiasco, i metalcostruttori ticinesi subiscono un’altro colpo ad opera della concorrenza proveniente da fuori cantone. Infatti come denuncia la stessa associazione, le opere relative alla ristrutturazione della stazione FFS-Tilo di Castione-Arbedo (opere da metalcostruttore, carpenteria, corrimani e parapetti) sono state appaltate nel febbraio 2010, con un concorso ad invito, alla CSC impresa di costruzioni SA di Lugano.

Essendo la CSC un’impresa notoriamente attiva nel settore del genio civile e non delle costruzioni metalliche e della carpenteria, l’ Associazione metalcostruttori ha, a suo tempo, richiesto un incontro tempestivo con la direzione FFS che si occupava del progetto per esprimere disappunto e sollevare interrogativi in merito all’assegnazione di opere del nostro settore ad un’impresa di costruzioni.

In tale occasione la direzione FFS – secondo l’Unione Svizzera del Metallo – ha garantito che il lavoro non sarebbe stato subappaltato ma eseguito in proprio direttamente dall’impresa CSC.
Ora, – scrive l’ Associazione – con grande stupore e amarezza, abbiamo invece dovuto constatare che da alcuni giorni è attiva sul cantiere in questione una ditta proveniente dalla provincia di Sondrio che sta attualmente eseguendo la posa di vari manufatti in metallo (parapetti, corrimani e recinzioni) e che verosimilmente ha realizzato anche la struttura portante. L’azienda italiana ha di fatto ricevuto dall’impresa CSC opere in subappalto che avrebbero potuto benissimo essere realizzate da aziende ticinesi.
Nuovamente uno sgarbo delle FFS – dopo quelli già segnalati in passato – nei confronti dei nostri associati e di tutte quelle aziende che si adoperano giorno per giorno per garantire qualità, ricadute economiche e il mantenimento di preziosi posti di lavoro in Ticino”.

L’Unione Svizzera del Metallo Federazione Ticino critica con forza questo modo di agire e invita nuovamente la direzione delle FFS a voler tenere in debita considerazione le imprese locali, concedendo pari opportunità ai concorrenti ticinesi.
Anche i metalcostruttori ticinesi vengono infatti chiamati a versare a Cantone e Confederazione contributi fiscali di cui pure le FFS beneficiano in modo importante.