28 mar 2009 - 20:18

Il Cairo, sabato 28 marzo, ore 17:20. Girovagando nel reparto di cosmesi di uno dei tanti hypermercati della capitale egiziana ecco che ci si imbatte in un prodotto che, pare, vada davvero alla grande. The virginity soap, il sapone della verginità.
Ossia, il sapone che dopo che tu, ragazza scellerata, hai consumato l’atto senza attendere di essere sposata con l’uomo che i tuoi genitori avranno scelto per te, ti rimette a posto lì in basso per farti arrivare illibata e fresca come una rosa al giorno delle tue favolose nozze, all’ombra profumata dei giardini d’Al Azhar.

La notizia, che già comunque si conosceva, viene riportata oggi dal quotidiano francese Libération. Questa miracolosa saponetta ha proprietà assai astringenti e va a restringere alla perfezione le mucose dell’imene deflorato. Tutto come nuovo.
Chi ha conoscenza delle tradizioni di un qualsiasi paese islamico, sa bene cosa significhi per una ragazza presentarsi alla notte di nozze senza più essere vergine. Nel migliore dei casi il marito (che il giorno dopo sarà già ex marito) permetterà alla poveretta di restare in casa sino al mattino, quando la riporterà, adirato e oltraggiato, dai suoi genitori. Se invece va male, la ragazza viene messa alla porta subito e si ritrova a passare la sua notte di nozze su un marciapiede, in attesa che il padre o un fratello la vadano a recuperare. E stendiamo un velo pietoso su cosa le succederà in seguito, a lei che ha osato svergognare la sua intera famiglia.
A questo vuole porre rimedio un prodotto come il virginity soap, che non è comunque l’unico rimedio a disposizione. Un po’ ovunque si trovano chirurghi compiacenti pronti – per ingenti somme di danaro – a ricostruire un imene e a tenere anche la bocca chiusa.

niqab_3.jpgvirgin_soap.jpg