17 feb 2011 - 01:35

Gianrico Corti, Consigliere comunale PS

Tra le cose da fare a Lugano (non sprechiamoci a collocarle fra priorità o meno , sarebbe troppo riduttivo), vi è la necessità di affrontare e risolvere finalmente il tema dello stradario: per cominciare , a seguito dei diversi processi di aggregazione, quello più evidente dei doppioni presenti in molte vie cittadine.

L’esempio più palese è quello di tre “Via delle Scuole” a Cassarate, poi alcune decine di metri oltre, a Viganello, quindi a Pregassona.

Ma poi più in generale la necessità di aggiornare, confermare o mutare, dove necessario, la denominazione delle strade e piazze della nuova realtà cittadina, secondo criteri oggi non definiti.

Raramente i tempi della politica sono rapidi, a volte ciò che viene proposto appare semplice, ma poi mostra in realtà aspetti complessi, come in questo caso, va detto. Ciò che conta comunque è la volontà di agire, soprattutto quando il compito è stato assegnato.

Mi spiego. La nostra Città, dopo la prima fase dell’aggregazione con Bré-Aldesago e Castagnola del 1972, ha registrato una impressionante accelerazione nel 2004 con un processo che ha interessato ben otto Comuni e nel 2008 altri tre. Un’attenta analisi della cartina topografica di questa nuova Città ha stimolato la presentazione di una mozione (“Stradario e targhe per una nuova Città”, 18 maggio 2004) , avallata da un rapporto della Commissione della Pianificazione del Territorio (21 settembre 2004), da una risposta positiva del Municipio (27 luglio 2005) e da una decisione favorevole del Consiglio comunale (4 ottobre 2005).

Lo scopo: non solo togliere e sostituire i doppioni, ma anche rivedere sistematicamente e proporre se del caso delle soluzioni ragionate per dare alla nuova Città un abito uniforme, un elemento qualificante per la sua immagine, per i suoi cittadini e per i visitatori. Un‘operazione anche culturale, un segnale ulteriore che, attraverso la denominazione mantenuta o nuova di strade e piazze sottolineasse le identificazioni dei propri cittadini con personaggi del passato storico o relativamente recente o con luoghi particolarmente significativi a livello toponomastico.

Ancor prima della decisione formale del Consiglio comunale ( segno di interesse e di motivazione) il Municipio istituì ( 4 novembre 2004) una Commissione consultiva “incaricata di allestire un progetto di revisione e aggiornamento dello stradario della nuova Lugano”. La Commissione consultiva si riunì la prima volta il 26 settembre 2005 e da allora fino alla fine del 2007 tenne più di 12 intense sedute di lavoro.

Ne scaturì un eccellente rapporto,sistematico, minuzioso e dettagliato, steso dal dott. Antonio Gili. La sua data di consegna al Municipio : 17 marzo 2008.

Il rapporto ( 12 pagine e ben 27 allegati) contempla in modo essenziale i criteri storici e culturali seguiti, non dimentica il coinvolgimento dei quartieri, formula una proposta di regolamento, è attento ad un progetto moderno nella sistematica con moduli e procedure applicabili nel caso di ulteriori processi di aggregazione, tiene conto anche della richiesta di ricordare un numero maggiore di significative figure femminili come pure di recenti richieste per ricordare personaggi nostri, nel contempo introduce ad esempio (come avviene in altre grandi città) zone nelle quali intestare vie o piazze per categorie professionali. Non si scorda di affrontare problemi pratici di applicazione (implicazioni informatiche , finanziarie e di realizzazione per tappe).

Nel corso di questa legislatura il dossier ha faticato ad avanzare e trovare spazio, tuttavia, a quanto ci consta, un ulteriore gruppo di lavoro (costituito da alti funzionari incaricati dal Municipio) ha operato attorno ad uno studio esecutivo per affinare molti dettagli tecnici, senza dimenticare recenti prescrizioni legislative federali e cantonali e le compatibilità rispetto ai grandi progetti (particolarmente quello viario) legati alla Città. Si annuncia quindi imminente la presentazione di un rapporto sul quale il Municipio, da sperare finalmente, decida senza ulteriori indugi.

Questi segnali (tenui ?) inducono a pensare “Eppur si muove…”.Il dossier da anni è pronto, una proposta di regolamento pure, analisi dei costi e superamento dei problemi legali e tecnico-amministrativi parrebbero conclusi. Che cosa si aspetta per proporre al legislativo cittadino un messaggio e un regolamento che consentano a Lugano di mostrare chiarezza, visibilità e uniformità anche in questo settore? Come si intende procedere ?

Gianrico Corti, Consigliere comunale PS