28 mar 2011 - 13:10

Questa volta è il Giornale del Popolo a pubblicare un nuovo sondaggio elettorale, confermato il testa a testa fra PLR e Lega.


Dopo il discutibile sondaggio di ieri de Il Caffè, oggi è il Giornale del Popolo a lanciare un nuovo sondaggio elettorale. Un sondaggio che conferma il testa a testa fra PLR e Lega per il seggio fino al 10 aprile occupato da Gabriele Gendotti. Secondo il sondaggio realizzato dalla Ad Hoc Informatica Sagl, il partitone si attesterebbe fra il 25.6% e il 26.8%, mentre la Lega raggiungerebbe fra il 23.9% e il 26.8% delle preferenze. Seguono il PPD, fra il 21.0% e il 21.9%, il PS, fra il 19.3% e il 21.0% e i Verdi, fra il 3.9% e il 4.9%. Agli altri una percentuale fra l’1.4% e il 2.4%.

Fra i candidati sembrano confermati Marco Borradori (plebiscitato all’interno del suo partito con il 75.2%) e Laura Sadis (52.8% dei consensi interni), entrambi uscenti. In casa socialista Bertoli conferma il suo distacco da Mario Branda, mentre in casa PPD la sfida Jelmini-Beltraminelli rimane sul filo del rasoio. In casa leghista, in caso di raddoppio, sarebbe Norman Gobbi ad aver la meglio sul Nano, mentre nel PLR, sempre che il secondo seggio venga confermato, se la giocherebbero Vitta e Morisoli, con Vitta che continua a mantenere un leggero vantaggio.



Anche in questo caso la metodologia utilizzata può destare qualche dubbio, e solo i risultati del 10 aprile potranno dirci se i sondaggisti ci hanno azzeccato. Balza subito all’occhio il range (ossia la differenza) fra la percentuale minima e la percentuale massima di PLR e Lega. Nel caso della Lega è molto più ampia rispetto al PLR. Questa diversa ampiezza è dovuta ad una correzione effettuata dai sondaggisti, che sulla base dei sondaggi di quattro anni fa affermano che i leghisti sono molto più restii a svelare le proprie preferenze elettorali. Dunque in realtà basandosi sulle pure risposte al sondaggio, la Lega avrebbe un risultato molto inferiore, ma la correzione la riporta a ridosso del partitone. Ora occorrerebbe però stabilire se questa diffidenza del popolo leghista verso i sondaggi rimane immutata nel tempo. Cosa che ovviamente nessuno sa dire.