11 mag 2009 - 07:08

“Nei prossimi cento giorni perdero’ la calma”. Non ha risparmiato battute e prese in giro, anche di se stesso, Barack Obama, ospite d’onore alla cena annuale dell’Associazione dei giornalisti accreditati alla Casa Bianca. Approfittando di una pausa giocosa tra i dossier della la crisi e della febbre suina, il presidente americano se l’e’ presa un […]

“Nei prossimi cento giorni perdero’ la calma”. Non ha risparmiato battute e prese in giro, anche di se stesso, Barack Obama, ospite d’onore alla cena annuale dell’Associazione dei giornalisti accreditati alla Casa Bianca. Approfittando di una pausa giocosa tra i dossier della la crisi e della febbre suina, il presidente americano se l’e’ presa un po’ con tutti, dalla ex rivale alle primarie Hillary Clinton a numero due Joe Biden, all’ex vice presidente Dick Cheney. L’unico ad essere risparmiato e’ stato il predecessore di Obama, al quale il presidente in carica ha riservato solo una debole frecciatina: “Non avrei voluto essere qui questa sera, lo confesso, ma dovevo farlo. E’ uno dei problemi che ho ereditato da George W. Bush”. Conquistata la prima risata della platea -c’erano, tra gli altri, Steven Spielberg, George Lucas, Tom Cruise, Demi Moore- il presidente e’ andato a braccio, affermando di voler “improvvisare” sempre piu’ di frequente, visto che con il ‘gobbo’ e’ in passato incorso in un paio di gaffe. “Nei prossimi 100 giorni mi liberero’ del suggeritore. Joe Biden, invece, se ne dovra’ appropriare”, ha scherzato, riferendosi alla lingua fin troppo sciolta del suo vice, abilissimo nel creare situazioni imbarazzanti per la Casa Bianca. Messo a posto Biden, e’ stata la volta di Hillary Clinton, oggi Segretario di Stato: “Appena rientrata dal Messico, mi ha abbracciato e dato un bacio sulla guancia”, ha buttato li’ Obama, alle prese da qualche settimana con l’epidemia di influenza ‘A’ che si e’ propagata negli Stati Uniti. L’ironia piu’ pungente, forse la battuta piu’ cattiva della serata, e della presidenza Obama, e’ arrivata pero’ per Dick Cheney. L’ex vice di Bush, ha spiegato Obama, “avrebbe dovuto essere qui, ma e’ molto impegnato a scrivere le proprie memorie, intitolate ‘Come sparare agli amici e interrogare la gente’”. L’architetto di Guantanamo, che nel 2006 impallino’ un amico durante una battuta di caccia, e’ servito.