2 set 2011 - 17:23

Il Casinò di Lugano torna nuovamente a dire la sua contro l’Ocst e la Sic, accusati di prepotenza


Con riferimento alla recente decisione di disdire il Contratto collettivo di lavoro “a causa delle ripetute violazioni della pace sociale da parte del sindacato OCST”, più precisamente del suo rappresentante a Lugano, alias Nando Ceruso, Casinò Lugano precisa di “non essere di principio contraria al sindacato come istituzione. Giudica però inaccettabile il modo in cui il rappresentante dell’OCST Nando Ceruso negli ultimi anni ha interpretato questo ruolo”.

“Al Casinò di Lugano da anni non esisteva una vera rappresentanza del personale (Commissione del personale) eletta dai lavoratori come previsto dal CCL; era sostituita da “delegati sindacali” nominati unilateralmente del sindacato, che riportavano direttamente al sig. Ceruso. Gli altri dipendenti del Casinò non hanno mai riconosciuto questi “delegati sindacali” quali loro legittimi rappresentanti”, spiega la direzione.

“Contrariamente a quanto succede negli altri Casinò che hanno sottoscritto lo stesso CCL (Mendrisio e Locarno)” – conclude la direzione – “da anni Nando Ceruso pretende di esercitare un’influenza diretta su questioni aziendali e sulla gestione del personale di Casinò Lugano, competenze non previste dal CCL. È opportuno ricordare che tranne i tre casinò in Ticino, nessuna Casa da gioco in Svizzera (in totale 19) ha introdotto un CCL; alcune non si sono dotate neppure di un Contratto aziendale”.