5 set 2011 - 21:15

Interrogazione al Consiglio di Stato

Il 27 luglio 2011 una nota stampa del Dipartimento delle istituzioni “puntualizzava” la posizione del suo Direttore, Norman Gobbi, rispetto alla Commissione cantonale per l’integrazione degli stranieri e la lotta contro il razzismo. I dati salienti che se ne possono ricavare sono i seguenti.

In primo luogo, la nota informa come, “a seguito delle riflessioni del Direttore del Dipartimento delle Istituzioni”, il Consiglio di Stato sia stato informato “sul nuovo progetto interente il tema dell’integrazione”. Tale nuovo progetto è volto a “migliorare il servizio della Commissione”, permettendo alla medesima di meglio assolvere i suoi compiti, “assegnati anche dalla Confederazione”.

In secondo luogo, si precisa come con il 2012 prenderà il via un “programma d’integrazione diverso, dinamico e che meglio si adatta alle esigenze e all’evoluzione della società”.

Infine, si specifica che la nuova commissione – nuova anche nel nome – vedrà una maggiore partecipazione di “membri in rappresentanza della società civile e delle principali comunità straniere”.

Alla luce di queste informazioni, che provengono direttamente dalla direzione del Dipartimento interessato, si chiede a codesto Lodevole Consiglio di Stato:

  1. Se e in che misura il Consiglio di Stato sia stato informato di un “nuovo progetto inerente il tema dell’integrazione”, che si deve supporre di portata generale e riferito a tutti gli ambiti nei quali la stessa integrazione è in gioco;
  2. Quali sono i contenuti di questo nuovo progetto? Cosa si intende concretamente per “diverso, dinamico” e meglio rispondente alle nuove esigenze della società?
  3. Quali sono stati gli attori coinvolti nell’elaborazione di questo nuovo progetto, e sulla base di quali analisi e studi della situazione attuale il medesimo è stato elaborato?
  4. Non ritiene il Consiglio di Stato che una revisione globale della politica di integrazione attuata dal cantone, politica peraltro sottoposta a precise direttive federali, debba essere oggetto di un dibattito allargato quantomeno alla cerchia di coloro, e sono numerosi, che operano in questo ambito?
  5. Quanto alla Commissione integrazione, non ritiene il Consiglio di Stato che le decisioni circa una sua modifica sostanziale, nell’impostazione e nella composizione, debbano derivare da una decisione collegiale dello stesso Consiglio?
  6. Infine, quali sono i criteri adottati per comporre la rinnovata commissione, secondo le linee indicate nella nota; in altri termini, come verranno individuate le figure rappresentative delle comunità straniere presenti sul territorio, e in che modo quelle in rappresentanza della cosiddetta ‘società civile’, ritenuto che il criterio politico sembra debba venire a cadere?

Con osservanza

Chiara Orelli Vassere
e
Pelin Kandemir Bordoli, Francesco Cick Cavalli, Roberto Malacrida, Milena Garobbio, Ivan Cozzaglio, Gianrico Corti