6 set 2011 - 13:48

Della serie “salviamo l’Amazzonia”: ancora un giornale in Ticino


Ancora un giornale? Già, perché oggi si apprende che domani non solo uscirà “10 Minuti”, il trisettimanale di Via Monte Boglia, ma anche Ticinoaperto.ch, un nuovissimo mensile in formato tabloid, distribuito presso le principali stazioni ferroviarie del Cantone con una tiratura iniziale di 20 mila copie.

Promotore dell’ennesima iniziativa editoriale cantonticinese è il candidato socialista al Consiglio nazionale Nenad Stojanovic. “All’inizio ho pensato a una piccola pubblicazione puramente a scopi elettorali” – ha dichiarato Stojanovic – “ma quando ho saputo che Giuliano Bignasca stava per lanciare un suo foglio gratuito ho deciso di farlo diventare un vero e proprio giornale, con contributi di qualità di diversi autori. Non possiamo permettere che il Ticino diventi un monopolio politico-mediatico del clan dei Bignasca”.

Il nuovo mensile infatti si finanzia unicamente grazie a contributi volontari, mentre “il giornale di Bignasca è sostenuto da società che sono in mano pubblica come le Aziende industriali di Lugano AIL e CasinòLugano, che così con ogni evidenza pagano per essere lasciate in pace”.

Le affermazioni di Stojanovic ovviamente non potevano passare inosservate da parte del “clan dei Bignasca”, che si divertono a prendere in giro il candidato socialista. “RINGIER (stampa il caffè): 1,5 miliardi di fatturato. Fondazione CDT: quasi 100 milioni di capitale. Salvioni-TAMEDIA: ticinonline, RFT, LaRegione e adesso 20minuti (400 milioni di fatturato). Quale sarebbe il monopolio mediatico della LEGA? Il mattino spende al massimo un milione all’anno… Ma per favore….”, scrive Boris Bignasca su Facebook.

Non ci resta che aspettare domani, per vedere i due nuovi giornali.