7 set 2011 - 09:04

Il discorso di Denise Maranesi, candidata al Consiglio nazionale, al congresso PS di domenica 4 settembre

Il più celebre discorso di Martin Luther King, pronunciato nel lontano agosto del 1963 e conosciuto con il titolo “I have a dream” metteva in risalto l’ingiustizia che regnava in America, ma soprattutto evidenziava la disparità tra neri e bianchi. Anche oggi ci troviamo in una condizione simile, ovvero viviamo in una società a due tempi, però ci sono due differenze: siamo in Svizzera (nazione considerata da molti all’avanguardia) e siamo nel 2011. Al posto di andare avanti in quel che è la socialità, abbiamo investito quasi tutte le nostre energie nell’economia e questo non poteva che essere il risultato.

Abbiamo creato una forbice sociale: un divario tra ricchi e poveri, tra bianchi e neri, tra svizzeri e stranieri, tra svizzeri e frontalieri, tra donne e uomini, tra eterosessuali ed omosessuali, tra impiegati nel settore pubblico e impiegati nel settore privato…e l’elenco potrebbe andare avanti ancora per molto. Le differenze salariali sono solo uno dei tanti campanelli d’allarme.

È questo il mondo che vogliamo? Una società che mette in risalto unicamente le diversità, e su questi diversità fa il suo valor proprio. Oppure la Svizzera che conosciamo è un’altra?! Una Svizzera che non divide, ma unisce e pone l’accento innanzitutto sulla persona e non si lascia governare unicamente dall’economia.

Come Martin Luther King anch’io ho dei sogni:

  • sogno un lavoro dignitoso per tutti, svizzeri e frontalieri…perché il lavoro c’è, bisogna solo punire coloro che speculano sui lavoratori; ed è per questo che dobbiamo puntare con decisione ad avere salari minimi e contratti collettivi.
  • sogno uno stipendio che ci faccia arrivare alla fine del mese senza avere “l’acqua alla gola”;
  • sogno la parità salariale tra uomini e donne; infatti non è perché noi donne abbiamo il ciclo mestruale e possiamo rimanere incinta che dobbiamo ricevere uno stipendio minore.
  • sono una maggiore integrazione degli stranieri e una riforma della legge d’asilo che miri ad eliminare le lacune attualmente presenti; ma senza chiudere la porta in faccia a nessuno.
  • sogno una cassa malati e un affitto che non mi divorino lo stipendio;
  • sogno una politica degli anziani che vada al passo con i tempi, senza dimenticare che anche noi giovani un giorno saremo anziani.
  • sogno meno inquinamento e meno traffico, ed è proprio qui al cantiere dell’AlpTransit che voglio ribadire la necessità di traferire il traffico, soprattutto quello merci, dall’autostrada alla ferrovia.
  • sogno dei mezzi pubblici più accessibili (a livello pratico) e più efficienti, ma soprattutto con dei prezzi minori.
  • sogno una società più verde, con un’uscita immediata dal nucleare.
  • sogno gli stessi diritti che hanno le persone eterosessuali, per le persone omosessuali.

Ma soprattutto sogno dei politici che facciano gli interessi della gente e il loro lavoro con tanta, ma proprio tanta passione e amore verso il prossimo.

Ebbene con questa squadra possiamo farcela a rappresentare la Svizzera, ma una Svizzera per tutti, senza privilegi. Oggi come oggi è troppo facile chiudere gli occhi di fronte ai problemi della gente, oppure rimanere zitti.

Mi raccomando votate rosso, perché il rosso è il colore dell’amore.