26 nov 2011 - 09:42

Piccola guida ai misteri della psiche dell’appassionato di sport


Antistadio – Posto adatto alla lunga attesa dell’arbitro di turno, reo di torti vari, compresa la guerra civile nel Darfur.
Buh – Verso di disapprovazione, più o meno prolungato, che si manifesta in casi specifici: gol annullati, simulazioni (avversarie) e spaghetti scotti.
Casa – Luogo dove il tifoso/cittadino sfoga tutto il suo dissenso verso un mondo ingiusto prima di crollare sfinito sul divano a guardare la registrazione di Uomini e donne.
Disfatta – Quella partita che proprio non si doveva perdere e che sta qui da anni, al punto da impedire una normale attività sessuale.
Esempio – È detto anche Bandiera. Il tifoso vede in lui un’emanazione di sé stesso, la luce che rischiara la strada. Spesso abbandona le competizioni in tardissima età e si iscrive a un master in scommesse clandestine.
Fischi – Esercizio appreso in tenera età, serve al tifoso per manifestare disappunto e al cittadino per chiamare la moglie quando ne dimentica il nome.
Gioco - Quasi sempre fa schifo quando si perde ed è sublime quando si vince in contropiede segnando di ginocchio in offside.
Hans – Le squadre avversarie hanno sempre un qualche tedesco di un paio di metri che sta lì a fare muro sui sedici.
Inculcare – Quando l’allenatore spiega di voler inculcare le proprie idee, alcuni tifosi sbigottiscono.
Lancio – Soluzione finale delle mischie in area, che il tifoso anziano suggerisce fin da subito, considerando la manovra sul breve una cosa da fighetti.
Montante – Detto anche palo, alcuni tifosi, in presenza di una signorina, sono ancora convinti che possa significare altro.
Noooo – Negazione collettiva che si manifesta: a un gol sbagliato, all’acquisto di un brocco, alla costatazione che la birra nel frigo è finita.
Ospedale – Il giocatore più forte è all’ospedale per un presunto menisco e il tifoso, preoccupato, abbandona moglie e figli per andare a Lourdes.
Pareggio – È quella cosa strana che il tifoso vede come un modo per accontentarsi e che cerca di applicare anche al sesso.
Quoziente – Il tifoso/cittadino si meraviglia a volte di quanto alto sia il suo quoziente. Poi guarda la classifica e pensa che in squadra siano tutti scemi.
Rete – Quando il pallone la tocca suona come un velo che scende. Al tifoso, che non è Cyrano, basta penetrarla.
Stampa – La causa principale di tutte le retrocessioni della propria squadra. Il tifoso, saputo che il figlio scrive sul giornalino delle medie, dà la colpa a sua madre.
Trasferta – Il tifoso di mezza età ne fa una all’anno, in concomitanza di manifestazioni locali tipo il Lancio della Fondue o il Tiro al Boccale. Il lunedì non lavora.
Unità – Il tifoso crede che quella tra lui e la squadra sia sacra, ma da cittadino preferisce un sano individualismo. Esempio: abbiamo giocato benissimo (alternativa: hanno perso), a me non viene in tasca nulla.
Vittoria – Da ottenere con qualsiasi mezzo, se lecito pazienza. Il tifoso non si fa scrupoli, basta vincere. Torna a casa soddisfatto e quando alla tele appare il politico di turno lancia un indignato Tutti Ladri.
Zorro – Il grande acquisto stagionale, con tanto di cavallo nero e spada. Il vero tifoso se la beve ebbro di gioia, il cittadino, più disilluso, pensa che nemmemo lui possa bastare.

di Giorgen