20 mar 2012 - 14:20

Il Forum delle Associazioni per il Piano di Magadino si schiera contro il semisvincolo di Bellinzona


Il Forum delle Associazioni per il Piano di Magadino, costituito per contrastare il progetto della Variante 95, appoggia e sostiene la raccolta di firme del Referendum contro il credito di progettazione delle opere d’accompagnamento del semisvincolo di Bellinzona.

Lo comunicano le quattro associazioni che compongono il Forum, ossia Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera Italiana (ACSI), Associazione per un Piano di Magadino a misura d’uomo (APM), Associazione Traffico e ambiente, Sezione della Svizzera italiana (ATA) e WWF Svizzera italiana.

Queste associazioni, dopo aver sottoscritto nel 2002 il “Manifesto per il Piano di Magadino” e dato vita nel 2006 al comitato referendario “Via la superstrada dal Piano”, si erano costituite in un Forum per dare continuità alla loro azione nella ricerca di soluzioni sostenibili ai vari problemi che incombono sul Piano di Magadino.

Come per la Variante 95, il semisvincolo di Bellinzona è – secondo queste associazioni – un prodotto dell’epoca dei “progetti autostradali”, non risolve il problema della mobilità sostenibile e, come tutti i progetti di nuove strade, semisvincoli compresi, creerà più traffico e conseguentemente più inquinamento ambientale. “Il paradosso è che, mentre stiamo entrando nell’epoca di AlpTransit, da noi ci si ostina a costruire nuovi semisvincoli e nuovi tunnel autostradali”, commenta Daniele Polli dell’ATM.

“Gli 80 milioni di franchi previsti per il semisvincolo e relativo posteggio d’attestamento possono essere meglio investiti nel miglioramento dei mezzi pubblici di trasporto, vedi aumento delle fermate e delle frequenze del servizio TILO”, viene ancora detto nel comunicato. “Servizio che sta dando ottimi risultati, ma che rischierebbe di essere compromesso dal previsto semisvincolo. Più che di nuovi semisvincoli è necessaria una vera e propria S-Bahn sul Piano di Magadino che colleghi velocemente il Locarnese al resto del Ticino, e al resto della Svizzera e dell’Europa tramite la nuova trasversale alpina AlpTransit”.

Secondo le quattro associazioni “il semisvincolo di Bellinzona è in realtà una circonvallazione per togliere il traffico che attraversa Giubiasco”, ma – “come purtroppo successo a Minusio, con la galleria Mappo-Morettina dopo pochi anni” – la strada che doveva essere scaricata dal traffico, si intasa nuovamente. Il fatto che ogni aumento di capacità stradale crea più traffico e inquinamento è oramai da considerare come una legge naturale. Sarà solo questione di tempo, ma capiterà anche a Bellinzona con il previsto semisvincolo”.

“Il progetto di semisvincolo così come proposto, con una grande rotonda rialzata sopra l’autostrada, presenta il concreto pericolo di essere facilmente trasformata in uno svincolo completo – conclude la nota – “immaginiamoci quindi cosa potrebbe succedere sulla cantonale di sponda destra, se anche il traffico proveniente da Nord e diretto verso il Locarnese farebbe capo allo svincolo di Bellinzona-centro”.