30 mar 2012 - 18:59

di Fabio Regazzi, consigliere nazionale PPD, co-presidente del Comitato per il completamento del San Gottardo

“La vita umana non ha prezzo!” È una bella frase ma nella realtà il prezzo c’è, eccome. E spesso è molto basso. Ne abbiamo avuto ancora una volta la conferma proprio questa settimana dall’Ufficio prevenzione (ma di cosa?) infortuni (UPI), che ha presentato uno studio in cui, con tanto di cifre e tabelle, si tenta di contrabbandare la tesi secondo cui l’”utile” di una seconda galleria sotto il Gottardo sarebbe “solo di 180 feriti e 20 morti in 40 anni”. Lapidaria quindi la conclusione dell’UPI: la costruzione di una seconda galleria stradale sotto il San Gottardo diminuirebbe gli incidenti “soltanto in modo marginale” dato che “il potenziale di riduzione del numero delle vittime è relativamente esiguo”. Ergo, afferma l’UPI, “il quesito relativo a una seconda canna per la galleria autostradale del San Gottardo non può essere dibattuto con argomentazioni di sicurezza stradale”.

Non c’è dubbio che l’analisi costi-benefici di un’infrastruttura, nel nostro caso della costruzione di un secondo tunnel, possa essere un tema di riflessione e di analisi. È però altrettanto chiaro che le valutazioni a sapere se 20 vite umane salvate, ammesso che si possa ragionare in questi termini, siano un “utile” o una “perdita” competa alla politica e non ad un ufficio definitio di “prevenzione infortuni”, che invece – per lo meno nel caso specifico – disattende manifestamente il mandato che gli è stato conferito. Se fosse stato tale, la conclusione avrebbe infatti dovuto essere diamentralmente opposta.

Sono personalmente molto indignato di fronte a cotanta arroganza e superficialità da parte di un ente finanziato anche da denari pubblici, che azzarda un’analisi costi-benefici in base a delle vite umane come se fosse un mantra di scientificità, e giudica quelle “sole 20 vite salvate” con totale indifferenza alla stregua di merce.

Intanto mi pare assai improbabile che si possa attribuire evidenza empirica a una stima sull’arco di 40 anni di morti e feriti. Basterebbe che si ripresenti anche sotto il Gottardo lo scenario avvenuto a Sierre qualche settimana fa, per accorgerci di quanto potrebbero sballare in termini di cifre e d’impatto emotivo sull’opinione pubblica la perdita di “sole” (direbbe di nuovo l’UPI?) 26 vite di bambini e di 6 adulti.

Che dire poi del raffronto contenuto in una delle tabelle tra lo scenario attuale (un tubo bidirezionale) con quello di un raddoppio su quattro corsie, opzione che non è mai stata ipotizzata da nessuno e nemmeno da chi come me sostiene la necessità del raddoppio. E qui rilevo di transenna che il numero di vittime nel caso di due tubi unidirezionali è comunque della metà rispetto alla situazione attuale: 21 morti evitate, e altrettanti drammi famigliari scongiurati! Se per le persone dotate del comune buon senso questo verrebbe considerato un successo, lo dovrebbe essere a maggior ragione per un ufficio che si definisce di prevenzione degli infortuni.

Sappiamo tutti che ogni misurazione è imperfetta, che in queste valutazionisi possono fare errori madornali considerando solo certi costi e benefici e ignorando tutti i vantaggi che non si vogliono o possono misurare. In questo ordine di idee, nessuno potrà mai convincermi che se l’uso dei bambini per funzioni lavorative dovesse avere dei vantaggi superiori ai costi, allora dovremmo tornare ai tempi di Dickens. Il ruolo della politica è proprio questo: dopo il momento tecnico di valutazione empirica giunge quello delle decisioni, in cui, oltre ad analizzare i “dati”, entrano in gioco anche gli “argomenti” e i “valori”.
Il mio auspicio è quindi che l’UPI torni ad occuparsi di prevenzione, magari anche sotto il Gottardo dove ce n’è parecchio bisogno, e lasci ai politici le valutazioni a sapere quante vite umane può valere un secondo tubo sotto il San Gottardo.

La mia posizione al riguardo è nota da tempo. Attendiamo ora anche quella del fronte contrario al completamento del Gottardo.

Fabio Regazzi, consigliere nazionale PPD, co-presidente del Comitato per il completamento del San Gottardo