Affinché nessuno debba più dormire per strada. «Diamo al Cantone lo strumento legale per aprire dei rifugi»

Arrigoni ritiene che non vi è emergenza. Fonio, con un’iniziativa interparlamentare, chiede che sia Bellinzona a prendere una decisione. «Turismo dei senzatetto? Non è un rischio»

BELLINZONA - Il freddo pungente di questi giorni ha fatto tornare d'attualità il tema delle persone che, per un motivo o l'altro, sono costrette a dormire all'addiaccio, rischiando la vita. Giorgio Fonio aveva chiesto di mettere a disposizione dei locali a Chiasso, "scontrandosi" a distanza col sindaco Arrigoni, che non lo riteneva necessario, in quanto sul territorio è già presente la Pro Filia.

Bruno Arrigoni, per rendersi conto della situazione, ieri sera si è recato alla stazione assieme al collega Municipale, pipidino come Fonio Davide Lurati. I due hanno incontrato due moldavi che si preparavano a passare li la notte, ma dopo aver parlato con loro e con le Guardie di Confine il sindaco ha concluso che «per il momento non c'è nessuna emergenza, non è il caso di aprire la protezione civile. Addirittura potrebbe invogliare più gente a venire a Chiasso».

Fonio aveva annunciato, prima della visita di Arrigoni e Lurati alla stazione, un'iniziativa parlamentare, commentando amaro «spero come uomo di non rimanere mai senza un tetto". E oggi l'iniziativa è arrivata, firmata anche da colleghi di altri partiti: Henrik Bang per il PS, Michela Delcò Petralli per i Verdi, Andrea Giudici per il PLR e Giancarlo Seitz per la Lega.

Il resto inizia ricordando il tragico caso di Ignazio, un 40enne italiano senza fissa dimora morto nell'incendio di una palazzina a Massagno, dove avevano trovato rifugio, e ripercorrendo la discussione avuta con Arrigoni.

Se i Comuni non paiono intenzionati a muoversi, «si ritiene che il Cantone abbia a prendere una decisione di principio. Riteniamo sia necessario almeno in occasione del grande freddo o di clima difficile permettere l'apertura di rifugi della protezione civile per ospitare i senzatetto. A tal riguardo ricordiamo che l'art. 7 della Costituzione federale afferma come la "dignità della persona va rispettata e protetta". Affinché tale ideale sia garantito lo Stato deve farsi parte attiva per garantire per lo meno un letto in uno spazio riscaldato. I rifugi sono il luogo consono per permettere un alloggio minimale. Ammesso e non concesso che il fenomeno sia minimo (come diceva Arrigoni, convinto che i senzatetto addirittura preferiscano dormire all'addiaccio, ndr), è anche nell'interesse non solo della dignità umana, ma anche dell'ordine pubblico affrontare questa problematica. Far in modo che nessuno debba dormire per strada, crediamo sia una "conquista" che questo Cantone debba implementare. Un aumento del fenomeno porterebbe a un degrado sociale che diventerebbe poi difficile estirpare».

L'iniziativa vuole dunque «creare lo strumento legale affinché il Dipartimento, sentiti i Consorzi, i Municipi e le organizzazioni sociali attive sul campo, possa ordinare l'apertura di rifugi della Protezione civile a questi fini», poi «a dipendenza delle necessità, spetterà poi al Dipartimento definire il numero di rifugi da destinare a tale scopo e il periodo».

Per quanto concerne i costi, secondo i firmatari, gli unici per l'Ente Pubblico sarebbero quelli di apertura dei rifugi, che potrebbero poi essere gestiti da associazioni no profit. «Non c'è pericolo che questa novella provochi una sorta di "turismo del senzatetto", poiché le persone irregolari dovrebbero comunque essere espulse dal territorio svizzero», concludono i deputati.