AIM, firme consegnate. Romano avvisa, «se il progetto cade, moltiplicatore oltre l’80%!»

Per il Municipale, si tratta di un referendum puramente ideologico, e la situazione non è paragonabile a quella di Poste e FFS. E avvisa sui rischi

MENDRISIO - Il 5 marzo 2017 la popolazione di Mendrisio sarà chiamate alle urne per esprimersi sulla trasformazione delle Aziende Industriali Mendrisio (AIM) in SA. È dunque riuscito il referendum lanciato da MPS e da diverse forze di sinistra, le firme sono state consegnate oggi.

Il primo commento social è quello del Municipale Marco Romano, uno dei fautori della trasformazione. «Un referendum ideologico. La trasformazione è necessaria e fondamentale per garantire un futuro all’azienda che distribuisce elettricità, gas e acqua. La proprietà sarà totalmente comunale e per i dipendenti c’è un Contratto collettivo solido. La nuova forma giuridica permette di muoversi meglio sul mercato comprando energia al prezzo migliore possibile, costruire collaborazioni con altre aziende e realizzare progetti nel campo delle rinnovabili».

A chi teme privatizzazioni paragonabili ad altre avvenute in passato, replica che «l’attuale base legale è del 1907, totalmente superata e inadeguata. Il controllo del comune resta totale e i paragoni con Posta e FFS non stanno in piedi: sono servizi e mercati totalmente differenti. Scelgo liberamente quale mezzo di trasporto utilizzare o come spedire un pacco, la rete elettrica è una sola e AIM deve poter offrire il miglior prodotto possibile a cittadini e aziende!».

Romano ha già in chiaro che cosa accadrebbe se la sua linea perdesse alle urne. «Se il progetto cadrà in votazione popolare, costerà caro a città e azienda: moltiplicatore su a oltre l’80% e molti progetti strategici nel cestino perché AIM avrà le mani legate».

Anche il comitato interpartitico "Per un’AIM forte e solida" ha preso atto della consegna delle firme per il referendum e ha inviato in redazione una nota, a firma di Davide Rossi per il PPD, di Dominik Hoehle per Lega-UDC-Indipendenti e di Gabriele Ponti per il PLR. «La trasformazione giuridica di AIM è assolutamente necessaria e opportuna sia per la città di Mendrisio sia per l’Azienda medesima. Il comitato interpartitico "Per un’AIM forte e solida" auspica un dibattito serio e fondato su argomenti concreti, non solo ideologici. AIM resterà di proprietà interamente comunale e fonderà il proprio operato su basi legislative moderne e chiare. L’odierno costrutto, basato su di una Legge del 1907, è insoddisfacente e pericoloso. La SA permetterà: di garantire un servizio di qualità, offrire un miglior prezzo ai clienti e ai cittadini di Mendrisio, di costruire migliori collaborazioni regionali e promuovere progetti innovativi nell’ambito del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili. Un respingimento del progetto avrebbe conseguenze negative sia per AIM sia per la città. A rischio vi sono importanti collaborazioni regionali e la perdita di importanti clienti “grandi consumatori”. La città di Mendrisio senza la trasformazione dovrà rivedere l’intera pianificazione finanziaria con un sensibile rialzo del moltiplicatore. Il comitato interpartitico "Per un’AIM forte e solida" invita sin d’ora la cittadinanza a sostenere il progetto di trasformazione respingendo i paragoni infondati fatti con le ex regie federali (Posta e FFS). Un’azienda comunale che distribuisce elettricità, gas e acqua non ha nulla a che vedere con la realtà e le logiche postali e del trasporto pubblico a livello nazionale. AIM gestisce una rete di condotte a cui gli utenti non si rivolgono spontaneamente in funzione alle proprie specifiche esigenze, ma per servirsi di beni fondamentali di cui vi è costante necessità. Non vi sono alternative sia di rete sia di fornitura».