Al San Gottardo come al Belchen

di Simone Gianini, Municipale PLR di Bellinzona

Il prossimo 9 febbraio al Belchen sull’A2 nei pressi di Basilea è previsto l’avvio dei lavori di scavo di una terza galleria di risanamento senza aumento di capacità, volta a permettere il risanamento dei tunnel esistenti, monodirezionali e a due corsie. La legge sulla rete della strade nazionali prevede infatti al suo articolo 49 che “le strade nazionali e le loro installazioni tecniche sono mantenute [...] in maniera da assicurare un traffico sicuro e spedito e mantenere per quanto possibile inalterata la viabilità”. Il nuovo tunnel servirà inoltre quale cunicolo di fuga e va così a migliorare la sicurezza di questa infrastruttura.

In altre parole, ecco un risanamento che verrà effettuato in Svizzera secondo le medesime modalità previste dal Consiglio federale per la galleria autostradale del San Gottardo: costruzione di una galleria parallela in cui far transitare i veicoli durante il risanamento di quella esistente per evitare il blocco del traffico (e l’isolamento economico del Cantone Ticino). Alla fine dei lavori, il numero di corsie aperte non aumenterà. Le corsie supplementari fungeranno infatti unicamente da vie di soccorso o alternative di transito in caso di interruzione del traffico nelle altre gallerie e saranno già a disposizione per i futuri risanamenti.

Per il tunnel del Belchen la decisione di risanamento è stata presa a livello amministrativo, senza coinvolgere Parlamento e Popolo svizzero, nonostante i costi al chilometro per il nuovo tubo siano notevolmente superiori rispetto al San Gottardo (maggior costo del 30%). Va rilevato che anche la galleria del Belchen si trova sull’A2 e dunque sull’asse Nord-Sud di transito delle merci.
Per il Belchen nessuno ha sollevato dubbi su questo modo di procedere. Mentre per il San Gottardo c’è addirittura chi si permette di tacciare il Consiglio federale di imbrogliare. Su questo punto occorre rilevare come il risanamento del San Gottardo sia l’unico risanamento in Svizzera deciso in una legge in senso formale, proprio per permettere al Parlamento prima e al popolo poi, di intervenire nella presa di decisione e iscrivere in una legge i principi che ne stanno alla base: nessun aumento delle corsie contemporaneamente aperte al traffico e applicazione del sistema di dosaggio ai due portali (il cosiddetto contagocce).

Inserendo nella legge quei principi che impediscono un aumento di traffico e di capacità al Gottardo, il Consiglio federale li ha pure messi al riparo da future decisioni dell’Amministrazione federale. Sì, perché per allentare quell’articolo di legge sul quale andremo a votare il prossimo 28 febbraio, oltre a una modifica della Costituzione, sarebbe necessaria una revisione della legge in cui è contenuto. Una sua modifica dovrà pertanto essere decisa in ogni caso dal Parlamento federale e tale decisione sarà referendabile (come ogni modifica di legge). L’ultima parola spetterà quindi sempre al Popolo. Una garanzia, quindi, anche per il futuro, prevista esplicitamente per il San Gottardo.

Questa ragione, oltre a tutte le altre già esposte in questa accesa campagna (aumento della sicurezza, coesione nazionale, collegamento affidabile e mantenimento del collegamento autostradale per il nostro Cantone anche durante la necessaria chiusura totale per permetterne il risanamento), rafforza il convincimento che è necessario dire sì il prossimo 28 febbraio. Anche il nostro Ticino ha diritto, come previsto dalla legge, a un sistema di mobilità “sicuro e spedito”. Anche noi siamo Svizzera! Non possiamo e non vogliamo dipendere da esperimenti ferroviari rocamboleschi e provvisori come quello previsto per i camion fra Biasca ed Erstfeld che, oltre a chiedere un ulteriore importante tributo di territorio pregiato del nostro fondovalle, ostacolerebbe pure il corretto funzionamento – e quindi l’attrattività – di AlpTransit come ferrovia ad alta velocità per le merci da confine a confine e per i passeggeri dal Ticino alla Svizzera interna e per questo inviso anche alle FFS e a diversi Municipi della regione, compreso quello di Bellinzona.

Simone Gianini, Municipale PLR di Bellinzona