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Beltrafrançais, Beltraenglish…

ASCONA - Un discorso quasi interamente in francese, poi un po' di inglese e per finire in italiano. «This is the spirit of Locarno», ha affermato il presidente del Consiglio di Stato dal pulpito del Collegio Papio di Ascona, in occasione dell'incontro con gli Ambasciatori a margine del Festival del film di Locarno. Un riferimento al Patto di Locarno siglato nel 1925, e un parallelismo con la rassegna cinematografica che sa far dialogare le culture del mondo intero. Il presidente del governo ticinese non ha mancato di rimarcare le difficoltà che il nostro Cantone incontra, ma sottolineando altresì il dialogo che intercorre all'interno della Confederazione alla ricerca delle soluzioni a favore di tutto il paese. «Oggi in Svizzera è possibile discutere dei più disparati temi, come l'adozione di un nuovo inno nazionale o sulle corna delle mucche, ma in nessun caso l'appartenenza alla Confederazione è rimessa in discussione dai diversi Cantoni». Un discorso che non ha mancato di porre l'accento sulle peculiarità ticinesi e sulle discussioni in corso con Berna (con un chiaro riferimento al dumping salariale), ma con più tatto rispetto al "muscoloso" discorso dello scorso anno pronunciato dall'allora presidente del governo Norman Gobbi, che non aveva mancato di sollevare qualche polemica. Ognuno ha il suo stile... . Foto TicinoLibero / Marin Mikelin