Categoria: Bellinzonese

Usura, sequestro di persona, nonché atti di violenza su un richiedente l’asilo: uomo in manette, indagati dei poliziotti

L’arrestato è il titolare di una società di sicurezza con sede a Cadenazzo, i poliziotti avrebbero lasciato un minorenne due ore ammanettato. Nella ditta lavorava l’uomo arrestato per terrorismo

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CAMORINO – Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale comunicano che oggi è stato fermato un 36enne svizzero titolare di una società di sicurezza con sede nel Bellinzonese.

Questo nell’ambito di un’indagine che trae origine da alcune segnalazioni relative al mancato rispetto delle norme della vigente legislazione sul lavoro, della legge sulle attività private di investigazione e sorveglianza (Lapis), all’usura, al sequestro di persona e ad atti di violenza nei confronti di almeno un richiedente l’asilo ospitato presso il centro di Camorino dove la ditta, la Argo 1 di Cadenazzo, era attiva.

Questa società è stata esautorata dalle sue funzioni.

L’attività di sicurezza del centro è già stata affidata ad un’altra società e il suo corretto funzionamento è garantito.

In relazione al procedimento sono state effettuate diverse perquisizioni.

Secondo quanto indicato in serata dalla RSI, anche alcuni agenti sarebbero indagati per la medesima vicenda. Un mese fa circa un minorenne ubriaco avrebbe dato in escandescenze, e il responsabile della sicurezza chiamò i poliziotti, i quali anziché portarlo al posto di polizia, lo lasciarono ammanettato per un paio d’ore sotto la sorveglianza degli agenti della Argo.

L’inchiesta è collegata con quella che ha portato all’arresto di un cittadino svizzero-turco e a far finire sotto inchiesta un altro turco, che potrebbero aver reclutato adepti per l’ISIS proprio nel centro asilanti di Camorino: l’uomo arrestato lavorava infatti alla Argo.


Il PPD attacca Branda, “come mai tutta questa fretta nell’assumere personale? Grandi sì, mastodontici no”

Anche il partito popolare democratico, seppur in modo diverso da David, solleva il problema dell’assunzione del personale. “Vogliamo un organigramma ragionevole e equilibrato”

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BELLINZONA – Per Ronnie David, le nomine nella nuova Bellinzona starebbero avvenendo per conoscenze politiche, partitiche e campanilistiche, alcune senza neppure concorso. Anche il PPS, in un comunicato, solleva qualche perplessità in merito al tema: tutto troppo frettoloso, secondo il partito, mentre si potrebbe attendere di conoscere la composizione del nuovo Municipio.

“La Nuova Città di Bellinzona sta nascendo e, come promesso da Mario Branda lunedì in Consiglio Comunale, accoglierà tutti i 1’200 dipendenti dei 13 Quartieri per una massa salariale totale di 70 milioni di franchi. Questa decisione è stata condivisa con gli altri comuni nell’ambito del processo aggregativo. Ma ciò non sembra bastare a Bellinzona. Ancor prima
di avere il nuovo esecutivo legittimato ad operare – questione di settimane e non di anni – in Città si sta procedendo in tutta fretta ad una serie di bandi di concorso per assumere nuovi funzionari (vedi la pubblicazione di diversi concorsi)”, si legge nella nota.

“Dopo attenta analisi da parte di una specialista esterna si è giunti alla conclusione che fra i 1’200 funzionari mancano dei profili, così ha spiegato il Sindaco in risposta ad una interpellanza. Sarà mai possibile? Da dove nasce tutta questa fretta Signor Sindaco? Non sarebbe stato meglio attendere l’entrata in carica del nuovo Municipio?”, chiede il PPD a Maro Branda.

Addirittura, “il PPD lunedì ha dato un segnale chiaro in Consiglio comunale sostenendo la proposta di aprire una discussione libera e democratica sul tema. Una proposta, questa, chiaramente e “comprensibilmente” bocciata a larga maggioranza anche da coloro che avevano osato inoltrare un’interpellanza sul tema. A qualcuno probabilmente questa mancanza di
trasparenza e di coinvolgimento politico fa comodo”.

Il partito, in conclusione, “vuole e chiede che la Nuova Città nasca su basi solide e quindi con un organigramma ragionevole, equilibrato, senza manie di grandezze, rispettoso delle capacità finanziarie e in grado di valorizzare le numerose competenze di tutti i funzionari dei 13 comuni. “Finalmente grandi” sì, mastodontici no!”.


David denuncia, “nomine poco trasparenti, legate a ragioni politiche, partitiche e campanilistiche nella Nuova Bellinzona”

Il candidato al Municipio riporta di nomine per posti di responsabilità che pare stiano avvenendo senza concorso, citando anche “testimonianze dirette. Scegliere persone sbagliate avrebbe conseguenze nefaste”

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BELLINZONA – Le nomine per i posti di responsabilità all’interno del quadro del personale della Nuova Bellinzona rischiano di avvenire senza la dovuta trasparenza, addirittura senza concorsi?

Lo denuncia il candidato al Municipio per Unità di Sinistra e Verdi, nonché co-cordinatore di questi ultimi, Ronnie David.

“L’aggregazione entra a breve nella sua fase operativa. Le difficoltà di armonizzare le procedure, e fare partire una macchina così importante sono molteplici. L’aspetto più delicato riguarda il personale e le nomine dei funzionari che vanno ad occupare i ruoli chiave nella nuova amministrazione comunale”, scrive in una nota inviata in redazione.

“Un errore in questo settore, con nomine frettolose legate a ragioni politiche/partitiche e campanilistiche avrebbero conseguenze nefaste per almeno i prossimi vent’anni”. avverte. “Purtroppo la sensazione, supportata da testimonianze dirette, è che quello che sta succedendo attualmente non sia assolutamente all’insegna della trasparenza. Nessun concorso interno per i posti di responsabilità e nomine decise unicamente dalla direzione del progetto aggregativo composto da 13 sindaci (quasi tutti dello stesso colore politico)”.

“Se dovessi essere eletto in Municipio la prima cosa che farei sarebbe quella di sospendere la ratifica di queste nomine, indire dei concorsi interni all’amministrazione comunale e far valutare le candidature ad esperti indipendenti in risorse umane. Meglio perdere un mesetto di tempo che partire con il piede sbagliato e pagare per i prossimi decenni scelte di tipo puramente clientelistico. La nuova Bellinzona merita solo il meglio”, promette.

Ma nel frattempo, cosa sta succedendo nelle nomine?


Bruschi, “accanimento e cattiveria nei miei confronti. A Giubiasco, i liberali usano metodi alla Ceausescu”

Al Municipale PS (candidato per Bellinzona per la Lega) sono stati tolti due dicasteri, perché ha inviato la foto di una decisione del Municipio a due membri della Gestione. “Voglio dirmi che disturbo la loro campagna”

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BELLINZONA – Flavio Bruschi avverte un eccessivo accanimento nei suoi confronti. Dopo aver fatto parlare di sé per aver cambiato casacca, candidandosi per il Municipio della Nuova Bellinzona con la Lega anziché col PS, ci scrive per denunciare il fatto che gli sia stato tolto il ruolo di membro dell’Ente del Parco del Piano di Magadino.

Al suo posto, è stato inserito il Vicesindaco e Presidente della sezione liberale, secondo il Municipio di Giubiasco all’unanimità. Ma Bruschi ha voluto documentare che così non è stato, fotografando col cellulare la prova che la nomina sia avvenuta per tre voti a uno, e inviando l’immagine a due membri della gestione. Da qui, il putiferio: Bruschi avrebbe violato gli obblighi istituzionali contravvenendo all’obbligo di riserbo. Il Municipio ha presentato un’“Istanza di intervento” nei miei confronti, alla Sezione degli enti locali (SEL), e nonostante l’ente abbia semplicemente richiamato Bruschi, l’Esecutivo gli ha tolto due dei suoi tre dicasteri, quello della socialità e quello dell’acqua potabile.

“Impugnerò certamente questa decisione davanti al Consiglio di Stato, garantendo che le prestazioni dei due dicasteri continueranno come finora. Amara è la conclusione: “Tu Flavio Bruschi disturbi la nostra campagna e ci dai fastidio e noi ti togliamo i dicasteri e ti mettiamo alla berlina, così impari e vedi chi comanda””, ci scrive un amareggiato Bruschi.

“Mi sento oggetto di un accanimento mai visto prima. Forse la mia candidatura al Municipio disturba qualcuno a Giubiasco?”, sottintendo il cambio di casacca.

“Ma io non ci sto e non mi lascio tappare la bocca. Ma mi chiedo se la maggioranza assoluta liberale di Giubiasco voglia governare così anche la nuova Bellinzona, con i metodi di Nicolae Ceausescu? E’ giusto allora che lo si sappia prima di affidargliene la gestione. Mi piange il cuore vedendo tanta cattiveria quando, con tanti altri, ho servito fedelmente per anni il mio Comune senza mai chiedere niente in cambio”, termina la nota.


Il PPD tuona contro Milani e la Lega. “Ritirati, chi condivide certi post è nemico della democrazia. Grave anche l’atteggiamento del partito”

I pipidini se la prendono col movimento leghista, reo di “fare del dileggio il passatempo domenicale. Che il candidato rimuova il post e rinunci a un’eventuale elezione!”

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BELLINZONA – Il PPD di Bellinzona desidera che Luciano Milani, autore del post su Instagram che ritrae Hitler con una bombola a gas e una frase rivolta ai migranti, ritiri la sua candidatura. E nel contempo attacca la Lega, che non ha preso provvedimenti, facendo intendere che il razzismo, nei suoi rappresentanti, così come certe dichiarazioni, non sono insolite.

“Scadere nei commenti pubblici razzisti è indegno di una persona che intende candidarsi come rappresentante dei cittadini del Bellinzonese. Per questo deve fare un passo indietro. La sezione PPD nuova Bellinzona chiede al candidato della Lega dei Ticinesi Luciano Milani di rinunciare alla sua candidatura al Consiglio comunale della nuova Bellinzona in caso di elezione dopo il suo post razzista di ieri”, si legge in una nota.

“Sembrerebbe che il commento a sfondo razzista sia di casa nella Lega dei Ticinesi. In realtà a tutto c’è un limite, anche per chi fa del dileggio il passatempo domenicale”, parte l’attacco. “Condividere sui social un fotomontaggio che ritrae Hitler con una bombola del gas, è un atto gravissimo e offensivo dei nostri valori di società democratica. A maggior ragione se chi lo fa è candidato, e vuole rappresentare la cittadinanza. Altrettanto grave è l’atteggiamento della Lega dei Ticinesi di Bellinzona, che si limita al semplice richiamo”.

Dunque, il PPD della nuova Bellinzona si dice “indignato ed esterrefatto per il post apparso sulla bacheca di Instagram di Luciano Milani, un vero e proprio sfogatorio razzista e becero dove si è accennato addirittura liberamente di sterminio di migranti. Propositi vergognosi, che sono davvero inaccettabili e preoccupanti perché testimoniano del degrado di un certo modo di fare politica”.

Per i pipidini, è “un’offesa alla storia, all’umanità, alle migliaia di morti che ci sono stati, a quei popoli che ancora oggi soffrono sotto la guerra e che sono costretti a grandi sofferenze nel loro viaggio di migrazione. A Luciano Milani e alla Lega cittadina chiediamo – oltre di rimuovere immediatamente quel commento – di rinunciare a un’eventuale elezione.
Chi semina razzismo raccoglie il peggio del neofascismo, dell’intolleranza e dell’istigazione alla violenza razziale e non appartiene alla nostra società. La storia dovrebbe insegnare!”.


La Lega, «siamo contrari a ogni tipo di nazismo, fascismo o comunismo». Nessun provvedimento per Milani

La sezione bellinzonese in una nota rimprovera il suo candidato e si distanzia da quanto da lui pubblicato, invitando i rappresentanti a «un comportamento corretto e dignitoso nel dialogo politico»,

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BELLINZONA – La Lega di Bellinzona, come aveva detto Lelia Guscio, si è riunita questa sera per discutere del caso che vede protagonista il candidato al Consiglio comunale Luciano Milani, reo di aver pubblicato un post razzista e inneggiante a Hitler.

Ai nostri microfoni e poi tramite un comunicato sul suo profilo Facebook, Milani si è detto pentito e ha chiesto scusa.

Il suo partito, con una nota inviata in redazione, ha scelto di non prendere provvedimenti, e si è limitato a distanziarsi nettamente da quanto postato dal candidato.

«La Lega dei Ticinesi di Bellinzona stigmatizza le esternazioni apparse sui social da parte di un suo candidato al Consiglio comunale e si dissocia completamente da tali pubblicazioni. La Lega è, per sua natura, totalmente contraria a ogni forma di nazismo, fascismo e comunismo (totalitarismo del passato). Inoltre, invita i propri candidati e simpatizzanti a tenere un comportamento corretto e dignitoso nel dialogo politico», ecco la nota.


Lega, sul profilo Instagram di un candidato l’immagine di Hitler con la bombola a gas. «Chiedo scusa con le lacrime agli occhi»

Nel fotomontaggio, il dittatore tedesco dice «Immigrati infreddoliti? Ci penso io». Il candidato: «con questa condivisione ho rovinato quanto fatto in 25 anni. L’errore è grave ma la colpa non va estesa ad altri».

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BELLINZONA – Non è un bel periodo per i candidati leghisti alle prossime elezioni: dopo il caso di Paradiso, in cui Lokman Ibraimi, dopo alcuni post antisemiti, si era ritirato (e con lui due compagni di lista), adesso i social inguaiano una persona in lista per il Consiglio Comunale bellinzonese.

Lui è Luciano Milani, ha 52 anni e a tradirlo è stata una foto pubblicata un mese fa su Instagram. A portare alla luce la vicenda è stato ancora una volta il portale GAS.social. Lo scivolone (dopo alcuni post un po’ volgari, ma d’altronde se si condannassero gli utenti per quello…) è avvenuto il 14 gennaio, dove un fotomontaggio che ritrae Hitler con una bombola a gas è accompagnato dalla frase «Immigrati infreddoliti? Ci penso io». Un’immagine e un contenuto, insomma, decisamente razzisti.

E lui, come si giustifica e che cosa pensa realmente? Da noi contattato, ha ribadito più volte come non posterebbe più quell’immagine, e che essa non rispecchia il suo pensiero.

«Mi dispiace di aver condiviso per sbaglio una foto simile. Sono una persona onesta, sono stato per 25 anni sergente dei Pompieri di Bellinzona e Samaritano, e ho lavorato per dare una mia collaborazione alla Citta, per esempio per la Bacchica, nella Commissione del personale del Municipio, nell’Associazione dipendenti come Cassiere ed altro. Ecco come si può rovinare una persona onesta!», sono state le sue parole.

Dopo qualche minuto, Milani ha rimarcato il suo pentimento con una nuova dichiarazione che ci ha invitato. «Ora è un brutto momento per la mia persona.
Mi dispiace e chiedo scusa con le lacrime agli occhi di aver condiviso la foto che non rispetta il mio credo. Ho lavorato per la comunità per più di 25 anni da prima come Sergente dei Pompieri di Bellinzona salvando vite, il che è per me una ragione di vita. Ricordo che sono stato uno dei primi ad entrare nella Galleria del Gottardo dove perirono delle persone. Sono anche un Samaritano… Ora a causa di questa condivisione ho rovinato tutto ciò che finora ho fatto… Sono un cretino».

L’errore, precisa, è solo suo. «Sono pronto a pagare per il mio errore molto grave ma la mia colpa non va estesa ad altri».

Lelia Guscio, presidente sezionale della Lega di Bellinzona, ha annunciato che questa sera si deciderà se sarà il caso di prendere provvedimenti (e nel caso, quali), ai danni di Milani.

Foto tratta dal profilo Instagram di Luciano Milani.


Bruschi, «non si viene eletti per supportare una sola causa ma per rappresentare i cittadini»

Il Municipale risponde al PS di Giubiasco, che non lo ritiene più suo rappresentante dopo la decisione di candidarsi nelle fila della Lega per la Nuova Bellinzona

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BELLINZONA – Il botta e risposta continua. Flavio Bruschi, il Municipale che siede nell’Esecutivo di Giubiasco, ha deciso qualche settimana fa di candidarsi in vista delle elezioni della Nuova Bellinzona nella lista della Lega.

Ovviamente spiazzato il PS di Giubiasco, che ieri in una nota ha fatto sapere di non ritenerlo più il rappresentante dei socialisti, ma che di un’eventuale espulsione si dovrà occupare, dopo il 2 aprile, la neocostituita sezione della Nuova Città.

Bruschi ha voluto a sua volta ribattere, con qualche riga inviataci per email.

«Confermo di aver ricevuto comunicazione dalla direzione della sezione PS nel senso che non rappresento più, da subito, il PS in Municipio», scrive. «Ribadisco per contro che, mantenendo fede alla promessa fatta nelle mani del Giudice di pace, continuerò a rappresentare gli interessi di tutti i cittadini di Giubiasco, compresi quelli socialisti. Ritenevo che tale principio fosse ampiamente acquisito e quindi sostengo che non si è eletti  “…per supportare la causa socialista” o di altri partiti. Continuerò così anche in futuro».


Il PS di Giubiasco scarica Bruschi ma non lo espelle

Dopo essersi candidato per la Lega, il Municipale «non rappresenta più il PS nel Municipio di Giubiasco. Le sue scelte esprimono chiaramente la volontà di non supportare più la nostra causa».

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BELLINZONA – Flavio Bruschi non verrà, almeno per il momento, espulso dal PS ma non lo rappresenta più. Il Municipale di Giusbiasco, pur senza comunicarlo direttamente, ha lasciato il partito, cambiando casacca e candidandosi come indipendente sulla lista della Lega dei Ticinesi (che correrà assieme all’UDC) per le elezioni della Grande Bellinzona.

Le motivazioni? Oltre all’ammirazione per Bignasca, affermava di ritrovare gli ideali sociali a lui cari nel Movimento di via Monte Boglia.

Si era parlato di una possibile espulsione dal Partito socialista, di cui è comunque ancora rappresentante nell’Esecutivo giubiaschese sino ad aprile. Oggi con un comunicato la Sezione PS di Giubiasco Pianezzo ha voluto chiarire come stanno le cose.

«La Sezione PS di Giubiasco Pianezzo ha preso atto della decisione di Flavio Bruschi di abbracciare la causa leghista presentandosi alle prossime elezioni comunali della Nuova Bellinzona del 2 aprile 2017 sulla lista della Lega.
Considerato quanto precede la Sezione ha scritto ufficialmente a Flavio Bruschi comunicandogli che da subito non rappresenta più il Partito Socialista nel Municipio di Giubiasco, così come in eventuali altri gremi in cui è stato nominato come rappresentante del nostro partito», si legge nella nota a firma del presidente Gilbert Jorio.

Un’eventuale espulsione non è al momento in discussione, e non sarà comunque una decisione della sezione stessa, ma della nuova Sezione unificata. «La Sezione PS di Giubiasco Pianezzo ci tiene inoltre a precisare che al momento non è in corso alcuna procedura di espulsione dal partito nei confronti di Flavio Bruschi. Se sarà il caso se ne riparlerà in tutti i casi dopo il 2 aprile nell’ambito della nuova Sezione unificata. Di fatto le scelte fatte da Bruschi, in particolare quella di contribuire politicamente ad una lista avversaria, esprimono chiaramente la volontà di non supportare più la causa socialista».


Quattro arresti per furto, di cui un minorenne

I quattro viaggiavano su una vettura con targhe italiane e avrebbero compiuto un furto con scasso a Claro

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LUGANO – La Polizia cantonale comunica che questa sera, poco prima delle 18:15, all’esterno della galleria autostradale del Monte Ceneri, in direzione sud, sono stati fermati quattro cittadini stranieri residenti all’estero, tra cui un minorenne.

Il quartetto si trovava a bordo di una vettura con targhe italiane che è stata fermata da pattuglie della Polizia cantonale. I fermati erano stati segnalati poco prima a Claro dove avevano appena effettuato un furto con scasso. La pronta segnalazione è giunta da una Guardia di confine fuori servizio che, con le sue indicazioni ha facilitato la loro cattura. All’interno dell’auto sono stati rinvenuti degli attrezzi da scasso e della refurtiva. Dopo l’interrogatorio i quattro uomini sono stati arrestati e denunciati al Ministero pubblico e alla Magistratura dei Minorenni per furto, danneggiamento e violazione di domicilio. Per il conducente del veicolo si identificano pure gravi infrazioni alla LCStr. L’inchiesta di polizi a dovrà stabilire se gli stessi si siano resi autori di altri furti sul nostro territorio.

Si rammenta alla popolazione la pronta segnalazione di persone e veicoli sospetti, in caso di veicoli annotare pure il modello,  la targa ed eventualmente il colore alla Centrale Operativa della Polizia cantonale al numero  0848 25 55 55


Le elezioni di Brenno. «Il NOCE rivoluzionario come la Lega»

L’ex sindaco commenta per noi le liste per la Nuova Bellinzona. «La partita si gioca su un terreno inedito, completamente diverso. Sarà la capacità di reazione a fare la differenza».

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BELLINZONA – Brenno Martignoni ha uno sguardo privilegiato sulle elezioni della Nuova Bellinzona: conosce la realtà come pochi, ed è contemporaneamente osservatore esterno ed interno. Esterno, perché non è candidato, interno perché il suo NOCE correrà con Lega, UDC e indipendenti. Ora che sono noti i nomi dei candidati dei principali partiti, abbiamo tracciato con lui una panoramica.

Come mai questa alleanza sui generis del suo NOCE con Lega, UDC e indipendenti?
«In effetti, fa un po’ strano…Ma, IL NOCE … è … IL NOCE. Un Movimento in antitesi alla partitocrazia e alle logiche di bottega. Si è affermato elettoralmente come luogo di ascolto della gente indipendentemente dalla militanza. In quanto fatto rivoluzionario, se possiamo dirlo, IL NOCE è paragonabile al movimento della Lega, fatte le debite proporzioni e le giuste differenze. In caso di elezione di un candidato avremo voce in capitolo? Qui, a contare, è il successo della proposta. E con essa, naturalmente, IL NOCE, che è parte dell’offerta…».

Non crede che, dato che la Lega nei comuni bellinzonesi fatica a imporsi, il suo nome sulla lista sarebbe stato utile?
«Può darsi. Forse, per la dote di consensi. Magari, per velleità personali. Ma, in realtà, l’obiettivo è un altro: fronteggiare il nostro sistema elettorale che favorisce i partiti emarginando i solisti. IL NOCE deve rimanere una porta di accesso. Una mano tesa, a prescindere da “cursus honorum” e “pedigree”. La cosa pubblica è di tutti, non di pochi privilegiati che se la fanno fuori in luoghi chiusi. Fallon Ciappini, in politica non ha esperienza diretta, ma è a suo agio con la collettività. Lo ha dimostrato sul fronte. Dandole fiducia, facciamo parlare la famosa “base”, che tutti dicono di voler sentire. Il nostro messaggio: se vuoi lanciarti in politica, IL NOCE ti dà voce. È l’apertura alle novità che fa fare balzi avanti. Non solo in ambito pubblico».

Bellinzona è pronta a una crescita leghista?
«La Lega è imprevedibile. A livello elettorale ha sempre stupito. Con UDC, indipendenti e NOCE … fuochi d’artificio! … staremo a vedere … Comunque, è chiaro, per un audace cambiamento di rotta è questo il momento!».

Il PLR vuole la maggioranza e il sindaco, ha schierato una lista di nomi importanti, tutti attivi. Ce la farà, secondo lei?
«Il PLR ha dovuto partorire una lista cosmetica, in equilibrio tra chi già c’era e i limitati posti a disposizione… Non so se l’elettorato, questa volta, risponderà compatto come nel 2012, quando c’era un solo ordine di scuderia: “fuori Martignoni”. Ecco, perché non mi sono candidato. Per non riproporre e innescare, in un appuntamento tanto importante per Bellinzona, di nuovo un meccanismo distorto e controproducente sulla persona. La Nuova Bellinzona è una realtà in costruzione che richiede energie positive e propositive, non vuote rotazioni sullo stesso asse, a menù ripetitivo. Per efficaci risposte, conterà la capacità di gestire imprevisti e situazioni particolari. Con il solo bagaglio tradizionale e i vecchi schemi non andremo lontano, ne sono certo.»

Quello liberale è lo stesso ragionamento compiuto dal PPD? Anche loro hanno scelto persone attive a livello comunale…
«Diversamente dal PLR, il PPD dispone di più margine. Essendo uscenti con un solo seggio, l’impostazione è chiaramente diversa. Poi, in politica, più dell’età anagrafica, conta saper essere forza nuova. Vedo nella lista pipidina un occhio di riguardo ai Comuni aggregati, futuri quartieri».

E il PS? Punta forte sul sindaco Branda, ma ci sono anche Bang e Malacrida…
«Sarà interessante verificare se, senza l’euforia trascinatrice liberal socialista di eliminare l’allora sindaco de’IL NOCE, rimarrà la stessa carica per il sufficiente consenso. D’altro canto, in questa legislatura, l’egemonia PS Sinistra Unita non ha propriamente rimediato una gran bella figura. Certamente al di sotto delle suscitate aspettative… Anche sul progetto aggregativo si è sentito poco. Al di là di grandi numeri e crescite, bisognerebbe finalmente rassicurare le cittadine e i cittadini sul dopo 2 aprile…».


Ecco Fallon Ciapini. «Farò da altoparlante per chi non può farsi sentire. E voglia una città molto più viva»

La candidata del Noce si presenta. «Il mio è un movimento che dà voce ai cittadini come me. Farò qualche errore, ma non importa, sbagliando si impara, e sono sicura che non sarò sola»

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BELLINZONA – Fallon Ciapini è il nome nuovo della politica bellinzonese. Di professione animatrice (basti pensare al Bagno Pubblico di Bellinzona, e alla polemica per la voce ritenuta troppo alta), è la candidata del Noce nella lista congiunta con Lega e UDC.

Su Facebook ha voluto farsi conoscere, scrivendo un lungo post in cui motiva la sua scelta di scendere in campo e i suoi propositi.

Ecco il testo:

«Buongiorno amici, vorrei spiegare a tutti voi il perché di questa mia nuova avventura.
Premessa: credo che la politica debba essere interesse dai grandi potenti al piccolo pescivendolo del mercato.
Sono stata contattata chiedendomi se fossi stata disposta a prendere parte a questo progetto politico. Analizzando i fatti, il Noce è un movimento che dà voce al singolo cittadino, proprio come me.

Politicamente non sono mai stata attiva però mi hanno sempre affascinato ed interessato agli argomenti pubblici. La mia città mi sta a cuore in un modo veramente particolare. La mia quasi ex città oramai, perché adesso si sta allargando: la nuova Bellinzona!

Ho amici tra le mura e nella cintura, che ogni tanto hanno qualcosa da dire ma non ce la fanno perché non hanno nessuno che li ascolta e non hanno la possibilità di far sentire la propria voce.

A tal motivo ho deciso di accettare perché vorrei poter essere un altoparlante delle loro problematiche, delle loro preoccupazioni e dei loro desideri. Ovviamente non solo per coloro che sono della mia generazione, ma quelle persone che hanno magari 10-15 anni in meno e quelle che ne hanno 40-60 in più.

Mi piacerebbe (e credo di poter parlare per molti altri cittadini) una Nuova Bellinzona più libera, e non dico solo più viva, ma molto più viva e sottolineo più!

Quindi a tutte quelle persone che pensano come me dico: ci metto la faccia, anima e corpo, sicuramente farò anche parecchie figure (politicamente parlando), essendo per me la mia prima esperienza. Ma non importa, sbagliando s’impara, si cresce e si evolve e sono sicura che non sarò sola perché avrò il sostegno e l’aiuto di tutti voi se vorremmo farci sentire.

Finisco con una piccola citazione molto veritiera a mio parere: nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. In meglio, si spera!»

Foto tratta da Facebook


I liberali vogliono sindaco e maggioranza: in campo l’artiglieria pesante

Tre Municipali, due sindaci, un vicesindaco e un’ex sindaca: ratificata la lista dei candidati per la Nuova Bellinzona anche per i liberali, con ambizioni importanti

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BELLINZONA – Tre seggi, per rimanere il partito di punta di Bellinzona, anche se dalla città si passa alla Nuova Città. E la poltrona di sindaco. Per questo, scendono in campo ben tre Municipali bellinzonesi, due sindaci, un vicesindaco e una ex sindaca.

Il Partito Liberale Radicale ha ratificato, tramite la sua assemblea, la lista dei candidati al Municipio per le elezioni del nuovo comune.

A comandarla, ci saranno gli attuali Municipali in carica. Simone Gianini è nato nel 1976, è avvocato e presidente della Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese.

Al suo fianco nell’Esecutivo siede Christian Paglia, 46enne, che è Direttore dell’Istituto Materiali e Costruzioni della SUPSI, nonché docente e ricercatore nel medesimo istituto e membro di direzione del Dipartimento Ambiente Costruzioni e Design.

Il terzo Municipale della capitale in corsa è Felice Zanetti. Nato nel 1957, lavora dal 2004 presso l’amministrazione cantonale (attualmente, è funzionario dirigente presso l’Ufficio esazione e condoni del DFE).

Andrea Bersani, avvocato, è sindaco di Giubiasco sin dal 2004, ed è stato uno dei principali fautori dell’aggregazione.

In corsa anche un altro sindaco, quello di Preonzo, ovvero Fabio Pasinetti.

È invece vicesindaco a Sementina Graziano Crugnola, 47enne che siede anche in Gran Consiglio, è ingegnere, tra le altre attività è presidente del gruppo ATTE di Sementina, presidente del Consorzio raccolta rifiuti Sud Bellinzona.

Silvia Gada è capufficio presso l’Ufficio della formazione industriale, agraria, artigianale e artistica del DECS, ed è stata sindaca di Sant’Antonio.

Tanta esperienza, insomma, per i liberali, che di certo puntano alto.


Lega e UDC, nomi forti per il Municipio della Capitale. Ecco Del Don, Guscio, Minotti, Ottini e non solo

Nei 13 comuni aggregandi solo due leghisti siedono in Municipio (uno de quali, Deraita, è candidato), ma Lega e UDC vogliono almeno un seggio. In lista per il Noce Fallon Ciapini

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CLARO – La Lega de Ticinesi nel corso delle ultime elezioni ha conquistato numerosi seggi nei vari Comuni, ed ora, assieme a UDC e Noce, lancia la sfida per la Capitale. Nei 13 comuni che, aggregandosi, formeranno la Nuova Bellinzona, solo a Claro però il Movimento di via Monte Boglia è presente nell’Esecutivo.

Per provare a entrare in Municipio, presente una lista con nomi forti, figure con un passato nella politica ticinese e bellinzonese in particolare.

Scendono in campo, per esempio, i due presidenti distrettuali di Lega e UDC per il Bellinzonese. Si tratta, da una parte, della docente Lelia Guscio, 57 anni, che siede anche in Gran Consiglio e in Consiglio Comunale a Bellinzona. Per l’UDC, invece, c’è Orlando Del Don, già capogruppo dell’UDC in Parlamento, classe 1956, medico e psicoanalista.

Con loro, come già annunciato, l’ex liberale, che con il PLR è stato Municipale, Marco Ottini, 58 anni.

Cambio di casacca, annunciato la scorsa settimana, per Flavio Bruschi, attuale Municipale di Giubiasco per il PS. È nato nel 1955 ed è un perito organizzatore in pensione.

Siede in Gran Consiglio anche un altro candidato UDC, Mauro Minotti. Ha 54 anni, è maestro elettricista ed è già attivo anche nella politica comunale essendo consigliere comunale.

Oltre a loro, i cui nomi erano trapelati in più di un’indiscrezione nel corso delle scorse settimane (annunciati anche da noi), ecco uno dei due Municipali di Claro, Giulio Deraita, che nella vita svolge un ruolo dirigenziale alle Officine FFS di Bellinzona.

La vera sorpresa è la candidata del Noce, Fallon Ciapini, classe 1984, di professione animatrice (anche del Bagno Pubblico di Bellinzona, per cui fu al centro quest’estate di polemiche per la voce ritenuta troppo alta).


L’alleanza rossoverde punta forte su Bellinzona. Oltre a Branda, ecco una serie variegata di candidati

Con l’attuale sindaco, saranno in corsa Bang, Malacrida, Züger, Boscolo, il Verde David e il comunista Lucchini

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BELLINZONA – Ecco i candidati socialisti all’Esecutivo della Nuova Bellinzona! Sono stati annunciati questa sera all’assemblea sezionale socialista, che come noto correrà assieme a comunisti e Verdi.

Il PS ovviamente vuole confermare il ruolo del sindaco, nella persona di Mario Branda.

Assieme a lui, una serie di nomi variegata, a partire dal granconsigliere e già candidato per il Consiglio di Stato Henrik Bang.

Un altro nome forte è quello di Roberto Malacrida, medico e attuale Municipale bellinzonese, con alle spalle una candidatura per il Consiglio degli Stati.

Fra i giovani, tocca a una donna, la giovane Lisa Boscolo, già in corsa per la GISO per il Consiglio Nazionale.

Da Giubiasco arrivano invece Renato Züger e Alessandro Lucchini. Il primo siede in Municipio dal 2012 ed è docente di filosofia al Liceo di Locarno.

Il secondo è l’esponente comunista presente sulla lista. Lucchini è consigliere comunale, e a livello ticinese ricopre la carica di vice-segretario.

Infine c’è anche un rappresentante dei Verdi, il co-cordinatore Ronnie David al momento consigliere comunale.

Una vera alleanza rossoverde, con candidati di spicco.