Categoria: Bellinzonese

«Troppi favorevoli», Luca Buzzi getta la spugna

Il consigliere comunale di Bellinzona rinuncia a partecipare a due dibattiti sull’aggregazione, «invadente onnipresenza» di Branda e Bersani

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BELLINZONA – Luca Buzzi non parteciperà a due dibattiti sull’aggregazione nel Bellinzonese previsti nei prossimi giorni. A comunicarlo è lo stesso consigliere comunale, che lamenta una «martellante campagna di propaganda» a favore del progetto. I dibatti previsti – questa la ragione della rinuncia di Buzzi – prevedevano quattro favorevoli e due contrati, «dimostrando uno strano concetto di dibattito democratico».

Malgrado sia nota la difficoltà nel trovare esponenti politici contrari al progetto disposti ad esporsi pubblicamente, Buzzi avrebbe espresso il suo «sconcerto», facendo delle «proposte alternative, che però non hanno ricevuto nessuna attenzione». In particolare – rincara la dose Buzzi – «mi sembra che si sarebbe potuto rinunciare alla presenza di Andrea Bersani a Sementina e di Mario Branda ad Arbedo, che hanno già monopolizzato le due precedenti serate svoltesi in quelle stesse località. Tuttavia evidentemente senza la loro invadente onnipresenza sembra che non possa venir difesa la tesi aggregativa, come emerso anche dal dibattito televisivo».

A Buzzi non sta bene nemmeno la presenza ai due dibattiti di Tiziano Ponti, sindaco di Gambarogno – Comune sorto dall’aggregazione di diverse piccole realtà – chiamato a portare la sua esperienza, in quanto «finora prioritariamente occupato della difesa dell’aeroporto di Magadino da lui diretto, piuttosto che dei diritti dei propri cittadini e dei turisti ad una protezione dal relativo inquinamento fonico ed atmosferico».

«Mi sembra di aver in passato ampiamente dimostrato che non ho nessuna difficoltà a muovermi in minoranza e a discutere con chiunque, ma non sono disposto a fungere da paravento per la facciata democratica di questi dibattiti, allo scopo di nascondere una situazione tutt’altro che democratica e fatta unicamente per permettere una passerella di tutti i partiti, anche in vista dell’elezione federale (oltretutto sempre a spese di tutti i contribuenti)», conclude Buzzi.


Orlando Del Don, da scettico a convinto. «L’identità si rivendica più in alto del campanile»

Orlando Del Don, candidato UDC al Nazionale, spiega come mai si è convinto a votare sì alle aggregazioni. «Alptransit è la stazione che dobbiamo riservare per noi, e ragionando da piccoli comuni non possiamo farlo. Cittadini, leggete e informatevi sul progetto».

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BELLINZONA – Il voto sulle aggregazioni di Bellinzona si avvicina, e TicinoLibero ha voluto dedicare al tema il suo Paper numero 2, giunto ieri nella case della regione. Abbiamo inoltre interpellato i candidati al Nazionale della zona, per avere una loro opinione.

Orlando Del Don, candidato per l’UDC, ammette un iniziale scetticismo, poi si è convinto della bontà del progetto. «Non possiamo più ragionare da piccoli comuni, diventerebbe difficile pianificare il territorio e il suo rilancio».

Quindi ha cambiato idea ed è favorevole. Per quali motivi? «È un’occasione unica se consideriamo quello che succederà tra poco, con Alpransit e Bellinzona che diventerà il centro di movimenti che porteranno persone e occupazione, possibilità proprio per la regione di svilupparsi. Senza una visione generale del territorio, sarà difficile organizzare qualcosa di efficace e perderemo l’occasione di fare in modo che Bellinzona diventi finalmente quel polo economico, politico e sociale a cui aspira da tempo, e che sarebbe ora di sfruttare».

Alptransit è decisivo per farla propendere per il sì.  «Un progetto come questo ha senso non soltanto per organizzare l’amministrazione, ma se c’è qualcosa di unificatore. Con Alptransit diventeremo il centro del Ticino per ciò che concerne le comunicazioni e i trasporti e cambia tutto. Prepariamoci un po’, questa è la stazione che dobbiamo riservare per noi».

Quali sono i vantaggi più importanti che deriveranno dall’aggregazione? «Si toglieranno certi privilegi locali e provincialismi che sono il retaggio culturale e che sarebbe ora di cominciare a rivedere. Poi ci sarà un risparmio rispetto all’amministrazione. Il fattore più importante è però un progetto che ci veda tutti uniti per qualcosa di importante per il territorio, e arriverà a medio termine. L’identità si può rivendicare un po’più in alto del campanile riuscendo a farci sentire a livello cantonale e federale, perché questo comune l’identità ce l’ha, con tradizioni e abitudini. Andare oltre il campanile è l’occasione per farci ascoltare e rispettare un po’di più».

Ci ha detto di essere stato scettico. Cosa non la convinceva? «Inizialmente anch’io, come tutti i ticinesi, difendevo il territorio. Nasco qui, ho vissuto e lavoro qui e la paura di perdere qualche vantaggio c’era. Poi in un primo momento non vedevo della grandi possibilità rispetto ai grandi progetti, mi sembrava solo una questione di tipo organizzativo e amministrativo. Vedendo e parlando con chi ha creduto prima di me nel progetto e avvicinandomi all’idea di una visione oltre il provinciale ho visto quali sono i progetti in corso e quelli che potranno diventare effettivi nei prossimi anni se prepariamo bene il terreno. Ho potuto acquisire quelle informazioni che la gente fa fatica a cogliere al volo, il momento in cui si sceglie è di pancia. Bisogna ascoltare chi ha le proposte, sentire, guardare, leggere il progetto nei suoi dettagli e immaginare quello che arriverà fra poco».

 


Una casa a Bellinzona, un lavoro a Zurigo?

Arriva Alptransit, cosa cambierà nel Bellinzonese. Ratti: «si sarebbero dovuti anticipare gli effetti»

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BELLINZONA – Solo un’ora e 35 minuti per andare a Zurigo: questi i nuovi tempi di percorrenza in treno grazie alla galleria di base del San Gottardo. Con la messa in esercizio di questa nuova linea, il Bellinzonese conta di ritrovare quella “centralità geografica” chiave di volta per cogliere le opportunità future. La Nuova Bellinzona non vuole lasciarsi sfuggire questa occasione: «il nuovo Comune intende farsi parte attiva per la realizzazione dei progetti strategici fondamentali per lo sviluppo della regione», si legge nel rapporto conclusivo del gruppo di studio.

Sarà più facile, ad esempio, promuovere il turismo. Dalla Svizzera interna potranno giungere molte più persone per ammirare i castelli, frequentare il mercato, o per una passeggiata nel verde. Sarà anche più semplice promuovere le attività legate alla “scienza della vita”, catalizzate dalla presenza dell’istituto di biomedicina. Ma i vantaggi non sono solo per chi viene da Oltralpe, anzi, anche per i residenti sarà possibile spostarsi verso Nord con più facilità e velocità. Si può addirittura immaginare di abitare nel Bellinzonese e lavorare a Lucerna, a Zugo o a Zurigo.

Pianificare gli insediamenti

Secondo il professor Remigio Ratti, che da anni segue da vicino lo sviluppo di Alptransit, l’effetto positivo di maggior rilievo è legato alla pressione insediativa, «la Capitale diverrà più attrattiva e deve perciò pianificare nel migliore dei modi il suo sviluppo, così che vengano conservate le sue caratteristiche». Una particolare attenzione va quindi presta-ta non solo ai vari progetti sul tavolo, ma anche al territorio, che proprio grazie all’aggregazione potrebbe venir meglio gestito. L’aumento degli insediamenti potrebbe infatti anche avere un risvolto negativo, si rischia «che le aree privilegiate vengano prese da insediamenti che possono permettersi di pagare affitti alti, causando così un rigetto di abitanti verso la periferia». Un rischio da non sottovalutare, dato che – secondo Ratti – al momento «Comuni e privati si stanno muovendo in modo non coordinato».

Distanza “metropolitana”

Quando si parla di Alptransit però non si intende solo la galleria del San Gottardo, ma anche quella del Monte Ceneri, «che farà sì che ci sia una distanza “metropolitana” fra Lugano, Locarno e Bellinzona», ricorda Ratti. Da Bellinzona in soli 16 minuti si arriverà a Lugano. «Avremo tre agglomerati uniti come se fossero un’unica città, con i conseguenti aspetti positivi e negativi: ciascuno dovrà conservare le proprie specificità, con una visione e un dialogo che permetta-no di non essere solo in concorrenza. Ciascun centro attirerà gente per qualcosa di diverso».

E se negli ultimi decenni abbiamo assistito ad un concentramento delle strutture nel Luganese – si pensi al Cardio-centro, inizialmente previsto a Bellinzona, o all’Istituto ricerche economiche, trasferito da Bellinzona a Lugano, solo per fare due esempi – in futuro il trend potrebbe invertirsi. «Si assiste a un fenomeno di “troppo pieno” nel Sottoceneri, che potrà influire sulla Nuova Bellinzona», ritiene Ratti. Ma non si deve soltanto pensare ad uno spostamento di attività al di là o al di qua del Ceneri, «la Nuova Bellinzona ha possibilità e progettualità in corso, penso ad esempio alla zona compresa fra Giubiasco e Bellinzona, grazie ad un accordo con l’Accademia di Mendrisio». E conclude, «adesso si deve passare a una progettualità che sia politica».

Articolo tratto da TicinoLibero Paper 02.


C’è posta per 30’000 bucalettere: insieme siamo Belli

È stato distribuito oggi il secondo numero di TicinoLibero Paper, interamente dedicato al Bellinzonese

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BELLINZONA – Verrà distribuito questa mattina il secondo numero di TicinoLibero Paper. Dopo il primo numero di agosto dedicato al Festival del film di Locarno, questa volta si parla dell’importante progetto di aggregazione nel Bellinzonese. Dodici pagine interamente dedicate al futuro della regione, distribuite in ben quasi 30 mila bucalettere, tutte quelle dei 17 Comuni coinvolti nella votazione consultiva prevista il prossimo 18 ottobre.

Per il nostro portale un’opportunità per farci ulteriormente conoscere, per il Bellinzonese – speriamo – uno spunto per il dibattito. Nei prossimi giorni pubblicheremo anche online gli articoli principali di TicinoLibero Paper. Per chi non ha pazienza può sfogliare la rivista in formato Pdf.

Leggi TicinoLibero Paper 02

Buona lettura!


«L’aggregazione è un treno che passa: saliamo o restiamo a terra?»

Nicola Pasteris spiega i motivi che hanno spinto il PPD bellinzonese a schierarsi a favore delle aggregazioni. «Le nostre valutazioni sono state soprattutto istituzionali e territoriali. L’unità interna? Nessun partito può vantarla»

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BELLINZONA – Il PPD bellinzonese dice sì alle aggregazioni, convinti che «si tratta di un’occasione imperdibile per affrontare al meglio le sfide finanziarie e territoriali che Bellinzona, e i Comuni limitrofi, saranno chiamati ad affrontare nel prossimo futuro», come si legge in un comunicato stampa giunto in redazione.

Una decina di giorni fa, per chiarire le idee all’interno della sezione del partito, è stato organizzato un dibattito cui hanno partecipato, in qualità di relatori, anche il sindaco di Mendrisio Carlo Croci e il Responsabile dell’Ufficio per la politica dei quartieri della città di Lugano Luca Cao. Un modo per sentire dalla viva voce di chi ha vissuto le aggregazioni lati positivi e negativi.

Abbiamo contattato il presidente della sezione, Nicola Pasteris, per capire se il sì è unanime e quali sono (o sono state) le perplessità all’interno del PPD.

Quali erano i dubbi che la vostra sezione aveva in merito all’aggregazione, prima di schierarvi per il sì?
«Sono diversi, ed elencarli tutti sarebbe troppo lungo. Mi limito a citare quelli relativi alla perdita di identità delle singole realtà, che diverrebbero quartieri, e quelli sulla capacità di portare al progetto degli investimenti importanti. C’erano dipendenti comunali che temevano di perdere il posto di lavoro, come era emerso anche nelle serate aperte al pubblico. Sentendo parlare delle esperienze di Mendrisio e Lugano, abbiamo avuto importanti feedback. Certo, le situazioni sono diverse: a Lugano, per esempio, soprattutto nella seconda aggregazione, i comuni limitrofi non portavano con sé una grande “dote” e il comune più grande ha fatto da faro, mentre Bellinzona non porta capitali in dote, ma un territorio che presenta strutture che già oggi vengono usate anche dai cittadini degli altri comuni, come il bagno pubblico. Forse con Mendrisio le differenze sono più smussate e vedo maggiori analogie».

Che tipo di valutazioni avete svolto al vostro interno?
«Ovviamente, era già da un bel po’che eravamo chini sul tema, e le nostre discussioni sono state ad ampio raggio, in particolare sui temi istituzionali e del territorio, che possono dividere l’opinione. Per quanto concerne il territorio, che la consapevolezza che non si può che migliorare. Si devono usare al meglio le risorse, nel campo scolastico (non ha senso avere molte scuole tutte vicine…), dei centri civici, di quelli sportivi».

Ora il PPD è compatto sul sì o restano ancora dei dubbi fra qualche membro?
«Non posso mettere la mano sul fuoco sul fatto che i dubbi si siano assopiti, ma d’altronde nessun gruppo politico ha l’unanimità, basti pensare a PLR e PS. Quello dell’aggregazione è un tema che porta un grado di emozione importante, e i cittadini si dividono in due tronconi: chi guarda al suo territorio e lo vive in modo intenso e chi vuole guardare avanti perché è consapevole che la realtà cambia. Non ne farei una questione generazionale, vi sono persone in pensione che sono a favore e giovani che sono contrari, penso conti quanto uno è radicato al suo territorio. A mio avviso, sono due i treni che passeranno: quello di Alptransit e quello delle aggregazioni, a noi la scelta se prenderlo o rimanere a terra. Nessuna delle due soluzioni è al momento giusta o sbagliata, e non lo sapremo neppure dopo il 18 ottobre. L’unico dato che avremo sarà se hanno prevalso i sì o i no, chi avrà avuto ragione, se essa c’è, ce lo diranno i prossimi decenni».


«Lumino, rispettiamo ma non condividiamo»

La Commissione di studio prende posizione sul no deciso dal Municipio di Lumino in merito all’aggregazione. «Ci auguriamo che la popolazione possa decidere autonomamente. Pronti a discuterne ancora».

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GIUBIASCO – Dopo la presa di posizione del Municipio di Lumino, contrario all’aggregazione, la Commissione di studio ha risposto con un comunicato stampa.

Quella di Lunino «è una posizione legittima che, seppur non condivisa, la Commissione rispetta.
Da sempre il Progetto aggregativo qui in discussione è improntato alla volontarietà e all’apertura, nel senso che nessun Comune e nessuna autorità comunale è stata costretta a prendere parte o a continuare lo studio: tantomeno a condividere fino in fondo il Progetto».

Si storce un po’il naso per la tempistica. «La Commissione si rammarica del fatto che non sia stato possibile formalizzare questa posizione prima, neppure in occasione degli incontri bilaterali con il Gruppo operativo, avvenuti prima della consegna al Consiglio di Stato dello Studio sul Progetto di Aggregazione».

«La Commissione di studio auspica che, nonostante l’incertezza dimostrata dal Municipio, la popolazione di Lumino possa liberamente e con cognizione di causa decidere se aderire a un Progetto che noi riteniamo fondamentale per la popolazione di tutta la regione», auspica il comunicato, e la Commissione «esprime disponibilità a discutere ancora una volta i punti critici in occasione della serata pubblica in programma a Lumino, se fosse ritenuto utile».

«L’Aggregazione non è una lotta tra favorevoli e contrari, ma un Progetto per il futuro della popolazione del Bellinzonese, che viene sottoposto in maniera trasparente al vaglio della cittadinanza, nella convinzione che il 18 ottobre 2015 possa risultare una data davvero storica per le nostre comunità ed il nostro territorio», conclude la nota.


Aggregazione, Lumino dice no

Il Municipio si è detto contrario a «un diktat improntato solo sulla positività». Per dare ai cittadini la possibilità di decidere conoscendo tutte le informazioni necessarie, sarà organizzata una serata pubblica, senza invitare a votare “no”.

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LUMINO – Il Municipio di Lumino, dopo le scetticismo mostrato già nelle scorse settimane e in particolare durante la serata informativa organizzata dalla Commissione di studio, esce allo scoperto e dice apertamente no all’aggregazione del Bellinzonese.

«Dopo attenta valutazione e non poche riunioni dedicate al tema abbiamo concluso che gli svantaggi di un’aggregazione superino i vantaggi. Crediamo che la nostra gente apprezzerà lo sforzo di trasparenza, voluto non per polemizzare ma per evidenziare una serie di punti problematici dello Studio aggregativo che non ci soddisfano e verso i quali avevamo espresso delle riserve durante la consultazione. Riserve che, con nostra sorpresa, non sono state debitamente considerate», ha spiegato il sindaco PLR Curzio de Gottardi a La Regione.
Le perplessità vengono in particolare dalla questione degli investimenti (col moltiplicatore al 90%, le finanze locali offrono pochi margini di manovra, beneficiando del contributo di livellamento) , dalla rappresentatività dei futuri quartieri negli organismi politici, all’identità locale, dall’elevato numero di Comuni che si aggregherebbero.

Il Comune invierà a tutti i fuochi del materiale informativo lunedì prossimo e organizzerà presto una serata pubblica, in modo da fornire al cittadino «tutte le informazioni utili per votare con coscienza: quelle della Commissione di studio, quelle del governo cantonale e quelle del Municipio». Il Municipio, comunque, non inviterà a votare no, ma semplicemente illustrerà con chiarezza di essere contrario, lasciando la scelta alle urne.

«Abbiamo avuto l’impressione che finora il coinvolgimento della popolazione del Distretto sia stata improntata esclusivamente alla positività. Oserei parlare quasi di diktat», ha aggiunto de Gottardi.

La Commissione di studio è stata informata, ma per ora si preferisce non commentare, rimandando eventuali osservazioni a dopo una discussione con tutti coloro che sono coinvolti nel processo aggregativo.


40mila volte PerBacco!

Grande successo per la festa della vendemmia dello scorso week end a Bellinzona. Superati i numeri del 2014, si guarda già alla prossima edizione.

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BELLINZONA – Grande successo per la seconda edizione della Festa della Vendemmia di Bellinzona organizzata dall’associazione PerBacco!, fa sapere entusiasta l’organzzazione.

Almeno 40 mila persone hanno riempito il centro storico della Capitale nella quattro giorni all’insegna
del buon vino, della musica e del divertimento. La Festa della Vendemmia di Bellinzona, che ha avuto luogo dal 3 al 6 settembre scorsi, ha fatto segnare un ottimo riscontro di pubblico, addirittura migliore di quello già lusinghiero del 2014, quando per la prima volta la manifestazione si era svolta sotto l’egida di PerBacco!.

Il comitato organizzatore ha stilato un primo bilancio dell’evento, esprimendo grande soddisfazione per l’affluenza di pubblico e il riscontro ottenuto. Si è registrato anche l’arrivo di un buon numero di turisti, giunti a Bellinzona anche grazie ai pacchetti promossi dall’Organizzazione turistica regionale. Nella quattro giorni dedicata al vino, all’enogastronomia, alla musica e alla cultura popolare, sono accorse nel centro storico di Bellinzona attorno alle 40’000 persone, contro le circa 30’000 registrate nel 2014.

Il pubblico ha apprezzato l’offerta dei wine bar (112 etichette di 26 vinificatori presenti), l’offerta gastronomica (garantita da 4 società locali, US Pro Daro, Basket Bellinzona, Scout Motto della Croce e Società dei commercianti), il ricco programma musicale allestito in collaborazione con l’associazione Coopaso e il programma collaterale.

Ottima pure l’affluenza alla degustazione del sabato pomeriggio sul rinnovato Viale della Stazione, a cui hanno partecipato più di mille persone. La scelta di puntare sulla qualità, e non solo sulla quantità, e sulla promozione della cultura e dei prodotti del territorio si è rivelata dunque ancora una volta vincente.

Archiviata l’edizione 2015, gli organizzatori pensano già al 2016. L’obiettivo è di confermare e consolidare lo storico legame di Bellinzona e il suo territorio al settore vitivinicolo, con una presenza di PerBacco! durante tutto l’arco dell’anno. Il clou sarà evidentemente la collaudata e storica Festa della Vendemmia nelle vie del Centro
storico, che nel 2016 avrà luogo da giovedì 1 a domenica 4 settembre.


«Le preoccupazioni ci sono, ma vogliamo dare un futuro alle Officine»

«Lo sciopero del 2008 è ancora presente, però guardiamo avanti». E da Alptransit «molte opportunità, ma forse un piccolo rischio…»

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BELLINZONA – Nato dallo sciopero, ormai passato alla storia, per salvare le Officine di Bellinzona nel 2008, con l’insediamento di nuovo direttore, l’ingegner Simone Bernasconi, è ufficialmente salpato il centro di competenza. Un tassello fondamentale nella strategia dello sviluppo delle Officine.

«Lo sciopero e lo slogan “giù le mani dalle Officine” sono ancora molto presenti», ci racconta Simone Bernasconi. «Fa parte della storia, io seguii tutto ciò che successe dall’estero. Ora siamo qui, e guardiamo avanti, per aiutare l’industria ticinese».

Dopo lo sciopero, si è lavorato molto per garantire un futuro alle Officine, ora inizia la parte operativa. Quali sono le prospettive?
«Ottime, perché abbiamo dei partner forti e vogliamo lavorare tutti insieme per dare un domani a queste officine. Ciò che succederà nei prossimi mesi o anni dipenderà da come si muoveranno il mercato e i nostri partner. La base di partenza per un futuro, sia per le Officine che per il reparto ferroviario a Bellinzona e in Ticino, è compiere un cambiamento tecnologico, portare avanti l’innovazione con posti di lavori ad alto valore aggiunto, magari collegati con le nuove tecnologie. Ho trovato delle competenze a livello ferroviario molto alte, a livello tecnologico c’è spazio di manovra, come è vero che qualsiasi industria al giorno d’oggi che desidera andare avanti deve guardare al futuro con i mutamenti che porterà. Per esempio, l’industria automobilistica sta cambiando, potrà accadere anche in quella ferroviaria, soprattutto in direzione della mobilità sostenibile, intesa sia dal punto di vista ambientale, energetico che da quello delle sinergie con altri mezzi di trasporto e col miglioramento di quelli attuali».

Il lavoro, insomma, non manca.
«Ce n’è molto, lo affronteremo passo dopo passo, valutando con professionalità i progetti che ci verranno sottoposti, per portare qualcosa di nuovo. Per stupire tecnologicamente ci vogliono grandi investimenti, quello che vogliamo fare è partire con i piedi per terra utilizzando le competenze presenti e ciò che abbiamo a disposizione, cercando di svilupparci dalla basi presenti. Bisogna sottolineare, però, che il centro di competenza non sono le Officine, esse hanno il proprio direttore con cui abbiamo un’ottima collaborazione. Le Officine sono e resteranno il fulcro di questo progetto».

Fra un anno vi sarà l’apertura di Alptransit, darà maggiori sbocchi?
«Alptransit si può vedere come una grande opportunità ma anche come un piccolo rischio. Vedo dei paralleli con la galleria di base del Lötchberg aperta qualche anno fa, che ha cambiato totalmente la abitudini, anche industriali, del Vallese. È ciò che potrebbe succedere in Ticino, l’agglomerazione diventerà svizzera, i tempi di percorrenza si ridurranno drasticamente. Per noi come centro di competenza arriveranno lavoro, materiale, trasporti, logistica; si riduce tutto. Bisognerà vedere che cosa si potrà sviluppare a livello di trasporto. L’incognita che vedo invece arriverà dopo, con l’apertura del Ceneri: ci sarà un corridoio con il rischio che non ci si fermi a Bellinzona. È un pericolo minore, e si dovrà fare in modo, dopo un’attenta valutazione, che esso sia ridotto a zero, anche se dire ora come è prematuro. Positivo sarà che Sopra- e Sottoceneri saranno meglio collegati, verrà però avvicinata notevolmente anche l’industria di oltre confine, sia come trasporto che come velocità di movimento».

Si riusciranno a mantenere i posti attuali alle Officine, o addirittura a incrementarli?
«La speranza è poterli mantenere e anche di crearne dei nuovi. È difficile prevedere come si svilupperanno la tecnologie e la manutenzione in campo ferroviario: le macchine avranno meno bisogno di manutenzione, ma allo stesso tempo essa sarà più complicata. Parleremo con i nostri partner per garantire un futuro roseo, al momento comunque non posso ancora rispondere sui posti di lavoro, essendo in carica da poco. Esistono delle preoccupazioni, che andranno analizzate e risolte con tutti i partner e con l’aiuto del centro di competenza. A dipendenza dei lavori che si vorranno andare a fare servirà un adattamento delle competenze dei lavoratori, ma in merito si lavorerà in collaborazione della SUPSI. Identificheremo su cosa si potrà agire e quali saranno le necessità».

I sindacati sono parte integrante del consiglio di fondazione, e lavorerà a stretto contatto con loro. Come giudica questo fatto?
«Al momento in modo positivo, abbiamo avuto già diversi incontri in fase di consiglio di fondazione, creando un’ottima collaborazione. Non vedo nessun tipo di problema, anzi un collegamento diretto coi partner sociali è importante, per trovare delle soluzioni di comune accordo».


Tagli lineari, il Bellinzonese insorge: «colpiti i Comuni meno forti»

Lanciato il rush finale in vista della votazione che potrebbe dare luce verde alla nascita della Nuova Bellinzona

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GIUBIASCO – Le misure a carico dei Comuni per risanare le finanze cantonali sono inique. Così hanno spiegato oggi in conferenza stampa i rappresentanti dei 17 Comuni coinvolti nel progetto di aggregazione del Bellinzonese, riuniti oggi per lanciare il rush finale prima della votazione consultiva del prossimo 18 ottobre.

Davanti alla stampa il sindaco di Giubiasco, Andrea Bersani, a nome del Bellinzonese si è scagliato contro i tagli lineari che colpiranno ogni Comune nello stesso modo, senza tener in nessuna considerazione la forza finanziaria degli stessi. A titolo di esempio è stato portata la proposta di taglio lineare di 10 mila franchi di contributo che gli enti locali ricevono per ogni sezione di scuola dell’infanzia o scuola elementare. Tagli che «hanno un’incidenza sensibilmente maggiore sui Comuni finanziariamente meno forti, tra cui quelli del Bellinzonese».

Durante la conferenza stampa sono stati anche ricordati i prossimi appuntamenti in vista della votazione consultiva sull’aggregazione. In particolare:

Dibattiti promossi dal Comitato interpartitico di sostegno al Progetto di Aggregazione
mercoledì 23 settembre 2015, ore 20.15, Centro Ciossetto Sementina
giovedì 1. ottobre 2015, ore 20.15, Centro Civico Arbedo-Castione

Dibattito televisivo
RSI La2, venerdì 18 settembre 2015, ore 21.05, in diretta da Monte Carasso

Workshop “Tra un anno arriva Alptransit: il Bellinzonese è pronto?”
Martedì 22 settembre 2015, ore 11.30, Hotel Morobbia, Camorino


Si drogava, docente sospeso dal DECS

Il nome dell’uomo, consumatore abituale di eroina, è emerso nel corso di un’inchiesta nel Locarnese. Secondo quanto appreso attraverso la direzione della scuola, l’insegnante non era problematico e non vi era alcun sospetto su di lui

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BELLINZONA – La scuola è iniziata, ma non per lui. Il DECS ha infatti deciso di sospendere, in attesa della chiusura dell’inchiesta per droga in cui è rimasto coinvolto, un docente impiegato presso una scuola professionale del Bellinzonese.

La scoperta di un traffico di droga composto da 6 chili di eroina aveva portato all’arresto di due donne e un uomo, e fra i consumatori abituali era uscito il nome di un docente. Il Dipartimento educazione, cultura e sport, una volta appresa la notizia dai media, ha chiesto informazioni al Ministero pubblico, ed ha optato per allontanare temporaneamente l’insegnante.

La vicenda è delicata: da una parte, va garantito il criterio di proporzionalità, dall’altro serve rigore per tutelare il buon funzionamento di un istituzione educativa come la scuola.

«Le notizie giunteci finora in merito all’inchiesta di polizia mettono in evidenza una situazione sufficientemente seria per arrivare alla misura che abbiamo deciso», ha detto Manuele Bertoli, capo del DECS, a La Regione. «Dalle indicazioni che ho avuto da parte della direzione della scuola, non c’è mai stato nessun tipo di sospetto. Il docente non era considerato problematico nell’espletamento della sua funzione.»


Nuova Bellinzona: pochi oppositori, a corto di argomenti

I problemi da affrontare coinvolgono sempre più tutto il Bellinzonese, e non solo i singoli Comuni

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GIUBIASCO – Finalmente qualche oppositore al progetto di aggregazione nel Bellinzonese esce allo scoperto. Dopo le serate di presentazione della scorsa primavera, organizzate in tutti i Comuni, martedì sera a Giubiasco un dibattito fra favorevoli e contrari all’ambizioso progetto in votazione nei 17 Comuni coinvolti il prossimo 18 ottobre.

Fra i contrari Luca Buzzi, che ha evidenziato come aggregandosi si rischia di essere un po’ meno democratici. Un semplice esempio, ora a Giubiasco ci vogliono circa 760 firme per lanciare un referendum, nella nuova città aggregata ce ne vorranno 3’000. Un dato sensibile per Buzzi, che a Bellinzona ha lanciato una quantità importante di referendum.

«Si rischia di difendere la democrazia del nulla», gli ha fatto eco l’ex municipale giubiaschese Ivan Pau-Lessi, evidenziando come de facto attualmente i 17 Comuni si chinano solo su questioni più che altro amministrative. Un’aggregazione in realtà – ha spiegato – porterà ad un allargamento della democrazia, dato che tutto l’agglomerato potrà esprimersi su questioni ben più importanti.

Il camorinese Lauro Rotanzi, strenuo oppositore di qualsiasi aggregazione comunale, ha invece cercato di far leva sulla debolezza finanziaria della Nuova Bellinzona, cercando di smentire la possibilità di avere una maggior progettualità, come invece sostengono i favorevoli, alludendo anche alle promesse mancate dalle aggregazioni a Lugano.

Seccato il sindaco di Giubiasco, uno dei promotori del progetto, e ormai da diverso tempo chino sul dossier. «Noi i calcoli li abbiamo fatti», ha sbottato Andrea Bersani. «Sappiamo quanti dipendenti avremo, quanti investimenti potremo fare, quale sarà il nostro gettito fiscale». Gli ha fatto eco Pau-Lessi, rimarcando la diversità di questo progetto rispetto all’esperienza luganese. Lugano – ha affermato – ha promesso un moltiplicatore più basso, ha tolto le tasse sui rifiuti dove c’erano, ha aumentato i servizi e ha subito una diminuzione del gettito delle società, non potendo quindi più mantenere le sue promesse. «Questo progetto ha delle basi solide, senza promesse mirabolanti».

Da rimarcare anche l’intervento del municipale di Bellinzona Simone Gianini, presidente della Commissione regionale dei trasporti, che ha spiegato l’importante impatto che Alptransit avrà su tutta la regione, che deve quindi evitare di trovarsi impreparata.

Gli oppositori al progetto in generale hanno mancato l’obiettivo, riuscendo ad evidenziare pressoché nessuna criticità del progetto, mentre i favorevoli, sulla scorta del voluminoso lavoro che ha portato alla votazione consultiva, hanno saputo meglio argomentare le loro tesi. Unanime la convinzione secondo cui i problemi da affrontare coinvolgono sempre più tutto il Bellinzonese, e non solo i singoli Comuni.


PLR Bellinzonese, «aggregazioni fondamentali. Gianini candidatura di qualità»

Ieri sera in una conferenza stampa è stato ribadîto il sostegno al progetto aggregativo e presentata la candidatura di Simone Gianini per in Nazionale. Petraglio: «Con un unico ente decisionale le collaborazioni intercomunali sarebbero ancora più efficaci»

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BELLINZONA – Ieri sera, nel corso di una conferenza stampa, il Distretto PLR di Bellinzona ha comunicato il proprio sostegno al progetto di Aggregazione del Bellinzonese, che farebbe del nuovo Comune la decima città della Svizzera,
È stata poi presentata la candidatura di Simone Gianini al Consiglio nazionale, nell’ottica di rappresentare un agglomerato già oggi di cinquantamila abitanti su temi che sempre più non sono decisi a livello locale o cantonale, ma federale.

Con Flavio Petraglio, presidente distrettuale, abbiamo affrontato più nel dettaglio i temi trattati.

Il PLR nel Bellinzonese sostiene in modo convinto il progetto aggregativo della Nuova Bellinzona. Per quali ragioni?
«Perché, con senso di responsabilità, ritiene che per affrontare al meglio i progetti di sviluppo, ma anche la gestione corrente futura, un’unica entità sia meglio preparata e più efficace. Se, da un lato, è vero che gli attuali Comuni non vivono situazioni particolarmente negative, dall’altro è pur vero che l’autonomia decisionale dei piccoli Comuni nonché il potere finanziario, senza contributo di livellamento, sono scarsi. L’aggregazione dei Comuni nella Nuova Bellinzona permette di avere un Polo con maggiore potere contrattuale e un’autonomia finanziaria maggiore rispetto alle altre Città del Cantone nonché con il Cantone medesimo».

Il Bellinzonese ha molti progetti per il suo futuro. L’aggregazione è davvero fondamentale per ridare slancio alla regione?
«L’aggregazione è una tappa fondamentale per ridare slancio. Già oggi i progetti più importanti sono affrontati dai Comuni, insieme (si pensi al Parco del Piano di Magadino, al nuovo sistema dei trasporti, …) e pertanto le collaborazione intercomunali già esistono. Si tratta ora di avere un unico ente decisionale per essere ancora più efficaci».

Tutti i principali partiti sostengono il progetto, quindi passerà come una lettera alla posta? O c’è ancora molto da fare per convincere la cittadinanza?
«È positivo e importante che tutti i partiti sostengano il progetto. Personalmente continuo a ripetere che il progetto non è un progetto partitico bensì un progetto politico, pertanto avere il sostegno di tutti i partiti è fondamentale. Ora si tratta di lavorare intensamente nel far passare alla gente i messaggi contenuti nel rapporto di studio. Il compito di chi è impegnato istituzionalmente ed è a conoscenza del progetto è quello di farlo conoscere e di farne conoscere i contenuti, quasi con un porta a porta. Pertanto c’è ancora molto da impegnarsi».

Per le elezioni federali avete espresso il vostro sostegno a Simone Gianini. Una candidatura di “bandiera?”
«Una candidatura di qualità. Simone Gianini rappresenta un esempio di impegno e dedizione. Sta dimostrando le sue qualità in Municipio di Bellinzona e quale presidente della Commissione Regionale dei Trasporti. Il suo entusiasmo e la sua conoscenza dei dossier, abbinata ai temi che ha deciso di fare propri per la campagna elettorale (il completamento di AlpTransit e il mantenimento della linea di montagna, il necessario riguardo della Confederazione per la produzione di energia idroelettrica e la realizzazione di una facoltà di scienze biomediche comprendente gli istituti di ricerca dell’IRB e dello IOR sono i tre temi specifici, accanto agli argomenti di carattere più generale quali il mercato del lavoro, la politica migratoria e i rapporti tra Svizzera e Unione europea, ndr). gli permetteranno di far conoscere le sue qualità. Certamente sì. La lista PLR è composta da 8 membri preparati e impegnati. Simone Gianini rappresenta il candidato del Distretto e per questo va sostenuto. Da non dimenticare anche il sostegno al candidato per il Consiglio degli Stati, Fabio Abate».


Costine, chili, salsa… e poi il buio

Ottima affluenza per la festa di solidarietà al castello di mezzo a Bellinzona

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BELLINZONA – Quel che conta è la solidarietà, poco importa se si preferivano le costine, il chili, o qualsiasi altra leccornia preparata ieri sera al castello di Montebello a Bellinzona. Il pubblico ha riposto presente, soddisfatti gli organizzatori, l’Associazione di aiuto medico al Centro America (AMCA), che proprio quest’anno festeggia i suoi trent’anni di vita.

E dopo cena, fra una bancarella e una chiacchiera, spazio ovviamente anche alla musica, rigorosamente dai sapori caraibici.

Poco prima di mezzanotte il buio, la corrente elettrica è saltata. Niente musica, niente illuminazione, ma la festa è continuata lo stesso, fra cellulari che si accendevano per far luce e qualche bongo che ha riacceso il ritmo.


Giorgio Fonio scrive a Rocco Cattaneo, «iniziamo a lavorare concretamente»

Il deputato del PPD Fonio incalza Cattaneo sui contratti collettivi di lavoro. Una proposta che Cattaneo accoglierà?

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BELLINZONA – È notizia di ieri: il nuovo buffet della stazione di Bellinzona sarà gestito dalla City Carburoil, la società nelle mani di Rocco Cattaneo, presidente del PLR. Una ghiotta occasione per il deputato PPD, nonché sindacalista, Giorgio Fonio per avanzare la richiesta di un contratto collettivo. «Caro Rocco, innanzitutto ti faccio i miei complimenti per aver vinto questo concorso. La vittoria di questo appalto da parte di un imprenditore ticinese, di questi tempi, non può che far piacere», scrive il deputato. «Ora però colgo questa occasione per parlare di un tema che ci sta (a me e a te) particolarmente a cuore: i contratti collettivi a salvaguardia dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici».

Negli scorsi mesi – ricorda Fonio – il presidente del PLR era intervenuto sulla votazione sui salari minimi. «io penso che, invece di correr dietro a fantasie demagogiche, dobbiamo allargare a tutti i settori i contratti collettivi, lasciando alle parti sociali il compito di definire i salari», asseriva Cattaneo.

E allora Fonio incalza, «viste le difficoltà del settore della vendita e il degrado che attanaglia il mondo del lavoro facciamo qualcosa di concreto e di esemplare per questo Cantone: iniziamo a lavorare concretamente per un contratto collettivo di lavoro. Incontriamoci, coinvolgiamo il tuo personale e iniziamo a fare quello che auspicavi».