Categoria: Locarnese

LOCattiva si è sciolta. «Non abbiamo ottenuto il coinvolgimento dei giovani»

Da sabato, l’associazione giovanile non esiste più, ma restano dei lati positivi dell’esperienza: «abbiamo dimostrato che un cambiamento si può fare»

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LOCARNO – LOCattiva getta la spugna: non è stato possibile coinvolgere i giovani locarnesi.

Ad annunciare lo scioglimento dell’associazione giovanile locarnese, avvenuto sabato, è Damiano Selcioni attraverso Facebook. «Triste se si pensa al potenziale e ai successi ottenuti. Basti pensare agli eventi organizzati in Piazza Grande e Rotonda, un’utopia due anni fa. Oppure alla revoca della Legge dei 12 concerti, o ancora alla petizione con 3000 firme».

Qualcosa di positivo rimane: «Si può sicuramente dire che abbiamo dimostrato che un cambiamento si può fare».

Il rammarico, comunque, è grande. «L’associazione però non è riuscita a raggiungere quello che era l’obbiettivo più caro per LocAttiva e cioè la partecipazione giovanile. Questo il motivo principale dello scioglimento di LocAttiva».

Seguono i ringraziamenti per chi, su base volontaria, a chi si è prestato a dare una mano nei vari eventi.


Revocato l’avviso di scomparsa di Camilla Piscioli

«La fattispecie è stata chiarita», si legge in una nota della Polizia Cantonale. La donna si era allontanata da casa sua a Gordola l’altro ieri

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GORDOLA – L’avviso di scomparsa relativo a Camilla Piscioli è stato revocato.

La donna si era allontanata da casa sua a Gordola l’altro ieri, non dando più notizie di sé, e la Polizia Cantonale aveva emesso un avviso di scomparsa, diramando i connotati e i dati di Camilla Piscioli, chiedendo a chiunque avesse informazioni di contattarla.

La stessa Polizia oggi lo revoca, senza chiarire esattamente che cosa sia successo. Nella nota, infatti, si legge solo come «la fattispecie è stata chiarita», e viene specificato che non verranno rilasciate ulteriori informazioni.


Si cerca Camilla Piscioli

La donna è scomparsa questa mattina da Gordola e non ha più dato notizie di sé. Chiunque sappia qualcosa che possa essere utile per ritrovarla è pregato di rivolgersi alla Polizia Cantonale

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GORDOLA – Non dà più sue notizie da questa mattina, e la Polizia ha diramato un avviso di scomparsa. Si cerca una donna domiciliata a Gordola, Camilla Piscioli, che si è allontanata oggi verso le 9.00 a bordo della sua auto, una Toyota Yaris grigio targata TI 77779.

Nata il 6 gennaio del 1979, è domiciliata in Via Rongia 6 a Gordola ed è cittadina svizzera.

La sua carnagione è bianca, è di corporatura magra, alta 170 cm, con occhi azzurri chiari, viso rettangolare e capelli biondi chiari, ondulati e medio lunghi. Si esprime in lingua italiana, al momento della scomparsa indossava un parka antivento colore nero, dei jeans blu e un paio di scarpe nere (no. 39).

Chiunque abbia informazioni utili è pregato di contattare la Polizia cantonale.


Festival e Rotonda, possibile proseguire insieme. «La tendenza è puntare sulla continuità»

L’edizione dello scorso anno è andata molto bene, e Scherrer, pur sottolineando che non se ne è ancora parlato in modo ufficiale, parrebbe aprire a una seconda. E Timbal ha già diverse idee…

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LOCARNO – La Rotonda gestita per la prima volta dal Festival di Locarno è stata un successo, ed è possibile che quest’anno si replichi. Sarebbe un regalo per il 70esimo compleanno della manifestazione gradito a cineasti, organizzatori e appassionati.

Come riporta il Corriere del Ticino di oggi, le 110mila presenze dell’estate scorsa potrebbero spingere le autorità cittadine a assegnare ancora l’organizzazione della Rotonda al Festival. «Siamo estremamente contenti di come sono andate le cose durante la prima prova. Ad oggi, dunque, la tendenza è sempre più quella di puntare sulla continuità», ha detto il sindaco Alan Scherrer, pur precisando che non se ne è ancora parlato ufficialmente.

Da parte dell’organizzazione del Festival, c’è grande voglia di proseguire sulla strada tracciata, consapevoli che se la prima edizione è stata organizzata in tre mesi, ci sono ampi margini di miglioramento. E per avere il maggior tempo possibile per lavorare, il direttore operativo del Festival del film Mario Timbal auspica una decisione rapida.

Le idee, prosegue Timbal, ci sono, e sono numerose. «Visto il successo iniziale, rimarrebbe invariata la formula del coinvolgimento di numerosi partner locali. Poi si potrebbero ulteriormente sviluppare le sinergie fra cinema e musica oppure ampliare ancora le proposte legate alla realtà virtuale». L’importanza della Rotonda, come ripetuto più volte nel corso dello scorso anno, è quella di poter coinvolgere maggiormente i giovani, facendo entrare in contatto festivalieri e pubblico locale.

Una delle questioni che l’amministrazione dovrà valutare è se riaprire in ogni caso il concorso per l’assegnazione della Rotonda oppure se procedere con un mandato diretto al Festival. Questioni puramente giuridiche, che non dovrebbero ostacolare quello che pare essere, ormai, un desiderio comune, ovvero quello di dare un seguito alla prima edizione in salsa festivaliera.


Locarno by night, il sindaco rock incontra i giovani. «È propositivo»

Ali Uetebay ha incontrato Alain Scherrer e gli ha esposto alcune problematiche riguardando feste e musica. «Vuole apportare dei miglioramenti. Auguriamo buon lavoro anche al nuovo Comandante».

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LOCARNO – E dopo tante polemiche, la città di Locarno ha deciso di far sì che la notte di Capodanno sia notte libera. Quello degli orari, tornato alla cronaca dopo la lettera inviataci qualche giorno fa da un lettore che lamentava di aver deciso di non organizzare una festa il 31 dicembre perché costretto a dover spegnere la musica alle 23. Il sindaco Scherrer, dopo il coro di proteste, aveva affermato di aver messo il tema nell’ordine del giorno della seduta di Municipio della settimana seguente, e infatti si è giunti alla decisione. In parecchi, hanno citato l’animo rock del sindaco…

Oltre a ciò, Scherrer aveva anche accettato di incontrare i giovani, ovvero la categoria che principalmente si lamentava delle imposizioni e degli orari. Venerdì in Municipio è stato ricevuto il rapper ed ex candidato alle comunali per il PS Ali Uetebay, nome d’arte Spasmo, in rappresentanza del suo label indipendente Spasmellow Records, che si occupa di permettere ai giovani artisti locarnesi di pubblicare il primo album gratuitamente, promuovendo eventi.

Gli abbiamo chiesto per sapere com’è andato l’incontro con Alain Scherrer. «È stato piacevole, a quanto pare è davvero propositivo sul fatto di avere un miglioramento sia per i permessi sia nelle comunicazioni fra Municipio e Polizia e gli esercenti e i cittadini che vogliono fare musica nei vari esercizi pubblici, con una certa tolleranza per quanto concerne gli orari», commenta soddisfatto.

«Scherrer è rimasto sorpreso del fatto che durante l’anno mi sia stato detto che determinati generi musicali non siano permessi. Approfondirà la questione per avere delle motivazioni più chiare», aggiunge Uetebay in merito a un altro tema poco noto ma caro ai giovani. Il sindaco avrebbe anche spiegato di non essere a conoscenza degli ultimi no ai permessi dati senza una motivazione.

Il rapper è comunque contento e loda il suo interlocutore. «Abbiamo un sindaco propositivo verso le attività giovanile e verso un movimento socioculturale migliore. Ha un giusto equilibrio, visto il lavoro non facile con cui si confronta».

L’obiettivo ora è «trovare una modalità chiara nel comunicare agli esercenti come devono fare per chiedere i permessi e migliorare l’esposizione della motivazione per cui essi non vengono eventualmente concessi, sempre nel rispetto delle leggi, una cosa sinora non evidente nelle lettere di risposta ricevute da esercenti da parte di funzionari comunali. Ma per ora, come dire, “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, speriamo in questi cambiamenti positivi nel 2017. Naturalmente, aggiungo un augurio al nuovo Comandante, che sicuramente svolgerà il suo lavoro in modo professionale con una certa tolleranza richiesta da cittadini e esercenti».


Locarno, Scherrer disposto a una maggiore flessibilità sugli orari delle feste

Il tema è all’ordine del giorno nella seduta di Municipio di questa sera. Intanto, Ali Uetebay venerdì lo incontrerà. «È ora di esaudire i desideri di cittadini e esercenti»

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LOCARNO – La polemica scatenatasi nei giorni scorsi in merito alle feste a Locarno e agli orari non ha lasciato indifferente il sindaco Alain Scherrer, che è pronto a incontrare i giovani per discutere del tema.

In una discussione Facebook, Scherrer ha infatti comunicato di aver messo il tema degli orari, «che personalmente desidero molto più flessibili», all’ordine del giorno della seduta di Municipio di oggi. E apre a un incontro con chi vive quotidianamente la problematica.

Venerdì, come ci ha confermato il diretto interessato, a essere ricevuto dal sindaco sarà Ali Uetebay, giovane rapper che è stato candidato per le elezioni comunali nelle fila del PS, e che è coordinatore di Spasmellow Record, ovvero un label indipendente no profit del Locarnese, che si occupa di organizzare eventi, con altre associazioni no profit e con bar, per aiutare i giovani a incidere il proprio primo album musicale in modo gratuito.

Nel pomeriggio di venerdì i due parleranno della situazione dei permessi e dei generi musicali che è permesso suonare a Locarno. «Bisogna avere motivazioni plausibili per proibirli», ci dice. «Per quanto concerne gli orari e per i permessi, la volontà di cittadini e esercenti di Locarno è una richiesta di cambiamento. È ora di ascoltarli ed esaudire il loro desiderio di essere più flessibili».


«Municipio, sei ridicolo! Se sceglierete la repressione, non staremo a guardare»

LOCattiva promette se sarà il caso di «usare gli strumenti democratici a nostra disposizione. È incoerente e controproducente per una città turistica limitare le offerte ricreative»

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LOCARNO – Continua a far discutere la vicenda dei permessi per le feste a Locarno. Il tutto è partito dalla segnalazione di un nostro lettore, qualche giorno fa, che ci aveva raccontato come la Polizia lo aveva fatto desistere dall’organizzare una festa di Capodanno perché era concesso di ascoltare musica solo fino alle 23.

Su altri media, il Municipio e la Polizia si sono giustificati dicendo che i permessi richiesti sono molti, e che la situazione è per loro difficile da gestire.

L’associazione giovanile LOCattiva, già intervenuta nella vicenda tramite i commenti social di alcuni suoi membri, che abbiamo pubblicato ieri, oggi ha inviato una nota in merito alle dichiarazioni delle autorità. «Ma quale giungla? Il Municipio sconfina nel ridicolo!», scrive. «Non possiamo rimanere impassibili davanti all’incapacità palesata dal Municipio cittadino di gestire la poca vita notturna locarnese. Esecutivo che sconfina nel ridicolo attraverso le dichiarazioni rilasciate ad un noto portale online dal municipale Salvioni, il quale avrebbe affermato che “la città è una giungla, tutti vogliono fare festa”, oppure quando nega ad un cittadino di organizzare una festa tra amici e gli impone di spegnere la musica alle ore 23… la notte di Capodanno!».

«Dal canto nostro riteniamo che la situazione attuale non presenta alcun tipo di problema di ordine pubblico, anzi, le numerose richieste sono la dimostrazione di quanto fosse assurda l’ordinanza che limitava a 12 gli eventi organizzabili per ogni esercizio pubblico, limitazione che è stata giustamente stralciata nell’ottobre 2015. I benefici del nuovo assetto sono molteplici, innanzitutto per gli esercenti, che possono attrarre più clienti con eventi e offerte musicali, d’altro canto per i cittadini, giovani e non, che hanno maggiori possibilità di incontro e di scambio, fattore importante per permettere alla città di avere una buona coesione sociale. Oltre a ciò, in una città a vocazione turistica ci sembra veramente incoerente e controproducente pensare di limitare le offerte ricreative», continua LOCattiva, che ricorda come «in qualche cassetto dell’esecutivo giace ancora inerme la nostra petizione, consegnata 8 mesi fa e sottoscritta da più di 3000 cittadini (dei quali più di mille residenti a Locarno) che chiede l’implementazione di cinque misure volte a migliorare la politica giovanile e ricreativa della città».

La promessa è «di non stare a guardare se il Municipio sceglierà di nuovo la fallimentare via della repressione. Sappiamo quanto il tema stia a cuore a molti concittadini, a molti esercenti e associazioni, pertanto se ve ne sarà la necessità ci organizzeremo con gli strumenti democratici a nostra disposizione per contrastare in maniera ferma un eventuale dietrofront».


I membri di LOCattiva in rivolta su Facebook. «Ci troveremo tutti al Roxy bar… se ha i permessi»

Non ha lasciato indifferenti la lettera di un cittadino pubblicata ieri sui limiti per una festa a Capodanno. Sirica: «Si sta esagerando! Poi, che decida la politica e non il Comandante della Polizia»

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LOCARNO – La lettera inviataci ieri da un cittadino locarnese che desiderava organizzare una festa per Capodanno a base di liscio, latino americano e dance e che si è visto accordare il permesso di ascoltare musica sino alle 23, con un solo valzer a mezzanotte, non ha lasciato indifferente Facebook.

Il gruppo Facebook dell’associazione giovanile LOCattiva si è subito attivato, pubblicando il nostro articolo e chiedendo agli utenti una condivisione massiccia per inviare un messaggio al Municipio. Le condivisioni sono arrivate, non numerose come richieste dall’associazione ma in buon numero, e dai commenti traspare come si avverta una disparità di trattamento fra locali, bar e privati cittadini da un lato e eventi (in particolare viene citato Locarno On Ice, «davvero in pista fanno musica solo fino alle 23.00???», chiede ironicamente un’utente) dall’altro.

A chiedere, soprattutto ai giovani di farsi sentire, uno di loro, il rapper Ali Utebay, detto Spasmo, il cui nome era balzato alle cronache per essersi candidato per il Consiglio Comunale nelle fila del PS: era stata infatti ripescata una sua canzone, vecchia di alcuni anni, in cui si rivolgeva in modo poco gentile alla polizia.

Non ha perso occasione per postare un commento ironico un altro giovane della politica, il vicepresidente socialista Fabrizio Sirica, anch’egli attivo in LOCattiva. «”.. poi ci troveremo come le star, a bere del whisky al Roxi bar..” Aspetta un attimo Alain (il sindaco Scherrer, ndr), siamo sicuri che ‘sto Roxy bar abbia la licenzia edilizia in regola? Ah, e alle 23 musica spenta eh, al limite come sottofondo un Walzer viennese.. Quando tra il cantare e io fare ci sta di mezzo il mare Municipio spericolato! Si sta veramente esagerando. Se neppure a Capodanno si può organizzare una festa siamo proprio messi male! Pretendo che il Municipio detti una linea chiara: Locarno è una città in cui si può anche vivere, non solo dormire. Locarno non è solo grossi eventi, pertanto anche i cittadini, le associazioni e gli esercenti hanno il diritto di organizzare momenti ricreativi. E infine, a Locarno decide la politica, ossia i rappresentanti dei cittadini, e non il comandante della Polizia!».

«Da quando hanno tolto la legge dei 12 concerti Locarno ha fatto un passo in più verso l’aggregazione popolare. Oggi, viene comunicato che si vuole fare un passo indietro e reintrodurla, perché ci sono troppe richieste di concerti. Beh, se ci sono troppe richieste è perché esiste chiaramente una necessità e bisogna impegnarsi per soddisfarla. Io dico NO, non si deve cambiare, anzi…», ha tuonato un altro membro di LOCattiva, Damiano Selcioni, riferendosi alla difesa di Scherrer e del Comandante di Polizia Stern che avevano detto come le richieste di permessi per feste e eventi siano ormai troppe.

Non resta che attendere, se non vi saranno altre prese di posizione, di vedere cosa accadrà la notte del 31 a Locarno…


L’ira di un cittadino, «dobbiamo solo lavorare, senza il diritto di divertirci?»

Un locarnese voleva organizzare una festa di latino americano, liscio e dance per Capodanno, ma la Polizia gli ha imposto una serie di divieti. E lancia un’invettiva, «mi vergogno, è come essere in guerra»

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LOCARNO – «Volevo organizzare una festa a Locarno, qualcosa di tranquillo, ma…” È un lettore a scriverci, per raccontarci la vicenda della festicciola a base di ballo liscio, latino e dance che desiderava proporre a Capodanno, senza neppure la buvette alcolica.

Il Comune, però, gli ha risposto che «la riproduzione musicale è autorizzata fino alle ore 23.00, a partire da questo orario la musica dovrà essere udibile quale sottofondo. È accolta l’istanza per un unica riproduzione sonora alle ore 24.00 con la proposta del valzer viennese, per il passaggio al nuovo anno».

Il lettore si è indignato, specificando che il genere di persone che avrebbero partecipato non avrebbero disturbato la quiete pubblica, non si sarebbero ubriacati, non avrebbero urlato fuori dai locali, e inoltre avevano pure ampi spazi per parcheggiare. «Non lo sanno, i legislatori, che a Capodanno la gente va ai cenoni e arriva alle feste dopo le 23 o dopo mezzanotte?», si è chiesto. In conclusione, ha deciso di desistere, cogliendo «l’occasione per vergognarmi di essere un cittadino Svizzero soggetto a sottostare alle leggi del coprifuoco, pur non essendoci una guerra in atto o un vero pericolo per la protezione della popolazione».

Il suo testo è una vera invettiva contro «le autorità di polizia, municipali e forse anche cantonali e federali che impongono un surreale ordine preciso a tutti i civili e a tutti coloro che non hanno un determinato (restrittivo e improponibile) permesso rilasciato dalle autorità, che consistente nell’obbligo, dopo le ore 23.00, di restare praticamente in silenzio, con la musica di sottofondo e alle ore 01.00 ogni festa privata in casa o pubblica al chiuso o all’aperto deve essere è terminata. Stiamo vivendo come durante la guerra, dopo le 23.00 in silenzio, nessun rumore, chiudere le finestre e spegnere le luci!!! Oppure, in caso di trasgressione vengono applicate delle sanzioni secondo le norme militari o civili», ironizza.

«Credo che sia sbagliato che Locarno sia diventata è un luogo dove vige ovunque il divieto di vivere e di “respirare” neppure per una festa importante come Capodanno. Se questo fosse veramente un paese di diritto, le autorità avrebbero il dovere di concedere ai suoi cittadini il permesso di vivere bene, e di esprimere la propria libertà anche attraverso una festa tra amici e soprattutto in serate definite dalla legge “notte libera”.
Credo che se esistessero veramente un intelligenza legislativa e delle autorità, si dovrebbero concedere i permessi di organizzare eventi mondani a chiunque. I cittadini hanno il dovere di rispettare le leggi e pagare le tasse? Ma oltre a lavorare, i cittadini non hanno anche il diritto e il bisogno di muoversi, incontrarsi, danzare e respirare? I cittadini non hanno il diritto di uscire casa e divertirsi in modo conviviale e allegro?», si domanda.


79enne muore nell’incendio del suo appartamento

Ennesimo rogo scoppiato in Ticino, questa volta purtroppo vi è una vittima. L’anziano uomo è deceduto fra le fiamme del suo appartamento a Solduno

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SOLDUNO – È un periodo nero per quanto concerne gli incendi in Ticino. Dopo quelli alla Caritas di Giubiasco e del deposito di pneumatici a Mendrisio, che per fortuna non avevano causato feriti, a Solduno una persona è morta nel rogo del suo appartamento.

Erano circa le 15 quando in via San Martino 2 al 4° piano di uno stabile è scoppiato un incendio, che ha distrutto l’appartamento. I pompieri di Locarno intervenuti per domare le fiamme hanno trovato all’interno il cadavere di una persona.

Si tratta di un 79enne cittadino svizzero domiciliato nel Locarnese.

Sono in corso gli accertamenti per stabilire l’esatta dinamica dei fatti.


Tragedia a Locarno, un 84enne deceduto in un incendio

Le fiamme sono divampate dall’appartamento a Locarno dell’uomo. Gli inquilini della palazzina sono stati evacuati, per lui non c’è stato niente da fare

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LOCARNO – Tragedia in serata a Locarno, dove un anziano è deceduto nell’incendio del suo appartamento.

Alle 19.30 è scattato l’allarme per delle fiamme proveniente da un appartamento al secondo piano di una palazzina di via Varenne, come comunica la Polizia Cantonale. Sul posto, oltre a pattuglie della Polizia cantonale e della Polizia città di Locarno sono intervenuti i pompieri di Locarno che hanno provveduto a domare l’incendio, ed anche i soccorritori del SALVA.

Le persone che si trovavano nella palazzina sono state evacuate, ma all’appello mancava un 84enne, che purtroppo è stato rinvenuto senza vita nell’appartamento da dove è scaturito l’incendio.

I suoi vicini saranno ospitati presso i locali della protezione civile che ha collaborato per l’evacuazione delle persone presso il loro centro di piazza Castello.

L’inchiesta di polizia dovrà determinare l’esatta dinamica dell’accaduto.


Tre deputati attaccano i due dentisti di Locarno. “Usura e lavoro in nero, sono stati denunciati?»

Fonio, Rueckert e Schnellmann interrogano il Governo sul caso dell’offerta di 1’000 franchi in nero a una neodiplomata aiuto dentista. «Non ritenete di dover condannare pubblicamente questi indegni abusi?»

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LOCARNO – 1’000 franchi in nero, oppure un’assunzione gratuita per acquisire le competenze che ancora, a detta di chi le avrebbe fatto la proposta, non aveva: l’offerta di lavoro a una neodiplomata aiuto dentista da parte di uno studio del Locarnese aveva fatto discutere. Ma che cosa è successo dopo il rifiuto della ragazza? Ci saranno conseguenze per i dentisti?

Lo chiedono in un’interrogazione al Consiglio di Stato i deputati Giorgio Fonio (PPD), Amanda Rueckert (Lega) e Fabio Schnellmann (PLR).

«“Aiuto dentista diplomata a 1’000.- franchi al mese, in nero. È l’offerta massima di uno studio dentistico del Locarnese a una ragazza fresca di diploma, che avrebbe potuto sfociare in un posto fisso. Avrebbe. Perché ovviamente la ragazza si è rifiutata e il malsano tentativo di indebito sfruttamento è finito nell’album delle cattive esperienze”. Questo paragrafo non è stato preso da un libro di storia che parlava degli schiavi ma è ciò che è successo ad una giovane ticinese del locarnese alla ricerca di un posto di lavoro riportato dal quotidiano La Regione Ticino», esordiscono i tre. “Un caso confermato anche dall’Ordine dei Medici Dentisti, che rappresenta l’intera categoria professionale degli odontoiatri, che in un comunicato ha condannato quanto accaduto. In un comunicato l’Ordine scrive che “lo studio interessato è sotto osservazione da tempo per iniziative pubblicitarie aggressive al limite (se non oltre) della legalità. I fatti riportati oggi da La Regione erano stati portati alla nostra attenzione e quella delle autorità sanitarie, competenti per adottare le misure del caso”».

«Inutile dire quanto un caso come questo rappresenti il degrado nel mondo del lavoro in un settore dove le prestazioni non sono di certo erogate a buon mercato ai pazienti. Non da ultimo, simili situazioni, minano la qualità del sevizio, andando a creare concorrenza sleale nei confronti dei dentisti seri e onesti che operano sul nostro territorio cantonale», proseguono i tre granconsiglieri, che chiedono poi al Governo:

«1. Il Consiglio di Stato ritiene che il settore dei medici dentisti debba essere oggetto di controlli da parte della Commissione tripartita per verificare i salari in uso nel settore?

2. Risulta al Consiglio di Stato che il Ministero pubblico abbia aperto un dossier per i titoli di reato ipotizzabili in un caso simile: usura e lavoro nero?

3. In caso contrario il Consiglio di Stato ritiene opportuno per il tramite della Sezionale del lavoro, effettuare una segnalazione alla Magistratura?

4. Lo studio oggetto di questa scandalosa storia, che è noto alle autorità anche se il suo nome non è stato fatto pubblicamente, in ogni caso appartenente a due medici dentisti provenienti da Torino e trasferitisi di recente nel locarnese, è stato sottoposto alle necessarie verifiche da parte dell’autorità sanitarie cantonali?

5. Ritiene il Consiglio di Stato di dover pubblicamente condannare questi casi tanto gravi quanto indegni di abusi nel mercato del lavoro?»


«Sei scarsa», le offrono 1’000 franchi in nero

Una neodiplomata aiuto dentista ha svolto una prova di tre giorni in uno studio nel Locarnese. È stata criticata, e le sono state proposte due possibilità: o lavoro in nero o assunzione non pagata per migliorare

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LOCARNO – 1’000 franchi in nero, una pausa di mezz’ora senza poter uscire, perché non hai abbastanza pratica.

Emerge oggi, tramite la Regione, una nuova storia di stipendi da fame offerti in Ticino. Il caso è quello di una ragazza, neodiplomata come aiuto dentista, che è stata inviata dall’Ufficio regionale di collegamento presso uno studio dentistico del Locarnese.

I tre giorni di stage non sono stati retribuiti. Durante essi, uno dei due dentisti ha criticato la ragazza, sminuendo la sua formazione e sottolineandole come quella italiana vale molto di più. La giovane è stata dunque ritenuta scarsa, nonostante, precisi lei, abbia avuto il 4,9 di media a scuola.

E di conseguenza le è stata formulata la proposta: 1’000 franchi mensili, in nero, oppure l’assunzione non pagata a Locarno o in Italia, in un altro studio della medesima ditta, per acquisire la pratica che manca.

Le proposte orarie ventilate durante la prova erano tre: dalle 9 alle 16, dalle 9 alle 18 o dalle 9 alle 19, con mezz’ora massimo di pausa pranzo, durante la quale la ragazza non sarebbe potuta uscire. Ma le è stato detto chiaramente, per essere assunta, di tenersi pronta a lavorare per 12 ore.

La neodiplomata non ha accettato l’offerta e se ne è andata sbattendo la porta. L’URC è informata del caso (ad esso si è rivolto anche lo studio dentistico che l’ha occupata durante la formazione), che i genitori della giovane hanno portato a conoscenza del quotidiano.


«Ha messo in conto la sua scomparsa come se fosse stato una capra che non rientrava alla stalla»

Un membro del Gruppo integrazione di Locarno, racconta la storia di Nikola Hadziev, il bracciante cui apparteneva la gamba ritrovata a Vergeletto. Quel padrone che lo pagava in nero e non lo ha cercato…

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VERGELETTO – Una gamba trovata per caso, poi un gomito. È tutto quello che è rimasto di Nikola Hadziev, morto a Vergeletto dopo essere, presumibilmente, caduto in una scarpata.

C’è voluto parecchio tempo per risolvere il mistero dei resti umani. La moglie dell’uomo, residente in Macedonia, ha finalmente dato l’allarme, non avendo più notizie dell’uomo, e tramite un campione di DNA prelevato da un indumento si è potuto accertare che si tratta davvero di Hadziev.

Quello che colpisce della vicenda è che nessuno abbia denunciato la scomparsa dell’uomo, neppure l’alpigiano per cui lavorava, in nero. Gianluigi Galli, membro del Gruppo integrazione di Locarno, oggi sul Corriere del Ticino, ha attaccato l’uomo. «Chi lo ha assunto per pochi soldi, senza darsi la pena di regolarizzarlo, ha messo in conto la sua scomparsa come si fosse trattato di una capra che la sera non rientra nella stalla. Nessun allarme, nessuna segnalazione, nessuna ricerca. Il ritrovamento casuale di una gamba ha mobilitato le autorità ma non ha svegliato le coscienze», ha scritto con amarezza, divagando poi sino a toccare l’iniziativa “Prima i nostri”.

Mentre sul giornale la comunità macedone lo ricorda con un necrologio, Galli ha ricordato la sua storia. Nikola Hadziev aveva 57 anni e proveniva dalla regione di Sturmica, in Macedonia. Aveva studiato all’università, scegliendo la matematica ma la situazione difficile del suo paese lo ha spinto a lasciarlo e a cercare lavoro in Svizzera, trovando quello umile e retribuito in nero presso l’Alpe Arena. L’ultima sera in cui è stato visto era a cena in un locale di Vergeletto, poi si è incamminato verso l’alpeggio ed ha trovato la morte probabilmente cadendo in una scarpata È stata quasi subito esclusa la strada dell’omicidio.

«Uno scrittore famoso, che ha soggiornato in quella stessa valle parecchi anni fa, parlando dell’immigrazione aveva scritto: “Noi svizzeri abbiamo chiesto braccia, sono arrivati uomini”. Non aveva previsto che di questi uomini saremmo potuti arrivare a restituire, senza interrogarci, senza misurarci con la nostra umanità, solo una gamba», ha concluso Galli.


Non ce l’ha fatta il 78enne caduto da sette metri

L’uomo lottava fra la vita e la morte dopo essere caduto da un’altezza di sette metri a Minusio due giorni fa

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MINUSIO – Ha lottato per due giorni fra la vita e la morte, poi si è arreso. La Polizia cantonale comunica il decesso del 78enne che due giorni fa era caduto da un’altezza di sette metri in via Simen a Minusio.

L’uomo, un cittadino svizzero, aveva perso l’equilibrio finendo in un posteggio che si trovava sette metri più in basso. Subito soccorso dal Salva, le sue condizioni erano apparse immediatamente gravi.