Categoria: Luganese

Galeazzi e Beretta Piccoli interpellano il Municipio. “A proposito dell’aeroporto di Agno…”

I due consiglieri comunali colgono l’occasione dell’incidente sfiorato reso noto ieri per porre domande sul rapporto fra Municipio e aeroporto, sull’atteso “Messaggio Municipale” e non solo

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LUGANO – Il caso dell’incidente aereo sfiorato, con un veicolo che ha rischiato di schiantarsi contro la Collina d’Oro, ha suscitato scalpore. Prima di tutto, perché è stato un giornale austriaco a render noto l’accaduto, a più di un anno di distanza. I vertici di Lugano Airport minimizzano, oggi sulla questione si è chinata la politica, con un’interpellanza di Tiziano Galeazzi (UDC) e Sara Beretta Piccoli (PPD), i quali interpellano il Municipio sui rapporti con l’aeroporto.

“Non vogliamo di certo entrare nel merito tecnico di quanto accaduto e nemmeno da quello legale o amministrativo”, precisano i due “Ci teniamo, come qualsiasi cittadino affezionato all’aeroporto di Lugano, a voler essere maggiormente informati su quanto succede attorno all’opera e se vi sono lacune ancora migliorabili sul piano della sicurezza delle infrastrutture e ovviamente del volo (strumenti di navigazione a terra) sopra il Luganese”.

In tema aeroporto, vogliono sapere anche “a che punto sia il famoso Messaggio Municipale sulla ristrutturazione e sugli investimenti previsti per il “rilancio” dell’aeroporto luganese. Sappiamo che ci sono stati ritardi dovuti alla nuova proposta da parte del Cantone per la pianificazione stradale Agno-Bioggio, ma oramai questo Messaggio è molto atteso e importante sia per il Legislativo, per lo sviluppo regionale/comunale e per le infrastrutture e personale dell’aeroporto stesso”.

Dunque, le domande per il Municipio sono:

A) Il Lodevole Municipio era a conoscenza di questo fatto accaduto a un aereo di linea in fase d’atterraggio nel ottobre 2015? Se sì, il Municipio viene messo al corrente regolarmente di fatti simili?

B) Quanti casi simili, in condizioni di brutto tempo e non, succedono durante un anno?

C) Reputa il Municipio di dover rivedere parte della sicurezza a terra e strumentale di avvicinamento per garantire ancor maggior sicurezza e tranquillità? Se sì, sono già indicati nel futuro Messaggio Municipale?

D) Risulta al vero che alcune compagnie aeree hanno piloti che non sono abilitati ad atterrare ad Agno? Se sì, questi potrebbero influenzare sugli annullamenti improvvisi dei voli da e per Lugano?

E) Da questo punto di vista come sono i rapporti tra città e gli uffici specifici e di controllo/sicurezza a Berna?

F) L’aeroporto viene o meno considerato importante (anche in vista del suo sviluppo e rilancio) dalle Autorità Federali?

G) Mentre da parte del Cantone? Che tipo di interesse strategico e finanziario se ne è discusso fino ad oggi? Non sarebbe ora di considerare l’aeroporto di Lugano un tassello importante a livello Cantonale e quindi anche con un maggior interesse economico?

H) A proposito del “Messaggio Municipale” inerente l’aeroporto a che punto siamo? (tempistica di consegna al Legislativo)

I) Oltre a questo Messaggio, è già disponibile un piano di rilancio (business-plan) che vada oltre gli investimenti ma che riguardi più in dettaglio la concorrenza di Alptransit, la perenne concorrenza di Milano-Malpensa e ovviamente quale tipo di compagnie aeree di linea e/o privante si vorranno coinvolgere in futuro?

J) Vi sono programmate per il futuro sinergie (collaborazioni, pacchetti e offerte) di collaborazione tra l’aeroporto di Lugano-Agno e il lancio a livello internazionale del LAC? Oppure si punta solo su Alptransit tralasciando cosi l’aeroporto e i suoi servizi?

In attesa di una vostra risposta,
cordialmente vi salutiamo.

Tiziano Galeazzi (UDC) e Sara Beretta Piccoli (PPD)


Tragedia sfiorata sulla Collina d’Oro? “No, nessuno è mai stato in pericolo. Il 99% di quel che si sta sentendo sono falsità”

Da un giornale austriaco si è scoperto come un aero, nel 2015, rischiò di schiantarsi: il pilota è stato sospeso e la copilota licenziata. Ma il direttore di Lugano Airport tranquillizza, “episodio non grave”

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LUGANO – Un incidente sfiorato, che viene alla luce solamente oggi, a un anno e qualche mese di distanza, poiché scoperto da un giornale austriaco, il Kurier. Un areo, infatti, ha rischiato di schiantarsi contro la Collina d’Oro, mente volava fra Zurigo e Lugano, con il pilota che aveva scelto una rotta definita pericolosa.

Era il 13 ottobre 2015, erano passate da poco le 18 e la meteo era pessima. Un Dash Q400 della Austrian Airlines, nella fase di atterraggio ad Agno, si è avvicinato molto alla Collina d’Oro, è scattato un allarme interno e l’impatto è stato evitato da una manovra dell’ultimo istante da parte del pilota (che ha fatto risalere il velivolo di quasi 1’000 metri di quota in circa dieci secondi), decidendo poi di puntare su Milano per l’atterraggio.

A bordo c’erano 59 persone, fra cui due piloti e due assistenti. Casualmente, fra i passeggeri vi era il pilota di un’altra compagnia aerea, che si è accorto dell’allarme, e lo ha segnalato all’autorità aviatoria. Avvicinarsi troppo a Collina d’Oro è infatti ritenuto pericolo ed è vietato, se non ai piccoli veivoli: esistono video che documentano aerei avvicinarsi pericolosamente, mettendo a rischio chi è a bordo.

È in corso un’inchiesta da parte di Austrian Airlines. A quanto pare, le autorità aviatorie austriache sarebbero state avvisate dell’accaduto solo dopo tre settimane, e il Kurier ha saputo il tutto venendo a conoscenza del rapporto intermedio stilato dal Servizio d’inchiesta svizzero sulla sicurezza (SISI).

Nessuno, insomma, ha mai voluto parlare dell’episodio, ma nel frattempo il pilota è stato sospeso e la copilota licenziata. Perché questo silenzio? Anche da parte dell’aeroporto di Lugano non si era mai venuti a conoscenza di quanto accaduto. Il direttore di Lugano Airport Alessandro Sozzi, interpellato da tio.ch, ha dichiarato con fermezza che la scurezza dei passeggeri non è mai stata messa a rischio.

“Le notizie circolate sono al 99 per cento falsità. Le accuse sono al limite della querela” ha aggiunto. A chi gli fa notare che una persona è stata licenziata ed un’altra sospesa, afferma di non poter commentare scelte aziendali, ma che “questo fascicolo è stato aperto due anni fa e non è stato gestito, come si vede, con la massima priorità. Questo a conferma del fatto che si tratta di un episodio non grave. Eravamo a conoscenza dell’episodio che, seppur di minima gravità, costituisce una rarità e questo tengo a precisarlo”.

Anche ad altri media ha parlato di episodio esasperato e di troppo sensazionalismo.


Incendio alla Migros di Besso, nessun ferito

Stando alle prime informazioni, hanno preso fuoco due automobili che si trovavano nel parcheggio sotterraneo. Una persona è stata soccorsa, senza essere ricoverata

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BESSO – Un incendio ha interessato il posteggio sotterraneo della Migros in via Besso a Massagno.

Tanto spavento per chi era presente, ma dalle prime informazioni non vi sarebbero feriti, solo una persona ha avuto bisogno delle cure dei soccorritori della Croce Verde di Lugano.

Sempre secondo le prime voci circolate, a prendere fuoco sarebbero state due auto all’interno del parcheggio. Da esse si è generato un fumo denso ed acre. Sul posto sono intervenuti in forze i pompieri di Lugano, che hanno provveduto ad arieggiare il parcheggio, oltre ad agenti di Polizia e soccorritori.

Per precauzione, è stato evacuato anche il piano superiore dello stabile e l’area circostante è stata chiusa per agevolare le operazioni di soccorso.


Spari a Viganello, nessun ferito

Il fatto è avvenuto ieri verso le 18.00. Sono stati esplosi dai 6 agli 8 colpi di un’arma da fuoco

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VIGANELLO – Degli spari contro alcune vetrine hanno spaventato Viganello, fortunatamente non si registrano feriti.

Come comunica la Polizia cantonale, ieri poco dopo le 18.00 a Viganello in via Pedemonte, sono stati esplosi 6-8 colpi con un’arma da fuoco.

I proiettili, di piccolo calibro, hanno danneggiato due vetrine e la facciata dello stabile di un negozio di moto. Nessuna persona è rimasta ferita.

L’inchiesta di polizia subito avviata dovrà chiarire la dinamica e le modalità degli spari.

Sul posto per i posti di blocco sono intervenute oltre alle pattuglie della Polizia cantonale, quelle della Polizia della citta di Lugano e delle Guardie di confine nonché i pompieri di Lugano.

Sulla faccenda, per motivi d’ inchiesta al momento non verranno rilasciate ulteriori dichiarazioni


Tutti insieme per il LAC, ma nessuno è contento. Il PPD dice sì obtorto collo, il PS contrario alla “cadregopoli”

Entreranno nel Direttivo Koch, Carruba, Grassi, Pesenti, Masoni e Cassina. Il PS: «non accettiamo che chi è stato bocciato a maggioranza possa entrare». Il PPD: «delusi da socialisti e Verdi»

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LUGANO – Tutti insieme appassionatamente. Il Consiglio Direttivo del LAC si allarga, e trova un posto per ogni candidato, cercando di mettere d’accordo i partiti e chi voleva qualcuno di autonomo dalla politica. Dunque, nominati d’ufficio saranno Roberto Badaracco, Michele Foletti e Lorenzo Sganzini, candidati proposti dal Municipio, che il Consiglio Comunale dovrà approvare, saranno Hans Koch e Salvatore Carrubba, die due super partes. Poi, grazie alla possibilità di cooptare altri membri, entreranno Patrizia Pesenti, Giovanna Masoni Brenni, Roberto Grassi e Diego Edoardo Cassina, i primi tre proposti rispettivamente da Lega, PLR e PPD, il quarto dall’UDC (il famoso Mister X).

Un compromesso che non piace a tutti, anzi. Il PPD, che pur vede entrare nel direttivo il suo candidato, Grassi, spiega che «la soluzione di compromesso faticosamente delineata non ha certamente trovato un’accoglienza entusiasta in seno al nostro Gruppo». Ritenendola pragmatica, ha deciso comunque, obtorto collo, di aderire piano concordato. «Noi ora vogliamo che a Lugano si torni a parlare dei veri problemi della città e a cercare di risolverli. E per poterlo fare è indispensabile mettersi alle spalle i risentimenti e ricucire i rapporti. Alcune tematiche importanti sono già all’ordine del giorno del Consiglio comunale di lunedì sera», affermano i pipidini, citandone alcuni.

Per quanto riguarda il LAC, «è importante aiutarlo a diventare un polo culturale di primo piano a livello nazionale e internazionale». Non manca un attacco, «è pertanto con grande delusione che abbiamo dovuto apprendere della volontà dei Gruppi PS e Verdi di tentare per l’ennesima volta di smarcarsi, di non assumersi le proprie responsabilità e di fare riaffiorare la politica in una vicenda tanto delicata, nella quale ora si deve privilegiare il pragmatismo. La candidatura Pesenti è stata e continua purtroppo a essere lacerante al loro interno. Siamo pure dispiaciuti che, nonostante tutte le assicurazioni del caso, sia mancata una corretta comunicazione verso i media. E siamo consapevoli che qualcuno ne vorrà ancora approfittare per parlare a sproposito di intrallazzi o corsa alle poltrone, nascondendo il fatto che per Statuto i membri del Consiglio direttivo non ricevono alcun compenso: chi vi siederà, lo farà a puro titolo volontario!”.

L’augurio è che «sul Consiglio direttivo del LAC si possa voltar pagina e tornare a occuparsi di politica: quella vera».

Il PS, chiamato in causa dal PPD, è decisamente contrario. «Noi diciamo no, perché crediamo nella necessità di un agire corretto e trasparente, anche in politica. Il Gruppo PS in Consiglio Comunale a Lugano conferma la sua opposizione all’accordone raggiunto tra i principali partiti per la nomina del Consiglio Direttivo dell’Ente Autonomo LAC. Un accordone che, come noto, prevede un allargamento dell’Ente, un’aggiunta di poltrone, in modo che tutti i candidati di Municipio e partiti “possano sedersi al tavolo. Insomma, quella che dalle nostre parti si definisce come una “cadregopoli”», scrive a sua volta una nota.

La contrarietà non viene dalla nomina di Carruba, Koch e i tre membri di diritto, a cui i socialisti augurano buon lavoro, bensì da quelle di Masoni, Pesenti e Grassi: «non possiamo accettare che chi è stato formalmente bocciato a maggioranza da una votazione democratica in un consesso legislativo possa ritrovarsi ad occupare quella carica per cui è stato rifiutato, perché accettare ciò significherebbe togliere autorità e rispetto al legislativo. Non possiamo accettare che dei ricorsi cadano perché barattati con altro (infatti, per poter approvare i membri, dovranno essere ritirati i due ricorsi, uno di alcuni cittadini, l’altro del PLR)».

Quanto accaduto, proseguono, «non è senz’altro un buon esempio di politica, né civile né etica; tutti concordiamo che sia giunto il momento di passare oltre alla vicenda LAC per occuparsi di problemi ben più importanti, ma riteniamo che chiudere la faccenda contrattando e mercanteggiando non rechi nessun onore al consesso democratico di cui facciamo parte in rappresentanza di tutti i cittadini»: si sarebbe potuto trovare, ribadiscono, un altro modo.

Il PS precisa di tenere al LAC, quale importante centro culturale e ricchezza cittadina ed è proprio per questo che «non possiamo accettare che esso cominci a camminare da solo non con la dignità che gli spetta, ma con la vergogna di un accordo che mostra l’incapacità di sanare i conflitti politici e superare il protagonismo in favore di un bene collettivo più ampio».


83enne muore intossicata dal monossido di carbonio

La donna è stata colta da un malore nel locale lavanderia di uno stabile a Davesco-Soragno. Gli inquilini sono stati evacuati, la Polizia ha aperto un’indagine per capire la causa della fuga di gas

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DAVESCO-SORAGNO – Morta a causa di una fuga di monossido di carbonio nel locale lavanderia. È la tragica fine di una 83enne, deceduta oggi in uno stabile in via Cantonale a Davesco-Soragno.

Come comunica la Polizia Cantonale, attorno alle 9.30 è stata segnalata la presenza di una donna colta da malore nel locale lavanderia (pare sia stata un’inquilina a dare l’allarme). La vittima è una cittadina svizzera domiciliata nel Luganese.

È stata aperta un’inchiesta per chiarire quanto avvenuto, in particolare un possibile malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento.

Sul posto sono intervenuti agenti della Polizia cantonale, della Polizia della città di Lugano, i soccorritori della Croce Verde di Lugano e i pompieri di Lugano.

Gli inquilini sono stati evacuati dall’edificio e sono stati areati i locali.

Al momento è in corso la perlustrazione dello stabile.


Toilettes d’oro a Lugano? «Investimento iniziale alto, poi ci faranno risparmiare. Le piccole cose fanno la differenza»

Il Municipio ha chiesto al Consiglio Comunale un credito di 700mila franchi per rifare i wc in tre zone. Bertini: «messaggi del genere sono all’ordine del giorno. Sulle finanze è stata creata paura». Cosa pensano i gruppi?

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LUGANO – 700mila franchi per sistemare le toilette in tre punti di Lugano. Più precisamente, 370mila per i wc di Piazza Manzoni, 217mila per la Pensilina del Piazzale ex Scuole e 113mila per Gandria Paese. È la richiesta di credito che ha ricevuto il Consiglio comunale di Lugano, e qualcuno si chiede: ma sono toilettes d’oro, anche se sono moderne, autopulenti, e accessibili ai disabili?

Abbiamo girato la domanda relativa ai costi al capo del Dicastero delle Finanze della Città, Michele Foletti. «Sono 86mila franchi a cabina. La cifra iniziale di investimento è alto, ma si tratta di servizi in acciaio, che permettono una facile pulizia, sono quasi indistruttibili e fanno dunque risparmiare a livello di manutenzione», ci ha spiegato. E sui cittadini che si lamentano sul costo, aggiunge che «i wc moderni, che si trovano in tutte le città, permettono di non averli fuori uso ogni venerdì e sabato sera quando ci sono in giro persone a fare danni e fanno risparmiare come manutenzione».
Le finanze di Lugano permettono questo investimento? «La Commissione della gestione ci ha sempre detto che Lugano deve poter fare investimenti attorno ai 60 milioni annui, poi dipende dalle scelte del Municipio dove investire. Le finanze non mettono veti se gli investimenti sono conformi ai piani. Tra l’altro, per Piazza Manzoni parliamo di wc vicino a dove arrivano tutti i bus turistici, per cui è un servizio anche per loro. Sono stati vandalizzati più volte, e spesso non sono agibili, oltre che onerosi dal punto di vista della manutenzione. Per quanto riguarda i disabili, a Lugano non vi sono molti servizi accessibili a loro».

Foletti ci invita a contattare Michele Bertini, il cui Dicastero è responsabile del dossier. «La cifra non è campata in aria, ma costruita sulla base di diverse offerte». Ai cittadini è sempre stato detto di una Città in difficoltà economica… «Si parla di 700mila franchi di fronte alla possibilità di investire 60 milioni. Ci si fa ingannare dal clima di paura e di terrore generale creato attorno alla situazione finanziaria di Lugano, per fini politici. Essa era seria, ma non possiamo permettere di fermare gli investimenti. Bisogna investire anche nelle cose di tutti i giorni, se vogliamo essere una città accogliente e a misure di cittadino. I wc di Piazza Manzoni erano spesso vandalizzati e non adatti ai disabili, il Municipio e il sottoscritto in particolare non se la sentivano di mantenere una struttura fatiscente».
«È una piccola cosa, comunque, non la legherei alla situazione finanziaria», minimizza. «Di questi messaggi ne escono a decine, crediti inferiori al milione vanno direttamente in Commissione edilizia, non passano neppure dalla gestione. Non vuol dire che si devono buttar via i soldi dei cittadini, ma era un progetto atteso. La differenza si vede nelle piccole cose, nel curare il dettaglio, il decoro e la pulizia».

Per quanto concerne i capogruppi, il democentrista Tiziano Galeazzi ha sottolineato come tre casette in Grigioni sarebbero quasi più economiche (al suo gruppo il credito non piace molto), mentre i Verdi parrebbero tendenzialmente favorevoli al credito e i socialisti preferiscono attendere di conoscere il messaggio nel dettaglio e di parlarne internamente prima di esprimersi. Giovanna Viscardi, del PLR, seppur a titolo personale, ritiene che «sia necessario che vengano riaperti e soprattutto ammodernati. I nuovi servizi saranno accessibili alle persone disabili e questo è un grande passo avanti. In passato avevo inoltrato al Municipio proprio un’interrogazione con la quale chiedevo come mai in centro città non vi fossero toilettes accessibili (nei bar sono al primo piano e quelli pubblici presenti erano una rampa di scale sotto terra): quindi ben vengano. Per il resto anche i wc pubblici contribuiscono a disegnare la cartolina da vendere all’estero per incentivare il turismo, poiché una città che deve chiuderli si presenta maluccio», nonostante una nota critica: «quando si sono chiusi era per risparmiare, e oggi li si vuole riaprire, in parte spendendo quanto di fatto risparmiato in questo periodo di chiusura».


Scompare sul tragitto Canobbio-Lugano, poi quindicenne torna a casa sano e salvo

Il giovanissimo era sparito ieri attorno alle 14.45, mentre percorreva quel tratto con il suo motorino. La Polizia aveva diramato un avviso di scomparsa, poi fortunatamente revocato

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CANOBBIO – È stato un weekend di paura e attesa per la famiglia e gli amici di Pierpaolo Christophe Charles Casati.

Il ragazzo è nato il 25 aprile 2011, ed era scomparso nel tragitto tra Canobbio (dove è domiciliato) e Lugano, più precisamente Via Soldino, che avrebbe dovuto percorrere con il suo motorino marca Piaggio Ciao di colore arancione, attorno alle 14.45 di ieri.

La Polizia nella serata di ieri ha diramato un avviso di scomparsa, rendendo noti i connotati del quindicenne (alto 173 cm, snello, capelli castano scuro, occhi castano chiari, neo all’altezza del pomo d’Adamo, porta occhiali con montatura marrone scura, veste jeans blu, scarponcino basso marrone scuro tipo Timberland, giaccone blu marine imbottito tessuto sintetico, probabilmente di marca Wanger, porta al polso orologio Tissot di colore grigio, portava con se un violino con custodia nera marca Dieudonnè 1946, casco Jet, non integrale, grigio con macchie tipo mimetico militare).

Per fortuna, attorno alle 10 di questa mattina, l’avviso di scomparsa è stato revocato. Pierpaolo Christophe Charles Casati ha fatto rientro sano e salvo al domicilio, si legge in una nota. Una vicenda che è finita bene!


Il ciclone Vismara. «Che Caggiano si occupi di costruzioni! Stimo i due leghisti che si sono ritirati»

Il sindaco risponde alla nostra intervista al Municipale leghista. «Non mi esprimo su Ibraimi, ma se fosse realmente come sembra dai post, non lo vorrei in Consiglio Comunale. La vecchia Lega…»

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PARADISO – Antonio Caggiano lo ha accusato di aver creato un clima da Ottocento. Ettore Vismara, vulcanico (per sua stessa ammissione…) sindaco di Paradiso, replica senza peli sulla lingua.

Cosa pensa del caso Ibraimi, il ragazzo ritiratosi perché GAS.social ha reso noti i suoi post a sfondo nazista?
«Su di lui non voglio esprimere giudizi perché non lo conosco. Non so che verifiche faccia la Lega, ho sentito il signor Caggiano dire che hanno fatto tutte le verifiche del caso… Certo che per quel che si sente non sono cose che fanno immaginare che possa essere un candidato».

Ha fatto bene a ritirarsi?
«Sì, credo che a un certo punto davanti a tutto il clamore che vi è stato che sia stata una buona scelta».

Lei, a quanto si capisce, rimprovera la Lega di averlo messo in lista più che lui, giusto?
«Il ragazzo non lo conosco, appunto. Non ho neppure guardato che cosa ha scritto eccetera. A Paradiso conosco chi è in lista nel mio partito, per quanto concerne gli altri, Lega compresa, ognuno faccia le sue scelte. Se mi chiede se condivido le idee della persona, ovviamente no. Ritengo che questi sono candidati del Comune di cui sono sindaco, ci mancherebbe di avere nel Legislativo persone del genere, se è vero quanto risulta… Non vorrei personaggi del genere, ben venga che si sia ritirato».

E del ritiro di due candidati dalla lista per il Legislativo cosa pensa?
«Di questa Lega ho veramente poca considerazione. Credo che le persone che si sono ritirate hanno mostrato di avere delle qualità. Il signor Antonio Caggiano ha detto che il loro è un gruppo coeso e con qualità, per me le hanno coloro che si sono ritirati perché si sono resi conto di quanto accade. Dal mio osservatorio vedo e sento molte cose sulla Lega di Paradiso, e loro, immagino, hanno avuto la mia stessa sensazione. Che cosa? Non voglio fare una diatriba, aspettiamo il 2 aprile. La popolazione di Paradiso deciderà se io vado bene o se deve diventare sindaco il signor Caggiano».

Sembra una lotta ad personam fra Vismara e Caggiano, sbaglio?

«Immagino sia lui che voglia diventare sindaco… Tutti gli altri partiti si sono ripresentati con le stesse liste, mentre la Lega pare giochi alla lotteria con una lista totalmente diversa. È l’unico partito che ha interesse a guadagnare qualcosa con le elezioni, gli altri confermeranno la loro situazione perché abbiamo lavorato bene. Se così non fosse, ne prenderemo atto».

Caggiano, in una nostra intervista, l’ha accusato di aver creato un clima Ottocentesco…
«Il Signor Caggiano non sa nemmeno cos’è successo nell’Ottocento (ride, ndr). È incredibile. Che si occupi di costruzioni e non di storia! Queste cose mi fanno arrabbiare, è da 20 anni che a Paradiso stiamo costruendo, lui, mi permetta, è qui da poco».

Lei dunque con la vecchia Lega ha lavorato bene?
«Faccia un ragionamento: guardi quante persone hanno votato a Paradiso, quanti voti ho preso io e quanti Caggiano. Alla Lega manca il cavallo di battaglia, perché il signor Magnoli, che ha lavorato bene, non è più in lista, ma c’è, guarda caso, Caggiano (oltre al nostro x capo tecnico socialista, ma è un dettaglio). Sicuramente ho ricevuto voti anche dai leghisti, con cui in passato ho lavorato bene. Le faccio anche dei nomi: la signora Schnell, il signor Poretti, il signor Tozzo, che scriveva sul Mattino, anche col signor Bergomi, una persona intelligente e capace. Per lavorare bene servono persone che cooperano e che hanno a cuore il bene del Comune».

Cosa è cambiato nella Lega ultimamente?
«Dopo le votazioni è entrato in Municipio il signor Magnoli, da quando c’è il signor Caggiano le cose sono già cambiate. Colpa sua? Beh, andiamo avanti lo stesso… Non credo che il Comune di Paradiso aspetti il signor Caggiano per andar bene, anzi con lui cominciamo ad andar male. Pensi alla situazione di oggi!».

Accoglierebbe i due che si sono ritirati dalla lista leghista nelle fila liberali?
«Questa è una domanda un po’ prematura onestamente. Non voglio dire che perché sono andati via dalla Lega che vengano dal PLR. Conosco uno dei due, il signor Milosevic, vado tutte le mattine a bere il caffè nel suo bar e lo ritengo una persona in gamba. Infatti ha dato le dimissioni, e conferma la mia impressione. Era già in lista quattro anni fa, se si fosse presentato nelle nostre fila l’avrei accolto volentieri».


Caggiano, «il caso Ibraimi strumentalizzato a fini politici. Vismara ha creato un clima ottocentesco»

Due candidati leghisti al Legislativosi sono ritirati. «Sul profilo Facebook di Ibraimi i controlli sono stati superficiali ma la stima nei suoi confronti è immutata. Vorrei il rispetto che ora non c’è»

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PARADISO – Un clima infuocato: è quello che si sta respirando a Paradiso, politicamente parlando, nel pre elezioni-bis. Il caso di Lokman Ibraimi, il candidato leghista di cui il portale GAS.social ha svelato i post antisemiti e inneggianti al narcotraffico, è stato l’inizio, poi oggi altri due candidati con Consiglio Comunale, Vladimir Miloševic e Shkëndim Islamaj, si sono ritirati. Abbiamo contattato il Municipale Antonio Caggiano per capire che cosa stia succedendo, e lui si è lasciato andare a un lungo sfogo.

Antonio Caggiano, alla lista leghista sta accadendo di tutto…
«Non lo direi in questo modo… Purtroppo, il tutto è una conseguenza dell’andazzo a Paradiso in questi anni. Scollegherei la vicenda Ibraimi dai due ritiri».

Parliamo della vicenda Ibraimi, quindi.
«È una questione particolare, a cui è stato dato un risalto maggiore di quanto meritasse. Il ragazzo a nostro avviso è completamente integrato, è nato e ha frequentato tutte le scuole a Paradiso. Ha fatto un errore, che condanniamo e da cui ci distanziamo in modo assoluto, cinque anni fa. Parlerei di errore e di ingenuità di un ragazzo che ha voluto sensibilizzare condividendo alcuni post, non è un estremista, bensì un giovane di 26 anni, col suo lavoro, sposato e con una bambina di 10 mesi che è stato massacrato come se fosse un esponente dell’ISIS».

Abbiamo provato a contattarlo senza risultato, lui non parla coi media. Come come vive la situazione?
«Sicuramente non sta bene. Non poteva immaginare che una candidatura per una carica importante come il Consiglio Comunale potesse portare a tanto astio nei suoi confronti. La sta gestendo non parlando con nessuno e ritirandosi nella vita “normale” che ha condotto sinora. Da parte nostra la stima nei suoi confronti è immutata, nella maniera più assoluta. Lui ha capito che questa situazione, tirata fuori dai socialisti dal loro portale, è stata strumentalizzata a fini politici. Qualcosa si può trovare sui profili Facebook di chiunque. Ibraimi ripete che ha postato quelle immagini per sensibilizzare su ciò che non si deve fare, questa è la sua spiegazione. Visto l’imbarazzo creato ha preferito di sua spontanea volontà abbandonare. Noi cosa avremmo fatto? Eravamo della sua stessa opinione, tenerlo in lista voleva dire continuare a parlare di tutto ciò e destabilizzarlo ancor di più».

Certo che, detto onestamente, è strana la foto di un candidato leghista con la bandiera albanese, non crede?
«Allora dovremmo andare a vedere che controlli vengono effettuati su tutti i naturalizzati, dato che si sta parlando del tema anche a livello federale. Si va a semplificare le naturalizzazioni ma dall’altra parte si fa ad andare a vedere se una persona porta nel cuore anche la sua patria natia.

Quelle naturalizzazioni semplificate a cui la Lega però si oppone…
«Questa non è una presa di posizione politica, non sto dicendo quello. Intendo dire che a monte i controlli andrebbero fatto in un altro modo. Se lui fosse stato in procinto di essere naturalizzato, chi lo giudicava sarebbe andato a vedere in quel modo il suo profilo Facebook? Paradiso è stato uno dei comuni in cui si è naturalizzato di più, chiniamoci sul tema e riflettiamo».

Voi non avevate visto quelle immagini?

«Assolutamente no. Chi si era proposto come candidato è stato sottoposto a tre colloqui con noi, e abbiamo ritenuto, per le informazioni che ci aveva dato, che Ibraimi fosse una persona pienamente integrata. Il profilo Facebook è stato guardato ma in maniera superficiale, non avrei mai pensato di andare indietro di cinque anni a leggere i post».

Invece, cosa ha portato Miloševic e Islamaj a ritirarsi?
«Il caso Ibraimi ha segnato tutti. Si sono spaventati dall’attenzione mediatica che ha ricevuto non avendo fatto nulla. Sono giovani, uno per esempio ha 22 anni, sta cercando un lavoro, si deve sposare e non voleva fare la stessa fine. Oggi hanno trovato una foto su Facebook, domani potrebbero vedere una multa per eccesso di velocità e trasformarmi in un criminale della strada, mi ha detto, e non se l’è più sentita».

Tutto quanto sta accadendo rischia di condizionare il risultato elettorale, concorda?
«La Lega a Paradiso non ha mai avuto una lista cosi forte, con sette candidati al Municipio di un certo livello, professionalmente parlando. La qualità è importante, e quanto successo non va a offuscare la lista perché i tre ragazzi non erano i nostri candidati forti. Vorremmo far capire alla popolazione che con nuove idee e un programma chiaro la Lega è pronta a governare».

Il clima nei confronti dei leghisti, a Paradiso, è così pesante?
«Il clima è veramente molto pesante ed è l’unico rammarico. È come essere tornati nell’Ottocento quando ci si sparava, con angherie personale. Mi aspettavo che la sentenza potesse incattivire le persone ma non così tanto. Basti pensare a quando mi sono insediato, persino alla tv parlarono di una sala gelida. E non è solo questo, il loro atteggiamento è ottocentesco…»

Per loro intende i liberali e il sindaco Ettore Vismara. Quanta colpa ha lui di questo clima di cui ci parlava?
«Il sindaco è il primo artefice di questo ambente malsano. Ognuno deve poter dire la sua, indipendentemente dal colore. Mi auguro che ci sia più rispetto, che adesso non c’è. Pensiamo ai volantini di informazione del Municipio, c’è sempre scritto “a causa del ricorso inoltrato dalla Lega e alla sentenza del Tribunale Amministrativo, siamo costretti ad annullare i servizi”. Ma non è a causa nostra, bensì per il problema a monte, un concetto semplice che l’elettorato legge in modo sbagliato. Vismara gridava al complotto con Borradori, Gobbi e la Magistratura, è possibile? Ma non vogliamo polemizzare e fare il loro gioco, vorremmo contrattaccare solo tramite i nostri presupposti politici e la nostra linea programmatica».

Foto tratta dal profilo Facebook di Antonio Caggiano


Sorpresa: Lugano dice sì alla Riforma III delle imprese. «Sul lungo termine porterà benessere»

Il Municipio stima le perdite nel 2019 in 7 milioni, ma è convinta che la direzione sia comunque quella giusta. «No alla differenziazione del moltiplicatore fiscale comunale tra persone fisiche e persone giuridiche»

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LUGANO – Il Comitato che sostiene il no alla Riforma III delle imprese ha sempre detto che molti Comuni sono contrari. Lugano, a sorpresa, ha detto sì, o almeno lo ha fatto il suo Municipio, consapevole di perdere 7 milioni nel 2019 ma sicuro che essa sarà poi compensata coi guadagni degli anni futuri.

«Gli interessi a lungo termine del Comune convergono quindi con gli obiettivi della riforma», si legge infatti in una nota dell’Esecutivo. Nel 2019, si stima una perdita, a causa della ridotta pressione fiscale sulle persone giuridiche, di 7 milioni, ma «la riforma interessa tutte le società luganesi, sia quelle con imposizione ridotta sia quelle imposte in modo ordinario. Si stima che a Lugano le 700-1000 società con imposizione ridotta che perderanno dei privilegi generano un gettito fiscale tra i 3,5 e i 4 milioni di franchi e
occupano circa un migliaio di persone nel settore terziario dei servizi. Una loro eventuale delocalizzazione avrebbe un impatto sociale negativo e una perdita di gettito fiscale non trascurabile». A lungo termine, invece, la Riforma porterà benessere per tutti.

«Essa non si limita ad adeguare la legislazione ai nuovi standard in materia fiscale, ma introduce nuove direttive che favoriranno tutte le aziende. Il progetto prevede inoltre la defiscalizzazione di investimenti effettuati da imprese innovative, favorendo così la creazione di nuove realtà economiche competitive e di qualità. Il Municipio ritiene che queste politiche
fiscali promuoveranno attività di pregio nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, oltre ad attirare sul territorio comunale imprese con un alto valore aggiunto», aggiunge il Municipio, spiegando che è la stessa via che esso stesso ha tracciato.

C’è comunque un ma. «Il Municipio non condivide, così come proposta, la misura cantonale relativa alla differenziazione del moltiplicatore fiscale comunale tra persone fisiche e persone giuridiche, poiché acuirebbe la concorrenza intercomunale favorendo i Comuni che dispongono di una
quota importante di gettito generato da imprese a statuto speciale o con un moltiplicatore ridotto. Lugano è anche del parere che il Ticino – sull’esempio di altri Cantoni – dovrebbe ridistribuire ai Comuni l’indennizzo federale previsto quale compensazione, almeno parziale, degli effetti immediati della riforma. La Città confida nel fatto che vi sarà tempo e modo di concordare con il Consiglio di Stato e con il Parlamento gli aspetti legati alle misure cantonali di applicazione della riforma, affinché per i Comuni la sua necessaria introduzione sia il più neutrale possibile».

In ogni caso, i motivi per il sì sono maggiori, e dunque Lugano chiede ai suoi cittadini di appoggiare la Riforma III delle imprese, in votazione il prossimo 12 febbraio.


Quattro persone intossicate da monossido di carbonio, non rischiano la vita

È accaduto questa notte a Lugano. Si pensa che la causa possa essere il malfunzionamento di una caldaia

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LUGANO – Uno stabile evacuato, tanta paura e quattro persone intossicate da monossido di carbonio, che hanno dovuto essere trasportate a Milan.

È il bilancio di quanto accaduto questa, verso le 00:30 a Lugano in via Trevano in un appartamento sito al piano terreno: come comunica la Polizia Cantonale,, un 44enne, un 42enne, un 39enne e un 30enne sono rimaste intossicate per cause che l’inchiesta dovrà stabilire.

Dai primi accertamenti le cause dell’intossicazione da monossido di carbonio sarebbero da ricondurre ad un malfunzionamento di un impianto di riscaldamento (caldaia).

Sul posto sono giunti i pompieri di Lugano con un veicolo e tre uomini ed i militi della Croce Verde che hanno prestato i primi soccorsi ai quattro, che sono poi sono stati trasportati a Milano a causa del monossido di carbonio inalato. I quattro hanno riportato una grave intossicazione ma non tale da metterne in pericolo la vita.

Lo stabile ha dovuto essere evacuato


La mamma ha ottenuto una proroga fino a luglio. Il dramma del figlio, «pensa sia colpa sua…»

Settimana scorsa ci siamo occupati del caso della donna ucraina. Ci ha scritto per ringraziarci: può rimanere ancora alcuni mesi, ma poi dovrà andarsene. «Continuerò a lottare»

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LUGANO – Settimana scorsa abbiamo raccontato la storia di una donna ucraina, madre di un bambino svizzero di 11 anni, costretta a lasciare il paese, dopo che la storia col padre di suo figlio è finita, dopo aver trascorso un periodo in assistenza e aver poi trovato lavoro, perché il permesso B è scaduto. La data fissata per la partenza era il 13 gennaio.

Oggi, in redazione, è giunta una sua email, in cui ringraziava TicinoLibero per lo spazio dato alla sua vicenda, e Lisa Bosia Mirra che aveva preso posizione a suo favore, dicendo che le donne straniere sono poco tutelate e che i legami affettivi vanno salvaguardati.

La contattiamo, e ci racconta di aver ottenuto una proroga fino a luglio. «Sono convinta che è anche molto merito vostro perché avete sensibilizzato sul problema. Continuerò a lottare ogni giorno per risolvere la situazione perché una proroga non è chiaramente una soluzione. Anzi mostra il paradosso delle leggi, che quando trovano una lacuna si crea un intoppo, e si rimanda il problema al posto di risolverlo», spiega-

L’hanno aiutata anche il suo legale e una dottoressa che ha mostrato quanto l’idea di separarsi da suo figlio danneggi la sua salute.

Già, e il figlio? Cerchiamo di usare tatto per chiederle come sta questo ragazzino undicenne che rischia di essere separato dalla madre. «È a scuola, quando è uscito di casa era calmo e beato, non sa ancora nulla». Ma, insistiamo, non è a conoscenza del fatto che la mamma probabilmente dovrà lasciare la Svizzera? «Gli abbiamo detto che c’è questa minaccia sul nostro futuro, dato che io sono straniera. E lui mi ha chiesto come mai prima potevo restare e ora no. Gli ho risposto che prima suo padre era dalla mia parte per il rinnovo dei permessi, ora non più. Prova rabbia per il papà? Piuttosto direi che è arrabbiato con tutto il mondo, perché è un bambino e pensa che sia colpa sua se c’è qualcosa che non va…».

«Sto comunque molto male, confido nella giustizia di questo paese che è un modello per tutto il mondo», conclude.

Una vicenda che continueremo a seguire.


Veicolo nel lago, il guidatore è illeso

Un giovane è finito in acqua questa notte. È riuscito a lasciare la vettura ed ha avvisato la Polizia: sono in corso le operazioni di recupero del mezzo

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BARBENGO – Rocambolesco incidente questa notte a Barbengo, che per fortuna non ha comportato ferimenti, ma solo un grande spavento.

Come comunica la Polizia cantonale, questa notte un 25 enne della regione stava circolando alla guida di una vettura su via al Lago in direzione dio Barbengo, per cause che l’inchiesta di polizia dovrà stabilire nell’affrontare una curva a destra, ha perso il controllo del veicolo e dopo aver divelto una recinzione metallica posta alla sua destra è terminato nel lago.

Il protagonista dopo l’incidente è uscita dalla vettura ed ha raggiunto il proprio domicilio e questa mattina dopo le 8.00 ha annunciato di essere incorso nell’incidente. Sul posto la vettura è stata individuata a circa 70 metri dalla riva.

Questo pomeriggio si stanno svolgendo le operazioni di recupero del veicolo.
Il protagonista nell’incidente è rimasto illeso.


Revocato l’avviso di scomparsa di Bernardino Iannotta

L’anziano signore era scomparso ieri da Taverne. La Polizia precisa che «la fattispecie è stata chiarita»

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TAVERNE – La Polizia ha revocato l’avviso di scomparsa relativo all’anziano scomparso ieri dal suo domicilio a Taverne.

La nota dice solo che «la fattispecie è stata chiarita», e si precisa che non verranno rilasciate ulteriori informazioni.

Per cercare Bernardino Iannotta, classe 1941, era stato allertato anche il Soccorso Alpino, attivo sino a qualche ora fa.