Categoria: Sport

«Municipio, vogliamo sapere la tua opinione!»

Sara Beretta Piccoli interpella l’Esecutivo luganese in merito alla discussa coreografia del derby di hockey

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LUGANO – La coreografia dei tifosi del Lugano durante il derby con l’Ambrì approda in Municipio. L’Esecutivo della Città infatti non si è ancora espresso per quanto concerne l’immagine di un corpo nudo di donna, senza testa, con la vagina coperta dal simbolo della società, che tanto ha fatto discutere. Addirittura era stata lanciata una petizione le scuse degli ultrà del Lugano alle donne, e che la RSI sottolineasse la volgarità dell’immagine nei suoi commenti, dopo averla definita semplicemente hot.

Ora la consigliera comunale pipidina Sara Beretta Piccola chiama in causa il Municipio con un’interpellanza, dove chiede:

«1. Per quale motivo, considerato l’ingente investimento decennale nell’infrastruttura della Resega, da parte della città, non c’è stata una presa di posizione da parte del Municipio riguardo all’accaduto?

2. I responsabili del dicastero sport pensano di poter agire per evitare, in futuro, il ripetersi di questo genere di situazioni imbarazzanti?

3. Il Municipio pensa sia possibile incontrare la dirigenza dell’HCL per capire quanto e come si possa intervenire sulla tifoseria, per il bene dello sport e dell’educazione, per mezzo dello sport? Se no, per quale motivo? Sono previste delle strategie di sensibilizzazione che vanno in questa direzione?

4. Quali e quanti investimenti sono richiesti e/o previsti nel prossimo futuro per la Resega? Quali di questi non saranno decisi dal Consiglio comunale, ma unicamente dall’ Esecutivo?

5. È stato discusso il tutto con la dirigenza bianco-nera? E se sì, quali gli esiti di queste discussioni? Sono stati individuati i responsabili di una simile riprovevole azione, che si chiede, per mezzo della petizione, presentino scuse pubbliche per il loro operato?

6. Il Municipio pensa sia possibile agire con la dirigenza dell’HCL per capire quanto e come si possa intervenire sulla tifoseria, per il bene dello sport e dell’educazione, per mezzo dello sport? Se no, per quale motivo? Sono previste delle strategie di sensibilizzazione che vanno in questa direzione?

7. Si può considerare il dispositivo di sicurezza della pista sufficiente? Chi ne è responsabile?»


Spettacolo a Bellinzona, passa lo Zurigo

I granata giocano una buona gara contro il forte Zurigo, ma subiscono immediatamente il gol dello svantaggio e sbagliano alcune clamorose occasioni. Il Lugano pesca l’Aarau, il Chiasso il Winterthur

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BELLINZONA – Aria di grande calcio, come una volta, a Bellinzona. La Coppa talvolta regala sfide con grandi di altre categorie, e al Comunale è sceso lo Zurigo, nobile decaduta di Challenge League. Ai granata non è riuscita l’impresa, gli ospiti vincono 2-0.

Tra l’entusiasmo del pubblico (3000 persone presenti) e l’emozione di tutti, lo Zurigo ha iniziato come meglio non poteva, siglando già al 2′ il gol del vantaggio con Koné. Una doccia fredda che però non ha per nulla intimorito i ragazzi di Patelli, che hanno avuto diverse occasioni per pervenire al pareggio, in particolare una non realizzata in modo clamoroso dal bomber Gaston Magnetti, oltre ad altre sui piedi di Milosevic e Bankovic.
Nel secondo tempo lo Zurigo ha saputo controllare gli assalti bellinzonesi, facendosi vedere in attacco e trovando anche il 2-0 con Widmer.

Non riesce dunque il colpaccio al Bellinzona e in Coppa Helvetia rimangono solo due ticinesi. Oggi si è svolto il sorteggio per gli ottavi: il Lugano affronterà l’Aarau dell’ex Schällibaum, al Chiasso è toccato il Winterthur.

Foto tratta dal sito ufficiale dello Zurigo


Lugano bruttino e vincente. Ambrì bruttissimo e di nuovo sconfitto

I bianconeri faticano e hanno ragione del fanalino di coda solo nel terzo tempo. I biancoblu invece naufragano contro il Bienne, per la sesta volta consecutiva

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LUGANO/BIENNE – La Resega continua a essere un fortino inespugnabile, anche se il Lugano fatica con il Langau ultimo della classe (4-3), l’Ambrì mostra l’ennesima prestazione da dimenticare e perde anche la sesta partita filata (5-1 col Bienne).

I luganesi, dopo la sfortunata sconfitta di ieri con tante assenze, tornavano di fronte al pubblico amico. Dopo un avvio a rilento, a metà frazione Fazzini ha sbloccato il risultato. Il Langnau però prima della pausa ha rimesso in equilibrio la sfida con Schremp in power play. Nel secondo terzo, lo spettacolo non è migliorato, rimanendo non dei migliori, e clamorosamente il Langnau si è portato avanti, con una rete di DiDomenico dubbia, convalidata nonostante le immagini non chiarissero la situazione. Il Lugano ha continuato anche nel terzo tempo a non essere brillante, ma spesso un gol cambia una partita, e così è stato con quello siglato da Sannitz in inferiorità numerica. Mancavano circa 15′ al termine, e sono stati disputati dai bianconeri meglio dei precedenti, con gli ospiti in difficoltà. Klasen ha segnato il sorpasso, Brunner ha chiuso i conti, e il finale è stato movimentato da un’autorete di Ulmer quando ormai il Langnau non c’era più.

L’Ambrì era chiamato finalmente al riscatto, e tutto pareva mettersi al meglio, col gol iniziale di D’Agostini. Il Bienne non si è fatto impressionare dal primo (!) vantaggio stagionale dei leventinesi e al 9′ ha pareggiato con un ex, Pedretti, in superiorità numerica e poi hanno preso in mano le redini del gioco. Non sono più arrivate comunque reti nel primo tempo, a inizio secondo periodo vi è stata una grossa occasione per parte, con l’Ambrì salvato dal palo. Un rigore causato da un fallo di emergenza di Mäenpää ha portato in gol Sutter, e i biancoblu, dopo una timida reazione, sono naufragati. Con cinismo, nel finale Earl e Rajala hanno regalato altre due reti alla loro squadra, ed anche nell’ultimo terzo i ragazzi di Kossmann non hanno saputo riprendere in mano la partita, incassando addirittura il 5-1. È crisi nera, di gioco e di risultati.

Foto tratta dal profilo ufficiale Facebook del Lugano


Lugano e Chiasso, avanti tutta. Mendrisio, sabato da dimenticare

I bianconeri non hanno problemi contro il Gunzwil, formazione di Seconda Lega. I rossoblù battono il Wohlen con Padula. I momò invece perdono pesantemente in Liechtestein

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GUNZWIL/CHIASSO/BALZERS – Lugano e Chiasso passano, una facilmente per 4-1 sul Gunzwil e l’altra soffrendo contro il Wohlen, il turno di Coppa Svizzera. Cade, e in modo pesante, invece, il Mendrisio, impegnato in campionato (5-0 a Balzers).

I bianconeri affrontavano una formazione di Seconda Lega, e Manzo ha mandato in campo qualche calciatore sinora meno utilizzato. È stata però la partita di Mizrachi e Ponce, autori di una doppietta a testa. Il primo gol è arrivato al 14′ con un rigore realizzato da Ponce, 3′ più tardi l’israeliano ha trovato la seconda marcatura. I padroni di casa, per la gioia del pubblico presente, hanno dimezzato le distanze immediatamente, per poi subite però il 3-1 una manciata di minuti dopo, sempre ad opera di Mizrachi con il secondo penalty della giornata (fallo su Padalino). Nella ripresa, ormai col passaggio del turno in tasca, il Lugano ha realizzato anche la quarta rete con Ponce ed è rimasto persino in 10 per l’ingenuo doppio giallo a Ceesay (che aveva colpito un palo). Nonostante la superiorità numerica, il Gunzwil non è riuscito a siglare altri gol: pratica, dunque, archiviata con scioltezza.

È stata una partita bruttina quella che ha consegnato al Chiasso il passaggio del turno. Mister Scienza ha messo in campo una formazione rimaneggiata, dando spazio ad alcuni elementi che di solito giocano poco. Nel primo tempo i rossoblù hanno tenuto il pallino del gioco, se così si può dire dato che le occasioni non sono state molte. Bravo però Padula a trovare a pochi secondi dalla pausa il gol che ha sbloccato il risultato e poi deciso l’incontro, con un bel tiro su assist di un Mujic che da un paio di partite a questa parte appare spento. Nella ripresa si è svegliato il Wohlen, prima evanescente, e con qualche mischia e alcuni tiri ha fatto soffrire i padroni di casa, calati vistosamente.

Il Mendrisio, capolista di Prima Lega, era ospite in Liechtestein, privo del portiere Cataldo, che era stato espulso settimana scorsa. Il giovane classe 1999 Florian Maier certamente non ricorderà con particolare gioia il suo esordio, avendo dovuto raccogliere il pallone alle sue spalle ben cinque volte, per la prima sconfitta in campionato. Nel finale sono stati ammoniti De Biasi e Sarr, al quarto giallo: salteranno dunque la prossima sfida. Un sabato da dimenticare.

Foto tratta dal profilo Facebook ufficiale del Lugano


Grassi vince il suo derby. Ambrì, cinque su cinque

Il ticinese segna due gol ad un Lugano con molte assenze, permettendo al suo Kloten di vincere 3-2. Quinta sconfitta di fila per i biancoblu, mai in partita col Servette

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KLOTEN/AMBRÌ – Serataccia per le squadre ticinesi di hockey, col Lugano sconfitto di misura a Kloten (3-2) e l’Ambrì che prosegue il suo momento nero (nettamente battuto dal Servette per 4-1).

I bianconeri, con parecchie assenze (su tutte, quella del portiere Merzlinkins, che sarà assente per un mese), sono andati sotto dopo pochi minuti. Nel Kloten c’è un ragazzo cresciuto nell’Ambrì per cui la partita di stasera era una sorta di derby, e la sorte ha voluto che fosse proprio Daniele Grassi ad aprire le marcature. Non contento, il ticinese ha riportato addirittura i suoi in vantaggio dopo che il Lugano aveva trovato il pari con Bürgler. A inizio secondo tempo la serata è divenuta ancor più difficile per gli ospiti, che hanno incassato il 3-1 in inferiorità numerica. Non hanno mollato, trovando ancora la rete che li riportava in partita, con il nuovo arrivato Wilson, nota lieta della sfida, e hanno provato ad attaccare nel terzo tempo, rimediando solo un palo di Walker. Nonostante le assenze, i bianconeri se la sono però giocata.

L’Ambrì perde la quinta partita su cinque dall’inizio del campionato, palesando difficoltà. Che sarebbe stata un’altra sfida difficile lo si è evinto dopo neppure un minuto, quando gli ospiti ginevrini erano già in vantaggio con Wick che ha sfruttato un errore di Trunz. Reazionee? Nulla, perché i leventinesi non sono riusciti a creare nulla, rischiando anzi di capitolare ancora. Come è puntualmente successo al 24′ con Schweri. Il Servette si è portato addirittura sul 3-0 al 27′ con Rod, e finalmente si è visto un barlume di carattere nei padroni di casa, che hanno accorciato le distanze con Kamber una trentina di secondi dopo. Ma è stato un fuoco di paglia, perché poi il pallino del gioco è tornato ai ginevrini, autori della quarta marcatura con Riat alla mezz’ora. Un disastro per i biancoblu, sempre sotto nel punteggio, mai davvero in partita. L’inizio di stagione è da dimenticare.

Nella foto: i giocatori del Lugano salutano i loro tifosi a fine gara


La Resega porta fortuna al Lugano. Ambrì, e sono quattro: è crisi?

I bianconeri rimontano il Friborgo davanti al pubblico amico con le reti di Brunner, Walker e Ronchetti. I bianconblu non hanno ancora un gioco fluido e a nulla serve aver acciuffato il primo pari: il Berna vince

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LUGANO/BERNA – La Resega in questo inizio di stagione porta fortuna al Lugano, che si impone 3-1 col Friborgo, continua il periodo no dell’Ambrì che incassa la quarta sconfitta consecutiva (2-1).

Nell’ambiente bianconeri tiene banco la polemica sulla coreografia in occasione del derby. Di nuovo davanti al pubblico amico, la squadra è partita in modo propositivo, costruendosi un paio di occasioni, ma ha incassato il vantaggio del Friborgo all’8′ con Mottet. Un duro colpo per gli uomini di Shedden, che hanno dovuto aspettare sino al secondo tempo, esattamente al 24′, con una doppia superiorità numerica, per pareggiare con Brunner (nella foto). Prima della sirena, altre due chance per il Lugano, con Klasen e Bertaggia, con il Friborgo scomparso.
Il terzo tempo è cominciato con un’azione insidiosa per parte, Walker al 43′ ha trovato il 2-1 dopo un ingaggio vinto da Morini. Gli avversari non hanno più saputo reagire ed anzi Ronchetti, complice una deviazione ospite, ha siglato il 3-1 al 50′.

A Berna, la sfida agli Orsi è iniziata per l’Ambrì come peggio non si poteva, con una rete di svantaggio già dopo 3′. Il primo tempo non ha regalato ulteriori grossi spunti, né da una parte né dall’altra.
I leventinesi, tornati sul ghiaccio, hanno capito di dover spingere faticando però a costruire un gioco fluido e rischiando anche di incassare il 2-0. Lhotak è andato vicino al pari, concretizzato poi da Mäenpää con un magistrale tocco di polsino.
Il terzo tempo si è aperto dunque sul punteggio di 1-1, con l’Ambrì galvanizzato dal gol. Gli Orsi sono stati però bravi a tornare avanti dopo soli 4′, rendendo inutile la seconda reazione dei ragazzi di Kossmann, che hanno pagato durante il loro tentativo di assalto le due penalità sul conto di ora. E dopo quattro sconfitte è crisi.


Il “biondo” fa volare il Lugano. Chiasso, l’ordine non basta a Zurigo

I bianconeri vincono a San Gallo, in rete il macedono Alioski e Aguirre, al debutto. I rossoblù contengono bene lo Zurigo ma vengono puniti a inizio ripresa

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SAN GALLO/ZURIGO – Un bel Lugano vince col San Gallo per 2-0 e si attesta in un comodo quinto posto, il Chiasso contiene lo Zurigo ma perde 1-0.

I bianconeri a San Gallo sono andati in vantaggio dopo soli 6′. L’attaccante aggiunto, il capocannoniere e uomo più in forma, anche dopo la parentesi in nazionale, è sempre lui, Alioski, che, complice una fortunata deviazione, ha aperto le marcature. Per tutto il primo tempo i ragazzi di Manzo sono stati padroni della situazione, e nella ripresa, su un’azione iniziata ancora una volta dal macedone, col pallone transitato sui piedi di Rosetti, ha mandato in gol all’esordio Aguirre. L’attaccante non è ancora al 100% ma ha bagnato il debutto andando in rete: potrà essere una pedina importante.

a Zurigo contro la prima della classe Scienza ha mandato subito in campo Susnjar, con lui a sorpresa Lurati, Palma e Padula. Il gioco lo hanno fatto i padroni di casa, con il Chiasso bravo a difendersi con ordine e dunque a non rischiare più di tanto, tranne un salvataggio di Guatelli con la collaborazione di Monighetti. Anzi, la miglior occasione l’ha avuto Susnjar, che non ha controllato un pallone incredilmente perso in un retropassaggio zurighese. A inizio rirpesa, Cavusevic ha portato avanti i suoi con un gol in mischia. Per i rossoblù inseguire era difficile, e sono riusciti a far pressione per pochi minuti, con lo Zurigo che ha colpito una traversa e un palo, ma faticando più del previsto.


Il Lugano vince un derby… caldo e movimentato

Dopo un primo tempo senza reti, i bianconeri si portano in doppio vantaggio, subiscono il 2-1, segnano altre due reti e rischiano di nuovo di essere raggiunti. L’Ambrî insegue sempre e subisce la terza sconfitta

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LUGANO – Il primo derby della stagione è arrivato molto presto, alla terza giornata: fa caldo fuori, per gli ultimi scampoli d’estate, e facevha caldo anche alla Resega, tanto da danneggiare il ghiaccio e rendere difficile giocare. Il Lugano, in una partita avvincente e sempre aperta ha battuto 5-3 l’Ambrì.

Il primo tempo non ha visto reti, con le due squadre che si sono affrontate con grinta, creando un paio di occasioni per parte.
Nella ripresa, il Lugano è partito forte, sbloccando il risultato dopo 1′ con Brunner, sessanta secondi più tardi Bürgler ha siglato la seconda rete in due giorni. L’Ambri ha faticato un po’ a rientrare nella sfida, tramortito dalle due reti, e i bianconeri non hanno spinto in maniera decisa per cercare la terza rete che avrebbe chiuso il match. Un errore, perché, contro l’andamento del gioco, è arrivato il 3-2 di Gautschi su assist di Guggisberg. Prima della sirena ci sono state ancora diverse occasioni per parte.
La partita non è scesa di tono nell’ultimo terzo, anzi. Il Lugano si è ritrovato per 5′ in superiorità numerica dopo che Brunner ha rifilato una bastonata a Mäenpää, venendo sanzionato con la penalità di partita. Poteva essere il momento buono per l’Ambrì, ma due dischi persi sono stati fatali ai biancoblu, con Walker e Hofmann bravi a approfittarne. I leventinesi poi sono andati a segno con Lauper e Guggisberg, senza riuscire però a completare la rimonta. E a far esplodere la Resega per la quinta volta ci ha pensato Gardner.

Il Lugano vince così il primo derby, in un ambiente caldo in ogni senso. Terza sconfitta di fila per ll’Ambrì, che ha sempre dovuto inseguire questa sera ed è stato punito in superiorità numerica, perdendo la sfida quando aveva l’uomo in più. Sul computo dei bianconeri si può annotare la non insistenza a cercare la terza rete quando erano sul 2-0: avebbero forse potuto evitare qualche grattacapo.

Foto tratta dal profilo ufficiale Facebook del Lugano


Il Mendrisio getta un’occasione e se la prende con l’arbitro, il Bellinzona torna a volare

I momò, avanti di due reti, restano in dieci per l’espulsione di Cataldo e subiscono la rimonta, i granata ritrovano la vittoria a Wil. Pareggio a reti bianche per il Locarno

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MENDRISIO/WIL/LOCARNO – Il Mendrisio getta una buona occasione, si fa rimontare e si arrabbia con l’arbitro nel 2-2 con Winterthur U21, il Bellinzona torna al successo per 3-0 col Sam Gallo U21, il Locarno impatta 0-0 col Balzers.

Il Mendrisio contro i giovani del Winterthur ha trovato il vantaggio nel primo tempo con un Vinatzer che si conferma in forma strepitosa. L’altoadesino ha addirittura raddoppiato a inizio ripresa, mettendo la sfida in salita. Nel calcio però si dice che un episodio può cambiare tutto, e al Comunale è stato proprio così. Cataldo ha protestato vivacemente con l’arbitro, reo di non aver fischiato una situazione a favore dei momò, ricevendo due gialli in 30”. Gli ospiti in 10′ hanno infatti riacciuffato il risultato, e il Mendrisio ha chiuso addirittura in 9 per l’espulsione anche di Pusterla. I ragazzi di Gatti rimangono in vetta, accusano l’arbitro, ma sanno di aver sprecato un’ottima occasione, avanti di due gol, per allungare.

Sul sintetico di Wil, il primo tempo fra il Bellinzona e i giovani del San Gallo è stato equilibrato e senza reti. Poco dopo la mezz’ora Gaston Magnetti ha portato avanti i suoi con un bel colpo di testa su assist di Milosevic. Nel finale i granata hanno dilagato, dapprima con una grande conclusione di Bankovic sotto la traversa e poi con il secondo sigillo di Magnetti, imbeccato alla perfezione da Elia.

Il Locarno invece non è andato oltre lo 0-0 col Balzers fra le mura amiche.


Le Paralimpiadi viste da Murat Pelit. «Tutti sono lì per vincere, e daranno il massimo»

Lo sciatore ticinese si trova in Argentina ma intende seguire il più possibile le gare. «Lo sport non si ferma dinanzi alla disabilità. La Svizzera fa un buon lavoro, anche se si possono sempre aggiungere progetti»

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BELLINZONA – Dopo la scorpacciata di sport olimpici, a Rio le gare continuano. Protagonisti sono gli sportivi disabili, che stanno dando vita alla Paralimpiadi, un concentrato di umanità, storie e emozioni. Ne abbiamo parlato con Murat Pelit, lo sciatore paraplegico ticinese, secondo classificato come miglior sportivo cantonale qualche mese fa.

Seguirai le gare in tv?

«Cercherò di seguire più la nostra nazionale ma non sarà semplice perché mi trovo in Argentina ad allenarmi per la stagione che è alle porte, ahimè non sono ancora riuscito a vedere la cerimonia».

Che messaggio porteranno le gare?
«Ad essere sincero non so se le gare porteranno un messaggio, gli atleti sono li per vincere, e daranno il massimo nonostante le disabilità. A ognuno il suo modo di interpretarle».

Per gli atleti che partecipano è già un successo esserci e poter praticare il proprio sport oppure una medaglia può cambiare un carriera?
«Penso che per molti atleti riuscire partecipare ai giochi paraolimpici è già un grande successo, ci sono sempre più atleti di alto livello nel mondo che non per forza riescono a confrontarsi, quindi potersi giocare la medaglia tra i migliori sicuramente è come una mini vittoria. Ritengo però anche che per alcuni una medaglia rappresenti sicuramente un trampolino di lancio».

Quando è importante lo sport per aiutare i disabili?
«Credo che lo sport sia fondamentale per un disabile, perché oltre al fare bene fisicamente, aiuta la persona a confrontarsi con altre disabilità ma soprattutto fa capire che lo sport non si ferma davanti a essa e che è praticabile da tutti e con tutti».

La Svizzera fa abbastanza, a tuo avviso, per lo sport rivolto ai disabili?
«In Svizzera si sta facendo un bel lavoro, oltre alle associazioni cappello come Plus Sport Svizzera, che è molto attiva, nei vari cantoni nascono sempre nuove associazioni o società rivolte allo sport per tutte le disabilità. In Ticino l’ultima nata è il Gruppo Insuperabili, che in poco tempo ha coinvolto molti disabili in carrozzina di ogni età ad andare in bici e fare sport ricreativo. Ma chiaramente si può fare sempre qualcosa di nuovo».


Lugano e Ambrì, l’urlo strozzato in gola

I bianconeri vanno avanti con lo Zugo, poi si fanno sorpassare, rimontano e cadono poco prima dei supplementari. I leventinesi agguantano il Davos che dopo nemmeno un minuto di overtime vince

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ZUGO/AMBRÌ – Serataccia per l’hockey ticinese. C’era molta attesa per il debutto del Lugano e per la prima dell’Ambrì davanti al pubblico amico ma entrambe hanno perso, i bianconeri per 4-3 a Zugo e i leventinesi per 3-2 col Davos.

Dopo l’impegno di Coppa, i ragazzi di Shedden cominciavano il campionato. La partita è cominciata come meglio non poteva, con il nuovo acquisto Bürgler in rete dopo soli 37” di superiorità numerica, pur in un momento in cui a premere di più era lo Zugo. Il secondo tempo però ha visto un calo dei bianconeri, con gli avversari che si sono fatti preferire e hanno tirato di più, trovando dapprima il pari con Peter e poi il vantaggio con Diaz, che un minuto dopo ha addirittura portato i suoi sul 3-1. L’ultimo terzo ha visto un Lugano di nuovo sul pezzo, determinato e aggressivo, con un Martensson che si era visto poco ma che ha saputo tirar fuori la doppietta che è valsa il nuovo pareggio. Non si è però arrivati all’overtime, perché una zampata di Martschini ha regalato la vittoria allo Zugo.

Davanti al pubblico amico, già carico in vista del derby di domani, l’Ambrì affrontava un avversario ostico, il Davos. Il tifo ha spinto i padroni di casa, la cui energia è andata però subito scemando, con gli avversari bravi ad andare in vantaggio al 6′ con Wieser, che ha sfruttato una leggerezza di Zraggen. D’Agostini, in rete all’esordio, ha gettato al vento un’occasione d’oro per il pari, e la regola del gol non fatto gol subito ha portato il Davos sul 2-0 con Lindrgren. I leventinesi hanno accusato il colpo, riuscendo prima della fine della frazione a dimezzare lo svantaggio in 4 contro 4 grazie a Mäenpää. Il secondo tempo non ha fatto registrare reti, con l’Ambri che si è fatto preferire, pur soffrendo per un’inferiorità numerica. Negli ultimi 20′, i biancoblu si sono riversati in attacco, sfiorando un paio di volte il pari e acciuffandolo con Fora.
Per arrivare ai supplementari, la truppa di Kossmann è dovuta passare in mezzo ad alcuni minuti di inferiorità numerica. La sfortuna dell’overtime, fatale anche all’esordio, ha colpito ancora, con un errore di Mäenpää a favorire, dopo soli 47”, la rete decisiva del Davos, a segno con Wieser.

Deludenti i risultati, ma buone le prestazioni delle due ticinesi, che hanno saputo non mollare quando era il caso, pur mostrandosi poco concrete. Il derby di domani promette scintille.

Foto tratta dal profilo ufficiale Facebook del Lugano


Cinque minuti per riportare la Nati a Lugano

La Nazionale rossocrociata preparerà a Lugano la sfida di novembre contro la Far Oer, che però si giocherà a Lucerna. Decisiva la volontà di Petkovic e dei vertici, che si erano trovati bene nel ritiro pre europei

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LUGANO – La Nazionale svizzera ritorna in Ticino. È nato un amore fra la Nati e Lugano in occasione del ritiro pre europeo, e il ct Valdimir Petkovic ha insistito affinché la sfida contro le Far Oer, che si giocherà a Lucerna, sia preparata in riva al Ceresio.

Tutto come l’altra volta: allenamenti a Cornaredo e soggiorno a Villa Sassa. Anzi, i vertici della Nazionale avevano pensato addirittura di giocare la partita di qualificazione ai mondiali nello stadio luganese, che però necessiterebbe di parecchi adeguamenti, per cui il costo rischierebbe di essere maggiore dell’indotto.

Ad ogni modo, dal 7 al 12 novembre i rossocrociati saranno di nuovo in Ticino. La volontà di tornare è stata forte, e gli accordi, come spiega il direttore della Divisione sport presso il Dicastero Cultura, sport ed eventi della città, Roberto Mazza, sono stati quasi una semplice formalità. «L’accordo a quel punto è stato trovato in fretta, nel giro di cinque minuti. La Federazione ha soltanto chiesto la disponibilità di campi e camere d’albergo. Ora che è tutto nero su bianco posso dirlo: si è trattato di un grande lavoro di squadra che ha coinvolto città, Villa Sassa e ovviamente Nazionale».

E sul sogno di veder giocare la Nazionale a Lugano, Mazza ha insistito sull’importanza della realizzazione del nuovo polo sportivo a Cornaredo, che renderebbe possibile entrare nelle “case” della selezione nazionale.


A un buon Ambrì va solo un punto. Lugano, è dolce l’Europa

I biancoblu all’esordio in campionato reggono bene l’urto dello Zurigo, vanno sotto e trovano il pari per poi perdere all’overtime. Gara rocambolesca alla Resega, i bianconeri vincono ai supplementari

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ZURIGO/LUGANO – Un esordio che porta un solo punto ma qualche buona indicazione per l’Ambrì (1-1 a Zurigo), il Lugano ha dovuto attendere i supplementari ma ha battuto il Mannheim per 4-3, passando il turno in Champions League.

Per il debutto, l’Ambrì affrontava subito una grande, peraltro in una sfida del cuore contro il fresco ex Inti Pestoni. I biancoblu non hanno mostrato timore reverenziale, andando anche a colpire un palo nel primo tempo con Monnet e resistendo a un paio di buone chance per gli zurighesi.
Il gol di apertura non è arrivato nemmeno nel secondo tempo, anche se i padroni di casa hanno preso in mano il gioco e hanno provato a pressare un Ambrì che ha saputo reggere bene, facendosi vedere in ripartenza.
Al 47′, però, Shannon, lasciato troppo solo dalla difesa, ha sbloccato la sfida. I leventinesi non hanno mollato, riversandosi in avanti, prendendosi anche il rischio di incassare la seconda rete a causa degli spazi che gioco forza hanno lasciato agli avversari. A un minuto dal termine Matt D’Agostini ha bagnato il debutto con la sua prima rete, mandando tutti all’overtime.
I supplementari sono però durati appena 20”, con lo Zurigo bravo a portare a casa la vittoria con Wick.
Kossmann ha però visto un buon Ambrì, organizzato in difesa e volenteroso in attacco, pur se poco concreto.

Alla Resega, il Lugano affrontava in Europa il Mannheim. Hanno sfoderato un primo tempo ricco di occasioni, almeno quattro e con diversi elementi, sprecando tre superiorità numeriche, contro l’andamento del gioco, il vantaggio ospite, con Wolf in power play.
Nella ripresa, i tedeschi sono scesi sul ghiaccio con un altro piglio e hanno assaltato a lungo la porta di Merzlinkins, legittimando il gol di vantaggio. Un’azione di Bertaggia alla mezz’ora è però valsa il pari, ancora una volta un gol arrivato per la compagine che stava soffrendo. Sei minuti dopo, Brunner ha finalmente sfruttato la superiorità numerica, portando avanti i suoi. Il Mannheim, colpito, ha abbassato un po’ i ritmi ma ha avuto la fortuna dalla sua, perché un rimbalzo sulla balaustra ha favorito il pari di MacMurchy.
Al via del terzo tempo, hanno siglato la terza marcatura con Kink. Il Lugano ha anche perso Vauclair per infortunio (si teme un lungo stop) e pareva non avere più argomento, quando proprio allo scadere il nuovo acquisto Zackrisson ha risolto in rete una mischia.
Overtime, e i bianconeri, di nuovo in partita, hanno conquistato la vittoria grazie a Klasen dopo soli 3′, regalandosi il primo posto nel gruppo C.

E venerdì sarà derby…

Foto tratta dal profilo Facebook ufficiale dell’HC Lugano


Svizzera, che esordio! Battuti i campioni d’Europa

I rossocrociati passano in vantaggio alla prima vera occasione con Embolo e raddoppiano con una bella azione di Seferovic e Mehmedi. Il Portogallo attacca per tutto il secondo tempo invano

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BASILEA – Un esordio da far tremare i polsi, contro i freschi campioni d’Europa. La Svizzera lo ha affrontato nel modo migliore, mettendo in campo cinismo quando serviva, tanto da siglare due reti nel primo tempo, e sapendo soffrire il ritorno del Portogallo. È la vittoria, 2-0, di una difesa solida.

I primi 20′ sono stati di marca più portoghese che rossocrociata, ma al 23′, quando su una punizione di Rodriguez Rui Patricio si è fatto sfuggire il pallone Embolo si è fatto trovare nel posto giusto al momento giusto, facilitato anche dalla difesa, che non lo ha marcato a dovere. Comunque, Svizzera avanti e brava a mostrare una ripartenza perfetta, con Seferovic che ha lanciato Mehmedi, che ha siglato il 2-0. Bella l’azione, veloce e ficcante, ancora una volta i difensore portoghesi non hanno brillato, lasciando Mehmedi libero di calciare.
Nella ripresa, il Portogallo ha tentato il tutto per tutto, inserendo dapprima Joa Mario, Silva e poi anche Quaresma (Cristiano Ronaldo è convalescente dall’infortunio al ginocchio rimediato nella finale europea). Ha giocato per la maggior parte del tempo nella metà campo svizzera, provando in ogni modo a colpire: coi tiri da fuori, con i cross, con le azioni, andando a cozzare contro una generosa retroguardia. Pur con qualche affanno, i rossocrociati hanno tenuto, rendendosi anche pericolosi con Dzemaili e tremando veramente solo su un palo colpito da Nani.

La vittoria permette di partire al meglio nella corsa verso i mondiali russi. Battere i campioni d’Europa, e farlo in questo modo, con una difesa che ha retto a 45′ di assalto, ripartenze da manuale (nel primo tempo in particolare) e un attacco bravo a finalizzare le occasioni, non può che far sorridere.


Näser, fiducia e prudenza. «È presto per parlare di titolo, ma siamo ancor più equilibrati dell’anno scorso »

Fa le veci di Habisreutinger e ci presenta i nuovi acquisti. «Gardner sarà un leader, Sondell ci darà creatività, Zackrisson sa difendere il disco, da Bürgler ci aspettiamo le reti, Ronchetti ha fatto passi avanti»

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LUGANO – Il ds Roland Habisreutinger è in Canada, momentaneamente lo sostituisce Andy Näser, e con lui abbiamo parlato del Lugano che, dopo il secondo posto della stagione scorsa, parte con tante aspettative.

Quali sono le vostre sensazioni per il campionato che inizia?
«Direi sensazioni positive. La squadra ha lavorato abbastanza bene durante l’estate, nel precampionato quando contava, ovvero in Champions League, sono arrivati i risultati e siamo contenti di poter giocare ancora contro il Manheim per proseguire nella competizione. Poi siamo felici di cominciare il campionato venerdì.

Che indicazioni vi ha dato la Champions League?
«Il livello internazionale è sempre molto alto, le partite sono abbastanza intense e devi già giocare bene per ottenere dei risultati. Il gruppo in cui abbiamo giostrato noi è forte, abbiamo potuto fare delle esperienze nuove che ci possono servire per il campionato».

Anche questa competizione è dunque ora un obiettivo del Lugano?
«Sappiamo molto bene che la concorrenza è forte, sia in campionato che in Champions, ma ovviamente, se partecipiamo a una competizione, vogliamo vincere e arrivare il più lontano possibile, sempre tenendo conto degli avversari. È molto difficile, niente è scontato però proviamo a ottenere il miglior risultato possibile».

Ci parla dei nuovi arrivati?
«Sondell è un giocatore che può portare creatività al nostro gioco, ci può aiutare nel power play, dalla linea blu e nell’impostazione del gioco, ha un ottimo pattinaggio. Da Zackrisson, come gli altri stranieri, ci aspettiamo che siano dei leader e che trascinino la squadra. Lui è molto forte, sa difendere il disco anche in uno spazio limitato e quando c’è “traffico”, per cui sicuramente è un ottimo giocatore. Gardner con la sua altezza ci servirà tanto nel power play, il suo ruolo sarà probabilmente davanti alla porta. Molto importante sarà anche la sua esperienza, è un professionista al 100% e può dare un grande aiuto ai più giovani ed essere un leader della squadra, ne sono certo. Bürgler è un giocatore molto forte davanti alla porta, ci aspettiamo qualche rete. Poi abbiamo Ronchetti, che ha fatto un passo in avanti in confronto agli altri anni, giocando parecchio l’anno scorso, e ci aiuterà col gioco fisico che ci potrà portare».

Avete eliminato i punti deboli della passata stagione?
«Siamo ancora più equilibrati dell’anno scorso, ma anche noi cominciamo da zero punti, e la carta conta poco. Sappiamo di poter avere una buona squadra, però il ghiaccio che conta e qui sta il difficile.

Cosa vi aspettate dai vostri giovani? Avranno spazio?

«Da loro ci attendiamo un passo in avanti. Devono lavorare duro, il posto è garantito, non solo per loro. Un giovane deve fare dei progressi, lavorare tanto e far vedere di essere pronto per giocare in prima squadra».

Vi sentite fra i favoriti?
«Come ho già detto prima abbiamo messo assieme una squadra per avere successo. Sappiamo che il campionato è molto combattuto, ogni anno di più e secondo me non c’è un vero favorito. Ci sono cinque o sei squadre che possono giocare sullo stesso livello, non vedo un favorito».

Però puntate al titolo?

«Ripeto, non parliamo ancora del titolo, non sarebbe la parola giusta in questo momento della stagione. Cominciamo da zero punti, dobbiamo fare passo dopo passo per perfezionare il nostro gioco. Il campionato è molto lungo e possono succedere tante cose, sarebbe sbagliato di parlare di titolo ora».

Affronterete presto l’Ambrì, un vantaggio o uno svantaggio? Ce la faranno a arrivare ai playoff?
«Penso sia un vantaggio per entrambe, un derby è sempre bellissimo da giocare, porta tante emozioni e lancia immediatamente il campionato. Spero per loro che arrivino ai playoff, è una squadra più forte dell’anno scorso, ha fatto degli ottimi acquisti e può entrare assolutamente nelle prime otto. Ribadisco, la stagione è lunga, ma le premesse per far meglio dello scorso anno per loro ci sono. Con poche risorse hanno costruito una buona squadra? È un discorso che non mi piace, è relativo. Ci sono anche altre squadre che devono combattere, le finanze sono un fattore ma se una piccola squadra lavora bene insieme può raggiungere un obiettivo importante».