Categoria: Tre Valli

Buzzi canta il disappunto dei vallerani. «Alcuni politici non sono al posto giusto»

Il cantautore che ha inviato il suo cd con una lettera a 105 politici racconta la sua iniziativa. «Le valli di montagna non sono delle regioni “di sussidiati”, ma il Cantone ci ha tolto le risorse per vivere autonomamente»

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BLENIO – Ha inviato centocinque lettere a politici, allegando un suo disco uscito nel 2006, spinto dalla voglia di denunciare che, a suo avviso, nella politica e nel modo di considerare le valli e le regioni discoste c’è qualcosa che non va. Che cosa vuole dire, esattamente, Davide Buzzi? Lo abbiamo chiesto a lui.

Il tutto parte da lontano, da un suo articolo pubblicato su “Voce di Blenio”, che ha causato uno scontro via social proprio con un neoeletto Gran Consigliere di valle. Inoltre, dopo la recente votazione sul Parc Adula, il deputato e Municipale di Lugano Michele Foletti si è lasciato andare a dichiarazioni sulla Valle di Blenio che non gli son piaciute.

E poi cosa è successo?
«Mi ha stancato questa cosa di sentir definire i bleniesi e gli abitanti delle valli in generale come dei sussidiati, dei pezzenti che vivono alle spalle della comunità e delle città. Le risorse, in realtà, ci sono state tolte già molti anni addietro e questo ci ha impedito di svilupparci autonomamente. Senza contare che spesso ci vengono pure imposte delle regole assurde che ancora una volta ci ostacolano in modo insormontabile. La controversia legata alla questione dei nostri rustici ne è un esempio. Nelle nostre regioni abbiamo dei bellissimi rustici che però dalla politica federale sono stati ritenuti “non degni di conservazione”, quando, restaurati, sarebbero fonte di lavoro per le nostre imprese di costruzioni e contribuirebbero all’abbellimento del paesaggio. Invece, a causa di queste regole cieche e irrispettose della nostra storia, le nostre cascine crollano e le imprese licenziano o chiudono, lasciando la nostra gente senza lavoro. Sui nostri territori hanno costruito delle dighe, deturpandoci il paesaggio e togliendoci fondi e territori. Le nostre acque sono spedite a valle in canali chiusi, al termine dei quali vi sono delle turbine che producono energia. E quando infine queste acque tornano nel loro ambiente naturale, noi vallerani non ne possiamo godere. In cambio cosa abbiamo ottenuto? Poco! Un po’ di prosperità generata nel primo periodo dell’edificazione delle dighe, strade più comode, qualche posto di lavoro pregiato e un po’ di ristorni sui canoni, tutto sotto forma di sussidi. Prima ci hanno sottratto le nostre risorse poi, come se fossimo una specie di riserva indiana, ci viene rifilato un contentino sotto forma di sussidio che, in verità, è molto meno di quanto che ci spetta».

Il disco, dunque, tratta temi politici? Ci racconti qualcosa delle tue canzoni?
«È un cd del 2006. Ora sto lavorando su altri due progetti e un libro. In quell’album ci sono alcune canzoni che riconducono al mondo della politica, seppur non cantonale. Per esempio, “La borsa degli scudi” parla proprio dei potenti del mondo che tendono, allungando i famosi trenta denari, a corrompere chi ci dovrebbe governare, per realizzare i loro sporchi giochi di potere. Ho semplicemente pensato che questo disco potesse forse essere adatto a far passare un certo tipo di messaggio».

Ci sono state risposte da parte del mondo politico?
«Ho ricevuto diverse email e alcuni biglietti. C’è chi scrive che ha gradito il mio omaggio e che ha letto con attenzione la mia missiva, qualcuno afferma che si sta impegnando per cercare di cambiare le cose e altri dicono che sono temi risaputi: lo so, ma in troppo pochi sono disposti ad affrontarli. Per come la vedo io, a Bellinzona siedono alcuni granconsiglieri non sono al loro posto, perché se lo fossero non si permetterebbero di denigrare le popolazioni delle valli o chi esprime il proprio dissenso, firmandosi, con un articolo su un mensile locale. Colui che denigra in realtà è solo un debole e i deboli non dovrebbero stare nei governi e nei parlamenti. Ma d’altra parte la colpa è solo nostra; quel ruolo glielo abbiamo assegnato noi, votandoli».

Credi che la musica e l’arte in sé possano cambiare la società?
«In Ticino? Assolutamente no. In verità credo che del mio messaggio alla fine non resterà un granché. Ma c’era questa cosa che sentivo di dover dire. Perlomeno un domani non si potrà affermare che nessuno abbia detto nulla. Così ho approfittato del mio disco. Una lettera da sola magari non riesce a colpire nel segno, con la musica il discorso passa in modo diverso. In ogni caso coloro che siedono nei nostri parlamenti e in governo sanno esattamente cosa stanno facendo e dove vogliono arrivare. Francamente non credo che il mio scritto possa far cambiare qualcosa, ma quanto meno dice loro che il popolo non è stupido. Sono comunque convinto che la maggior parte dei politici sia brava gente che lavora onestamente, cercando di barcamenarsi in situazioni spesso molto complesse. Poi alcuni non sono preparati, oppure si trovano li grazie a qualche “raccomandazione”, come anche per interesse personale. L’acqua calda non sono certo io a scoprirla, in ogni caso».

Se qualcuno ti venisse a dire hai solo voluto farti pubblicità, cosa risponderesti?
«Non avrei certo usato un disco vecchio, già uscito e conosciuto. Fosse stato così avrei aspettato un po’ di tempo e avrei approfittato di uno dei miei nuovi lavori. Magari in un’altra situazione o in Italia, oppure se io fossi stato un altro tipo di artista forse poteva anche starci, ma in questo momento non ricavo nulla. E poi, volendo, potrei utilizzare altri aspetti della mia storia personale per promuovermi. Sono un personaggio pubblico e come tale credo che il fatto di prendersi delle responsabilità faccia anche parte del ruolo di un artista».


Chironico, alcuni focolai bruciano ancora. Distrutta una cascina sotto i monti di Daro

La sera del 31 in alcuni punti si sono riaccesi dei focolai. I pompieri li stanno tenendo sotto controllo per evitare la ripresa delle fiamme

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CHIRONICO – A Chironico, nonostante l’incendio che nei giorni scorsi ha colpito il luogo fosse sotto controllo, alcuni focolai hanno ripreso ad ardere poco prima dello scoccare del nuovo anno.

Il 31 dicembre alle 23 infatti qualche focolaio ha ricominciato a bruciare, come comunica la Polizia Cantonale.

Attualmente le operazioni di spegnimento sono tuttora in corso e vedono coinvolti 25 pompieri dei corpi di Biasca, Faido, Montagna 3 Valli, Montagna Gaggio, Morobbia, Pizzo di Claro e della Sezione montagna Bellinzona. Nelle operazioni sono impiegati pure 3 elicotteri Super Puma di cui uno equipaggiato di camera termica e due elicotteri civili. Da segnalare che le fiamme hanno intaccato e completamente distrutto una cascina in zona Gei, sotto i monti di Doro. Al momento ci sono ancora alcuni punti dove il fuoco è celato nel sottosuolo, un monitoraggio di questi focolai è tenuto dai pompieri per evitare la ripresa delle fiamme.

Questo pomeriggio alla presenza dei responsabili dei vari corpi interessati, del Consigliere di Stato Norman Gobbi, del comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi, dei rappresentanti dei vari Patriziati e delle autorità comunali, si è tenuto a Chironico un rapporto di coordinamento sulla situazione dell’incendio: nella nota, viene sottolineata l’eccellente collaborazione  tra i vari enti di primo intervento e le autorità comunali e patriziali, nonché tra i responsabili del Dipartimento del Territorio per quanto concerne la valutazione  dei danni subiti dal patrimonio boschivo.


Parc Adula, sì al coraggio di dare forma alle nostre aspirazioni

Quattro giovani consiglieri comunali di Acquarossa spiegano le ragioni del SI al discusso progetto del Parc Adula

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Non siamo politici navigati ma giovani impegnati e motivati a dare il nostro contributo per assicurare alla Valle gli spazi di manovra per invertire un trend negativo che da molti anni frena numerosi progetti (da qui l’appellativo di “Valle dei progetti”). Per certi versi questa depressione angoscia chi si dà da fare per ricercare nuove opportunità per un futuro migliore. Ci vediamo gioco forza costretti a valutare tutte le opportunità di sviluppo per contrastare l’ormai affermata tendenza negativa a concentrare queste attività nei centri, e con loro la residenza, spopolando e relegando le periferie a puri territori di svago. Ogni buona iniziativa è quindi propizia per contrastare questa spirale negativa. Il progetto del Parc Adula è una di queste alla quale non possiamo dire di no in modo superficiale, correndo il rischio di buttare alle ortiche una delle poche occasioni per dare visibilità alla Valle e renderci attrattivi verso l’esterno, attirando l’attenzione di chi vedrà in noi delle opportunità meritevoli di aiuto. Questo progetto è ricco di opportunità, è una vera occasione per il futuro della Valle, che non può non entusiasmare noi giovani e rendere responsabili e consapevoli chi è più in là negli anni. È una pura illusione, in un mondo globalizzato come quello di oggi, pensare di racchiuderci in un angolo cullando la nostra “depressione”, e aspettando solo i sussidi o il “ricco sfondato” di turno! Per coronare le legittime aspirazioni di ridare dignità alla Valle, deve prevalere in noi il coraggio, la voglia di rilancio e di metterci in gioco, affinché si sviluppino nuove attività che permettono a noi giovani di trovare possibilità d’occupazione e di domicilio dopo gli studi, evitando di diventare turisti pendolari del fine settimana. Superiamo quindi questa ereditaria crisi di fiducia che troppo spesso ha limitato lo spirito vallerano d’iniziativa e che constatiamo sta monopolizzando il vocabolario dei contrari al Parco. I problemi difficili, per loro natura, non hanno mai soluzioni semplici. Non si va da nessuna parte con la politica della facile denuncia dei problemi, se poi non si portano proposte di soluzioni chiare e concrete, anche a volte coraggiose, come quelle offerte dal progetto del Parc Adula, affinché si possa mettere in moto la “macchina delle iniziative” per creare nuove opportunità per tutti.

Un SI coraggioso al progetto di parco nazionale di nuova generazione equivale dunque al coraggio di dare forma alle nostre aspirazioni. La dignità dei cittadini delle regioni periferiche è un diritto, la volontà di promuoverla è un dovere degli stessi cittadini chiamati a votare per il loro futuro.

Fabiana Gianora, Graziano Gianora, Claudia Gianora, Jenny Martinali (giovani consiglieri comunali di Acquarossa)


I socialisti a favore di Parc Adula

La sezione della Valle di Blenio ha approvato una risoluzione a favore del progetto. Anche Bertoli ha detto la sua: «mi auguro che la scelta sia fatta sul medio e lungo termine, non sui dettagli del presente»

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BLENIO – Mentre la votazione si avvicina, a favore del Parc Adula si muovono i socialisti, a partire dalla sezione della Valle di Blenio sino al Consigliere di Stato Manuele Bertoli.

La Sezione della Valle di Blenio ha votato all’unanimità una risoluzione a favore dell’opera. «La sezione PS Valle di Blenio sostiene il progetto Parc Adula poiché ritiene che sia una grande e irripetibile opportunità per lo sviluppo sociale ed economico della valle. Il progetto Parc Adula significa dare un nuovo valore alla valle, non comporta aggravi finanziari per i comuni, ma crea ricadute per la nostra economia e posti di lavoro. Inoltre partecipa al finanziamento di opere e interventi promossi da comuni e patriziati finalizzati alla valorizzazione del nostro patrimonio territoriale, agricolo, forestale e storico-culturale. L’assemblea PS Valle di Blenio sostiene perciò con convinzione il progetto Parc Adula e invita i propri elettori a fare altrettanto. Solo con coraggio e fiducia si riuscirà a dare la spinta decisiva per invertire e rilanciare una spirale che da troppi anni, purtroppo, gira verso il basso», recita il testo.

Anche Manuele Bertoli ha detto la sua, con un intervento sul suo sito Internet personale. «Il parco nazionale è un marchio importante, che permette di far conoscere un territorio ad una larga fascia di turisti connotandolo al contempo come di gran pregio per la natura e il paesaggio. Porterà qualche risorsa in valle, permetterà di riorientare l’offerta turistica e, comunque la si veda, aggiungerà un riconoscimento positivo a questa magnifica regione. Certo, si può affrontare questa scelta anche con qualche reticenza, perché qualche piccola rinuncia il progetto la prevede, ma un’analisi anche sommaria dei pro e dei contro non giustifica un mancato sostegno allo stesso», si legge. «Il progetto di parco nazionale combina bene il consolidamento del rispetto per il territorio con la sua valorizzazione anche in chiave turistica, un’operazione intelligente sulla quale bisognerà ancora lavorare molto ma vantaggiosa per tutti. Per i vallerani, che avranno a disposizione un marchio sul quale costruire nei prossimi anni una parte della loro economia, per chi andrà a visitare il parco, che potrà continuare ad ammirarne la bellezza, e per il territorio, che tramite questo riconoscimento sarà adeguatamente preservato».
Il suo invito è di valutare la scelta «sul medio e lungo termine, non sui dettagli del presente. I bleniesi, che per decenni hanno sofferto della mancanza di grandi infrastrutture che altrove portavano un po’ di benessere, ora si ritrovano un patrimonio paesaggistico da poter valorizzare proprio per l’assenza di grandi strade e ferrovie. Spero tanto che alla fine a prevalere sia lo spirito positivo di chi intende orgogliosamente mettere in valore quello che ha piuttosto che il facile disfattismo».


Sul ring a parlare di AVS

Tre contro tre in valle, oggetto del contendere l’iniziativa che mira a rafforzare le rendite AVS

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ACQUAROSSA – Un folto pubblico ha accolto giovedì sera ad Acquarossa i politici chiamati a dibattere sull’iniziativa “AVS plus” che punta a rafforzare le rendite di vecchiaia, in votazione il prossimo fine settimana. Fra i favorevoli la consigliera nazionale Marina Carobbio, fiancheggiata dalla sindacalista Linda Cortesi e dal verde Ronnie David. Sul fronte opposto in prima linea il consigliere nazionale Marco Chiesa, supportato dai deputati Fabio Käppeli e Simone Ghisla. Parola al popolo, presto si saprà chi avrà avuto la meglio.

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Tragico incidente, muore un motociclista 18enne

Il ragazzo poco prima della mezzanotte ha perso il controllo della moto andando a sbattere contro la porta di un cascinale che si trova a lato della strada. Inutili i soccorsi

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SEMIONE – Un’altra tragedia della strada si è consumata questa notta. Un 18enne motociclista ha perso la vita in Valle di Blenio.

Come comunica la Polizia Cantonale, il ragazzo circolava in via Cà d’Fide e, stando ad una prima ricostruzione e per cause che l’inchiesta di polizia dovrà stabilire, giunto all’altezza di via Pian ha perso il controllo della moto andando a cozzare contro la porta in legno di un cascinale posto a lato della strada.

Sul posto sono intervenuti i soccorritori di Tre Valli Soccorso e nonostante i tentativi di rianimazione il 18enne, svizzero e residente in Val di Blenio, è deceduto sul posto a causa delle gravi ferite riportate.

Eventuali testimoni sono pregati di contattare la Centrale operativa della Polizia cantonale allo 0848 25 55 55.


Tragedia a Faido, deceduta una 19enne

La giovane svizzera, domiciliata in Leventina, ha perso il controllo della propria vettura sulla strada cantonale, invadendo la corsia opposta e incastrandosi poi tra un muro e una ringhiera. Inutili i soccorsi

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FAIDO – Incidente mortale poco dopo le 13.30 a Faido. A perdere la vita è stata una 19enne svizzera domiciliata in Valle Leventina.

La giovane era alla guida del suo veicolo sulla tarda cantonale verso nord quando, come comunica la Polizia Cantonale, ha perso il controllo della vettura che si è spostata a sinistra andando ad invadere la corsia opposta per poi incastrarsi tra il muro di un edificio e una ringhiera.

Sul posto sono intervenuti i soccorritori di Tre Valli Soccorso e della Rega e nonostante i tentativi di rianimazione la giovane è deceduta a causa delle gravi ferite riportate.

L’inchiesta di polizia dovrà chiarire come mai la vittima ha perso il controllo della vettura.

La corsia in direzione sud della strada cantonale è stata chiusa per consentire le operazioni di soccorso, di ripristino della carreggiata e i rilievi del caso, e lo rimarrà almeno fino alle 16.30.


Un’auto schiacciata fra due camion, caos sull’A2

L’A2 in direzione nord è ancora chiusa e lo rimarrà almeno fino alle 19. Difficili le operazioni di soccorso

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QUINTO – Oggi poco dopo le 12 a Quinto, un 50enne autista italiano circolava sull’A2 in direzione nord alla guida di un Tir. Stando ad una prima ricostruzione ha tamponato una vettura con targhe germaniche ferma in colonna che è poi andata a collidere contro un camion, con alla guida un 47enne autista svizzero, che la precedeva.

Sul posto sono intervenuti i pompieri del Centro di intervento del San Gottardo (CIG), gli addetti dell’Unità territoriale 4, i soccorritori di Tre Valli Soccorso e della Rega. Il 50enne ha riportato gravi ferite ed è stato trasportato con l’elicottero all’ospedale. Le operazioni di soccorso sono ancora in corso e sono rese difficoltose dal fatto che la vettura, in cui vi sono persone decedute, è rimasta incastrata tra i due mezzi pesanti.

L’A2 in direzione nord è ancora chiusa per consentire le operazioni di soccorso, di ripristino della carreggiata e i rilievi del caso, e lo rimarrà almeno fino alle 19. Il traffico leggero in direzione nord viene deviato sulla strada cantonale mentre il transito dei mezzi pesanti verso la Svizzera centrale è bloccato fino a nuovo ordine.


Blitz anti prostituzione in Valle Leventina

Una 50enne argentina è stata denunciata per esercizio illecito della prostituzione, un 25enne per attività lavorativa senza permesso, e le posizioni di altre tre persone sono al vaglio degli inquirenti

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AMBRÌ – Ieri in Valle Leventina c’è stato un intervento anti prostituzione, come comunica la Polizia Cantonale, presso un esercizio pubblico.

All’interno del locale al momento del controllo erano presenti cinque persone. Di queste, una 50enne cittadina argentina è stata denunciata per esercizio illecito della prostituzione e un 25enne è stato denunciato per attività lavorativa senza permesso

La posizione delle altre tre persone (una 33enne e una 43enne entrambe cittadine brasiliane e una 45enne cittadina italiana) è al vaglio degli inquirenti.


La verità di Righini: «mio cognato, Guerra, il “contadino” Simoni e una comunità felice»

Il presidente del PS è al centro di un presunto conflitto di interessi col sindaco cognato. «Lui è stato ingenuo, ma io collaboro col Comune da 20 anni. È una polemica che va a colpire me come presidente»

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POLLEGIO – Conflitto di interessi a Pollegio, dove il presidente del PS Igor Righini riceve spesso mandati pubblici? Il sindaco, suo cognato John Mercoli, è stato bacchettato dalla Sezione degli enti locali, e il Mattino ha ripreso la notizia. Igor Righini ci dà la sua versione dei fatti, svelando qualche retroscena… di paese e politico.

Cosa pensa della situazione?
«Lavoro e collaboro col Comune di Pollegio, dove sono nato e cresciuto, da ormai 20 anni, mentre mio cognato è sindaco da quattro».

Nega che ci sono stati favoritismi?

«Cosa devo negare? Il discorso va posto in altri termini: perché fino all’altro giorno ho collaborato col Comune, prendendo dei mandati diretti, ed ora improvvisamente, da quando sono presidente del PS, divento un tema interessante? Sono un ragazzaccio nato nelle piazze, improvvisamente diventato architetto. Il Comune ha capito che l’erba del vicino non è sempre più verde, hanno visto che c’era qualcuno che sapeva fare i lavori in casa e dunque lo hanno fatto lavorare».

Polemica politica montata dal Mattino?
«Non si dimentichi, quando vede queste notizie, che qui vive un certo Michele Guerra, che siede in Commissione della Gestione ed è anche granconsigliere. Mio cognato ha peccato di ingenuità, nel prendere le decisioni non ha saputo cogliere il clima di conflittualità. Ha agito in buona fede, purtroppo non si è accorto che facendo così e trattando tutti da amici qualcuno gliel’ha fatta pagare. Io non conosco i verbali del Municipio, ma mi piacerebbe che qualcuno dicesse se i mandati diretti che ho preso io nel mio Comune, sono stati presi all’unanimità o a maggioranza socialista? Perché se qualcuno voleva dire qualcosa non lo ha fatto prima? Avessimo fatto, per esempio sul Corridoio Ecologico, dei brutti lavori, potrei capire, ma il progetto ha ricevuto sovvenzioni e degli aiuti federali ed è stato premiato dalla Fondazione svizzera per il paesaggio. Il Comune ha pagato il mio mandato e ha incassato dei soldi con riconoscimento dell’alto contenuto paesaggistico del progetto, per cui mi sembra di poter dire che questi premi fanno capire che ho lavorato bene. Hanno sbagliato a darmi il mandato? Lo chieda all’Associazione Svizzera per la pianificazione del territorio».

Dunque, come si spiega che ora tutti ne parlano?
«Si sta montando aria fritta, approfittando del fatto che mio cognato ha fatto una dichiarazione in Consiglio Comunale dicendo che il progetto, per il bene della collettività, andava portato avanti. Ma stava facendo gli interessi della comunità. D’accordo, ha peccato di ingenuità. Gli Enti locali gli hanno dato un ammonimento, però non è stato multato e non ci sono sanzioni, cosa vogliamo dire? Sono polemiche tirate fuori tre volte (dal Mattino, ndr), hanno fatto un’istanza di intervento su cui hanno risposto gli Enti locali con l’avvertimento a mio cognato, chiedendogli di non formulare giudizi quando c’è di mezzo un mandato assegnato a un parente».

L’istanza è stata presentata dalla Lega?
«È stata fatta dal “contadino” Simoni, che tra l’altro, per dirla tutta, è lo stesso che con la Lega ha lanciato il referendum contro il Corridoio Ecologico. A lui i contenuti che abbiamo proposto su tutto l’abitato di Pollegio non stavano bene perché preferiva avere dei campi arati da spalmare col letame. Voleva passare su quel prato e spalmare letame a ridosso dell’abitato, come ha sempre fatto. È una zona agricola ed è giusto che la coltivi, ma a me e altri paesaggisti è stato chiesto di mettere un altro contenuto: abbiamo dato una nuova prospettiva al paese, tolto la ferrovia, fatto sì che tutto il comune si affacci su un Corridoio Ecologico e a loro non va bene. Simoni e altri si sono legati al dito la questione. Il mandato è stato dato al cognato del sindaco? Lui, tra l’altro, non era ancora in Municipio ai tempi. Vorrei aggiungere un’altra cosa…»

Prego.
«Ben vengano in fondo queste cose, perché una polemica strumentalizzata ad arte per lanciare discredito più che sul sindaco su di me come presidente del PS, ci permette di mettere in luce quanto è stato fatto di buono. Lo si può mettere in correlazione con quanto fatto in tema di pianificazione in altre parti del Ticino. A Pollegio non abbiamo né lago né mare ma abbiamo cercato di dare dignità a un territorio che era abbandonato, ora la popolazione vuole tornare a vivere qui. Sembra che siamo qui solo a spararci cannonate, io, Guerra, il sindaco e Simoni, invece c’è una popolazione che da vent’anni è felice, e va messo in evidenza. Oltre alla litigiosità, deve trasparire la progettualità di Pollegio, magari da applicare in altri luoghi».


Sulla A2 come in Formula 1

Un 58enne guidava nel territorio di Giornico a 238 chilometri all’ora, in mezzo al traffico intenso e con a bordo un bambino e una persona anziana. È stato denunciato e gli sono state sequestrate auto e patente

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GIORNICO – Sfrecciava a oltre 230 chilometri orari, in spregio alle limitazioni di 120, con a bordo, oltretutto, un bambino e una persona anziana.

Il protagonista, emulo dei piloti di Formula1 in questi primi giorni d’estate, è un 58enne automobilista domiciliato nel canton Glarona che circolava in direzione sud sulla A2 a Giornico.

La sua velocità era di 238 chilometri all’ora, nonostante il traffico intenso!

Il Ministero pubblico lo ha denunciato per grave infrazione alla Legge federale sulla circolazione stradale ed ha provveduto all’immediato sequestro della licenza di condurre e del veicolo.


Tre Valli, il giorno dopo. «Da cuore pulsante dell’Europa a appendice cantonale, a volte pure infetta»

Dopo la festa, c’è preoccupazione per il futuro della Leventina. Igor Righini coglie l’occasione per fare propaganda: «Abbiamo la possibilità di non rimanere senza ospedali e senza investimenti nel traporto»

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POLLEGIO – La festa c’è stata, e ha catalizzato le attenzioni di tutto il mondo. Ma in Leventina l’orgoglio si mischia alla preoccupazione per il futuro della regione. Per raggiungere la Svizzera tedesca ci vorrà infatti una ventina di minuti in più, e la Leventina potrebbe diventare una zona “scavalcata” da AlpTransit.

«Se da una parte la festa inaugura una grande opera, dall’altra la Leventina potrebbe conoscere periodi difficili», ha infatti detto a La Regione il sindaco di Faido Roland David. Serviranno iniziative per rendere attrattiva la zona, per esempio il presidente dell’Ambrì, Filippo Lombardi, ha citato la nuova Valascia.

Il tema del futuro delle Tre Vali l’ha affrontato via Facebook il presidente del PS cantonale Igor Righini, che è proprio di Pollegio, cogliendo l’occasione per aggiungere un pizzico di propaganda a favore dell’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali” e per la Legge dei Traporti pubblici. «Oggi, per festeggiare l’inaugurazione della Galleria di base del San Gottardo, 57 chilometri di tecnologia ingegneristica e ferroviaria, si sono scomodati i leader europei degli Stati confinanti», ha scritto sul suo profilo. «Tutti qui, a Pollegio, dove sono nato e cresciuto, a parlare di quest’opera così importante nel contesto dei trasporti europei, a lodare gli operai, la popolazione locale e regionale, così ospitale, a ringraziare i Sindaci delle “Tre Valli” anch’essi intervenuti insieme al Consiglio di Stato ticinese. Che onore per la mia Regione: Pollegio e le “Tre Valli” per tre giorni sono il cuore pulsante dell’Europa».

E poi? «Tra tre giorni lasceremo gli onori della cronaca, le lusinghe di illustri giornalisti dei quotidiani europei e torneremo alla realtà di ogni giorno. Passeremo da centro per tre giorni a periferia, come fino a oggi e per sempre. Torneremo ad essere emarginati, senza una fermata della linea ferroviaria veloce che servirà i poli di Bellinzona e Lugano dimenticandosi di noi e delle “Tre Valli”. Torneremo periferia, appendice cantonale, a volte infetta, a volte terra utile per le passeggiate domenicali». C’è amarezza, in questo post, ma anche la convinzione che «fino a domenica 5 giugno, abbiamo però uno strumento per evitare di rimanere anche senza ospedali pubblici e senza investimenti nel trasporto pubblico».

Finita la festa, insomma, si torna a parlare di futuro, di preoccupazioni e di politica.


Tragico destino, due donne morte in un incidente sulla A2

Un automobilista francese ha tamponato un’auto con due donne a bordo, che sono andate a sbattere contro il Tir davanti a loro

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QUINTO – Due donne morte questo pomeriggio in un incidente avvenuto sull’autostrada A2 all’altezza di Quinto. Lo riferisce la polizia cantonale, che spiega la dinamica dell’incidente. Ad originare il grave episodio un 55enne automobilista francese che circolava in direzione nord, che è andato a tamponare una vettura, ferma in colonna, che la precedeva con a bordo due cittadine israelinane di 54 e 27 anni. L’auto urtata è quindi andata a sua volta a sbattere violentemente contro un Tir incolonnato.

Sul posto sono intervenuti la Polizia cantonale, i pompieri del Centro di Intervento del San Gottardo, i militi di Tre Valli soccorso e la Rega, che hanno potuto unicamente constatare il decesso delle due donne. Leggermente ferito il 55enne automobilista. L’autostrada A2 è stata chiusa in direzione nord per permettere l’intervento di Polizia e sanitari.


«Bleniesi, votate sì alla modifica LEOC. Vi spieghiamo perché»

I sindaci di Blenio, Acquarossa e Serravalle promuovono la LEOC e indicano i punti negativi di “Giù le mani dagli ospedali”, che «legittimerebbe un ridimensionamento dell’offerta attuale»

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BLENIO – A primo acchito, si diceva che la pianificazione, e dunque di conseguenza la modifica della LEOC in votazione il prossimo 5 giugno, sfavorisse la sanità in Valle di Blenio. Invece, i sindaci di Blenio, Acquarossa e Serravalle scendono in campo einvitano i bleniesi a votare sì alla modifica della LEOC e no a “Giù le mani dagli ospedali” il 5 giugno, spiegando pro e contro.

L’appello è firmato da Claudia Straub-Boschetti (sindaco di Blenio), Odis Barbara De Leoni (sindaco di Acquarossa) e Luca Bianchetti (sindaco di Serravalle) e chiede di «non vanificare tutto il lavoro fatto dai comuni tramite l’Associazione dei comuni della Valle di Blenio (ASCOBLE), l’Ente ospedaliero e il Dipartimento della sanità e della socialità. I risultati sono concreti e permettono di guardare con ottimismo al futuro della sanità di valle e dei numerosi posti di lavoro!».
Infatti, «l’azione svolta dalle istituzioni vallerane mira ad dotare la Valle di Blenio di un nuovo ospedale, che offrirà cure di qualità a tutti i bleniesi, senza connotazioni ideologiche o partitiche e senza costi a carico dei comuni!», per dare «un futuro per la sanità della valle di Blenio».

Entrando nello specifico, non vi sarà alcuno smantellamento: «la pianificazione ospedaliera dà un ruolo preciso all’ospedale di Acquarossa mantenendo 10 letti di medicina di base e attribuendo 30 letti di acuto di minore intensità, e la geriatria che non è un mandato di prestazione, viene confermata all’interno della medicina di base», scrivono i sindaci, mentre l’iniziativa dell’MPS «è superata perché legittimerà un ridimensionamento dell’attuale offerta».

Anche i posti di lavoro, circa 1300 in Valle di Blenio, sono assicurati dalla modifica della LEOC, mentre al contrario “Giù le mani dagli ospedali” «provocherà una diminuzione dell’offerta con conseguenti perdite di impieghi». Lo stesso vale per i posti letto, con l’iniziativa che proporrebbe un’offerta di cure inferiore a quella della pianificazione, mentre per quanto riguarda il pronto soccorso, che continuerà a essere in grado di garantire una prima assistenza 24 ore su 24, quando l’iniziativa «indica criteri meno severi e non adeguati agli standard di qualità per la gestione dei servizi di pronto soccorso».

Fra le due proposte, vi sono differenze anche di costi, fanno notare i tre sindaci: la modifica della LEOC non comporterebbe oneri per i Comuni, al contrario della proposta dell’MPS.

È oltretutto in previsione entro 5-6 un nuovo stabile ad Acquarossa per un costo stimato di 20 milioni di franchi, con un rafforzamento del Polo socio-sanitario bleniese con prospettive anche per i relativi posti di lavoro: l’iniziativa di Pronzini bloccherebbe tutto ciò, così come una collaborazione fra la casa anziani La Quercia e l’ospedale di Acquarossa, tra il nosocomio e i servizi di cura a domicilio e i medici privati.


Biasca, il PPD prende un seggio al PLR: è pareggio in Consiglio comunale!

Come per il Municipio, le due forze sono vicinissime, e nel legislativo avranno lo stesso numero di eletti. La Lega aumenta del 2%, ma non conquista ulteriori seggi

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BIASCA – Mattinata intensa per i candidati ai Consigli comunali, in attesa dei risultati per capire chi verrà eletto e se le percentuali ottenute ieri nei vari Municipi saranno riconfermate.

A Biasca, anche per il legislativo c’è grandissimo equilibrio, con il PPD che sopravanza il PLR per un punto percentuale: i pipidini fanno il 32,1%, mentre i liberali si fermano al 31,2%. Terza forza si conferma Abiasca, lista di sinistra, che ottiene il 21,3%; la Lega, che ieri aveva salvato per poco il seggio nell’esecutivo, ha il 15,4%.

La progressione maggiore è quella del PPD. che guadagna il 5% rispetto a quattro anni fa, il PLR perde tre punti percentuali, più o meno stabile la sinistra, la Lega sale di un 2%.

Per quanto concerne la ripartizione dei seggi, parità fra liberali e PPD: 11 a testa, col PLR che ne perde uno e i pipidini che lo guadagnano. Stabili invece Abiasca, che eredita gli 8 posti della sinistra, e la Lega coi suoi 5.