Dadò, “vogliamo un audit indipendente. E venga esaminato anche l’atteggiamento di capitan Schettino Gobbi”

Secondo il presidente del PPD, “Gobbi è il capo, invece ha abbandonato la nave accusando chi lo ha preceduto oppure i gregari. Dice di aver apportato dei cambiamenti, sono efficaci?”

BELLINZONA - Secondo Fiorenzo Dadò, l'audit commissionato dal Governo non va bene. Come spiega a liberatv.ch, i motivi sono due: "riteniamo inopportuno che l'incarico sia stato affidato a due ex funzionari dello Stato (Pasi e Corti, ndr). Nulla contro le persone o la loro professionalità, ci mancherebbe, ma per la fattispecie da indagare mi pare evidente che non si tratti dei profili giusti. L'altro aspetto per noi determinante riguarda un principio basilare: cioè quello che il controllore non può essere il controllato".

Il PPD, dato che "nostra realtà cantonale la Commissione della Gestione ha il compito dell'alta vigilanza, e agisce a nome dei cittadini", ha proposto che la Gestione stessa "dia mandato a persone completamente estranee all'Amministrazione e alla politica, di svolgere un audit sull'Ufficio della migrazione. Se del caso anche ad esperti fuori cantone". Perché il primo obiettivo è fare chiarezza, spiega il presidente, con esperti che riferiscano al Parlamento e non al Governo, che è di fatto il controllato.

E pazienza se magari le risposte non arriveranno prima di aprile, quando è prevista la riorganizzazione del Dipartimento dell'Interno e dell'Ufficio migrazione.

Il rischio potrebbe essere di avere due audit con risultati diversi, anche opposti. Per questo Dadò chiede al Governo di rinunciare al suo per sposare l'idea pipidina.

Non mancano le critiche a Gobbi: anche il suo operato dovrà finire sotto la lente di ingrandimento, per forza di cose. "L'atteggiamento da capitan Schettino assunto da Norman Gobbi su questa vicenda ha lasciato a dir poco perplessi. Di fronte alle difficoltà ha subito abbandonato la barca dando la colpa ai gregari o a chi lo ha preceduto parecchi anni fa. Se questo è il modo di affrontare le emergenze fossi nei suoi collaboratori mi preoccuperei. Gobbi, per il ruolo che ricopre, deve invece farsi pienamente carico della responsabilità politica di quanto accaduto. È lui il capo", afferma senza mezzi termini. "La responsabilità ultima di quanto accade nei Dipartimenti è dei Consiglieri di Stato. Nel 2013 il Tribunale Penale aveva lanciato dei chiari segnali d'allarme rispetto all'Ufficio migrazione, parlando addirittura di superficialità. Gobbi pubblicamente aveva dichiarato di aver apportato dei correttivi. Ma forse qualcosa non ha funzionato… L'audit che noi abbiamo proposto dovrà valutare tutto quello che è successo dal 2013 a oggi in quel settore del Dipartimento. Sia dal profilo amministrativo, all'interno dell'Ufficio, sia sull’efficacia dei correttivi fatti da Norman Gobbi". 

Fiorenzo Dadò parla anche di un atteggiamento piuttosto timido da parte degli altri partiti politici sul caso, ma ora pare che tutti i gruppi siano decisi a prendere in mano il dossier.