Danilo Cau, il gemellaggio con l’Abruzzo e… troppe attenzioni. “Siamo persone che hanno aiutato altre persone”

I volontari ticinesi sono stati ricevuti dal consigliere regionale Luca Marsico. “La lingua e la cultura sono le stesse. Non è eccezionale prendersi del tempo da dedicare a chi ha bisogno”

MILANO - Danilo Cau e i volontari ticinesi che si sono recati in Abruzzo sono stati ricevuti a Milano da Luca Marsico. Nel raccontarlo, Cau fa sfoggio di (eccessiva) modestia. "Non abbiamo fatto nulla di straordinario", ripete, poi il racconto prende il sopravvento, ma ci tiene a precisare: "usiamo tempo per le cose più disparate, prendere dei momenti per aiutare gli altri, ecco, non è niente di eccezionale!".

Che emozioni ha provato durante l'incontro a Milano?
"È stata un'esperienza, entrare negli uffici del potere della Regione Lombardia non capita sempre. Ci hanno fatto visitare il Pirellone, mentre era in corso la riunione del Consiglio Regionale. È stato particolare e bello, emozionante! Per entrare serve essere accreditati, mah, non siamo abituati (e ride, ndr). Ce lo siamo meritati? In definitiva, la cosa buona è che l'opinione pubblica si è smossa, il Ticino si è mobilitato e c'è stato un avvicinamento con l'Italia, dopo le polemiche da una parte e dall'altra. Il vero aiuto all'Abruzzo è stata la notizia, sul luogo ognuno ha fatto ciò che sa fare. Il lavoro, in fondo, è stato abbastanza semplice: c'era un certo rischio a causa del terremoto ma non era certo come trovarsi sotto i palazzi pericolanti".

Non è giusto sminuire il vostro gesto, comunque...
"Tante volte con un po' di buona volontà si ottiene tanto, e non ce ne rendiamo conto. Basterebbe poco, in effetti. Onestamente, per me, e non me ne voglia, la fatica più grande è star dietro alla stampa. Non mi aspettavo il clamore e nemmeno la chiamata delle autorità, né tanto meno la volevamo a tutti i costi. Durante il periodo degli aiuti c'è stata una piccola provocazione da parte mia verso l'eurodeputata Lara Comi (a cui aveva offerto il suo aiuto, ndr), e l'invito è partito da lì. Luca Marsico in via ufficiosa ci ha ringraziato".

C'è qualcosa che Marsico ha detto che l'ha colpita?
"Più che tutto, il fatto di essere stati invitati, il loro gesto. Ci ha portato i ringraziamenti della nazione e della regione, poi abbiamo avuto un momento di chiacchierata. È stato bello incontrare un alpino, un uomo che ha dato molto, perché ha portato aiuto a tutti i terremotati dal Friuli in poi. Aveva appena finito il servizio militare, ci ha raccontato, quando lo chiamarono per il terremoto. Chapeau, davvero!"

Come diceva lei, ci sono molte polemiche tra le due nazioni, basti vedere ora con Gobbi e il caso permessi. Che segnale vuole lanciare?
"Spero che sia un segno di distensione. Ci sta che ognuno a casa sua sia padrone, come la discussione politica, ma ogni cosa diventa un affare di Stato. Quanto abbiamo fatto ha rimesso tutto sul piano umano: siamo andati a Milano, che è a mezz'ora da qui, parliamo la stessa lingua, la cultura è la medesima, è assurdo essere arrivati a sembrare America e Russia. C'è stato molto di più dell'aiuto all'Abruzzo, ci sono stati i ticinesi che hanno aiutato l'Italia, quando esiste il luogo comune, ora ancor di più, che il ticinese è contro.

L'ha sorpresa la solidarietà?
"Sì, molto. Chiedere di andare in Italia con ciò che sta accadendo, col problema del frontalierato che è innegabile che esista, faceva strano, eppure ho trovato gente disposta ad aiutare altra gente. Il nazionalismo non c'è stato, gli abruzzesi erano solo persone che avevo bisogno. Che sia in Svizzera, in Germania o in Italia, hanno tutto il diritto di avere un aiuto".

Gli abruzzesi cosa pensano di noi ticinesi?
"Quelli che hanno avuto a che fare con noi ci vedono come angeli. Non si aspettavano il nostro arrivo, non avendo corrente e telefono, essendo isolati da tutti, hanno visto arrivare noi svizzeri. E hanno vissuto un doppio sentimento, di gioia per il fatto che qualcuno li aveva aiutati, e il malcontento verso l'Italia che li aveva un po' abbandonati. Ormai con loro c'è un gemellaggio... Le prossime vacanze saranno da loro, ci hanno invitato ovunque! A dire il vero, e non riesco a capire come mai, ci stanno offrendo eventi anche in Ticino, da cene a un teatro con Yor Milano... Secondo me è perfino esagerato!"