È di nuovo PS contro triciclo. «No a una manovra di rientro bis!»

I socialisti sono contrari al pacchetto di nuovi tagli chiesto dai tre partiti di maggioranza al Governo, «proprio oggi che sappiamo che BNS darà 14 milioni in più al Ticino. L’importanza del 12 febbraio»

BELLINZONA - Non c'è pace per il Preventivo, e sarà di nuovo triciclo contro PS. È di qualche ora fa la notizia secondo cui i tre partiti di maggioranza, ovvero Lega, PLR e PPD, hanno trovato un accordo, per cui voteranno si al documento respinto in dicembre, chiedendo altri 20 milioni di risparmio, e i socialisti hanno già annunciato battaglia.

Il problema sono quei 20 milioni di risparmi aggiuntivi che, secondo il triciclo, il Governo dovrà presentare entro il 30 aprile. «Questa non è altro che una “manovra di rientro bis” che non è stata discussa né accordata con la manovra finanziaria e il preventivo 2017: causerà dei tagli supplementari alle prestazioni e ai servizi dello Stato, a danno della popolazione
e dell’economia locale», tuona infatti in una nota il PS.

«Il Partito Socialista si oppone con decisione a questa politica promossa dalla maggioranza il cui solo progetto consiste nel ridurre le risorse dello Stato e le cui conseguenze sono i continui tagli ai servizi dello Stato e la riduzione di prestazioni sociali indispensabili affinché una parte sempre più
importante della popolazione possa vivere dignitosamente. Il risultato di questa politica è una spirale negativa che bisogna fermare a tutti i costi. Da un lato propone dei continui sgravi fiscali ai grandi redditi e alle grandi aziende facendo diminuire le entrate dello Stato mentre dall’altro taglia le prestazioni, riduce i servizi e la politica sociale. In
questo modo, invece di ridurre le differenze sociali e garantire le pari opportunità per tutti i cittadini, la maggioranza accentua l’impoverimento del Cantone, peggiorando le differenze tra i ceti più abbienti e le fasce più deboli della popolazione in cui anche il ceto medio sta precipitando a causa
dell’erosione dei salari e dei costi esorbitanti di affitti e premi casse malati», prosegue il comunicato.

Anche il momento in cui il pacchetto supplementare di tagli è stato chiesto non è dei migliori, secondo il partito di Righini. «In più è sconcertante che PPD, Lega e PLR promuovano dei tagli supplementari proprio quando la
BNS ha annunciato che grazie ai profitti del 2016 verserà al Ticino 14 milioni di franchi supplementari rispetto ai 28 preventivati».

Per tutti questi motivi, quello del 12 febbraio si preannuncia sempre più in casa socialista uno scontro decisivo. «Il solo modo per fermare questo circolo vizioso è un deciso NO della popolazione, continuamente
chiamata a subire e a pagare le scelte non sostenibili dei Partiti di maggioranza», si conclude infatti la nota, con l'invito a «votare 4 volte NO il prossimo 12 febbraio, dicendo “Stop ai tagli!" e rifiutando
l’imbroglio della Riforma III dell’imposizione delle imprese (su cui si è tenuta una conferenza stampa proprio questa mattina, come da noi riferito, ndr)».